I PORTABORSE DEL CAPITALE BENEDICONO LEPORE
Non ci sorprende l'esprimersi di alcuni fra i massimi esponenti del campo largo a favore della ricandidatura di Lepore a sindaco di Bologna.
Al di là dell'appoggio dell'establishment del PD bolognese (da Merola a Di Stasi), è degno di nota lo schierarsi apertamente a suo sostegno di individui quali Renzi e Conte – l'ideatore del Jobs Act e l'individuo che ha governato assieme alla Lega (a memoria dell'inesistenza di vere divergenze fra chi si candida a rappresentare gli interessi di chi muove i capitali).
Conte in particolare si è impegnato a lodare il buon governo bolognese; un buon governo che ha visto il sindaco impegnato a vendere pezzi di città ai fondi d'investimento speculativi, favorire la gentrificazione e la crisi abitativa e sostituire aree verdi con cemento, il tutto sostenuto da un ampio uso delle forze di polizia per reprimere qualunque opposizione popolare. Una lampante (e programmatica) esemplificazione di cosa intenda come “buon governo” chi certuni a sinistra credono essere l'ala filopopolare del campo largo.
La sinistra interna del campo largo ha già capitolato - pensiamo al commissariamento della federazione locale di Europa Verde nel momento in cui questa tentò di sfilarsi dalla maggioranza od al limitarsi di Coalizione Civica a critiche formali accompagnate dal supporto continuo ad un'amministrazione reazionaria e serva dei capitali finanziari.
Tutto punta verso un bis dell'ultimo mandato: una giunta strutturalmente inserita nelle logiche del capitale, dotata di una chiara coscienza di classe (borghese) ed intenta a condurre la lotta di classe dall'alto contro il basso.
Stando così le cose, l'unica vera risposta possibile è una identica, ma di segno opposto: una lotta di classe condotta dal basso verso l'alto, da una classe lavoratrice conscia dell'inevitabile contrapporsi dei propri interessi a quelli dei grandi capitali e di chi li rappresenta. Non vi sono scorciatoie di sorta: non saranno progetti e logiche elettorali a fermare le politiche antipopolari della prossima giunta, ma solo la costruzione di una vera opposizione, classista quanto i propri avversari, radicale nel rivendicare prospettive anticapitaliste in nome proprio degli interessi di classe e non disposta a compromessi programmatici di sorta.
Nella costruzione di questa alternativa continueremo ad essere impegnati come Partito Comunista dei Lavoratori

