
Contro l’avvio dei lavori per la realizzazione del gasdotto Azerbaigian–Italia si era prodotta una grande mobilitazione. Da Melendugno era partito un segnale chiaro contro l’ennesima grande opera calata dall’alto, cioè dai tiranni del sistema capitalistico, e carica di effetti devastanti su territorio e società.Ovviamente nella protesta si collocavano molteplice spinte, alcune delle quali confuse e interclassiste.L’aspirante premier Di Maio giurò e spergiurò che la TAP non si sarebbe mai fatta. Solo qualche mese dopo, la resa dei conti è quella di Giuseppe Conte pronto a stravolgere il solenne...