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Il 27 settembre, esattamente due mesi fa, il vicepremier Luigi Di Maio annunciava l'«abolizione della povertà» dai balconi di Palazzo Chigi, mentre il suo sodale-concorrente Matteo Salvini prometteva l'abolizione della Legge Fornero, opponendo alla UE il fatidico, e già sentito, “me ne frego”. Due mesi dopo, il contrordine. Dopo la bocciatura della Commissione Europea, dopo l'impennata dei tassi di interesse sui titoli di Stato combinata con la diserzione delle aste, dopo le pressioni del capitale finanziario e di Confindustria, il governo SalviMaio pone all'ordine del giorno la “rimodulazione”...