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Bologna,repressione e intimidazione

 


Bologna, repressione, intimidazione


Come sezione bolognese del Partito Comunista dei Lavoratori esprimiamo la nostra solidarietà alle persone colpite dalla vasta operazione di intimidazione poliziesca che abbiamo osservato svolgersi a Bologna negli ultimi giorni; in particolare, rileviamo come siano stati fortemente colpiti eventi sociali e politici come il Sun Donato (dove, pur non intervenendo, svariati membri delle forze dell'ordine hanno fatto sentire la propria presenza) ed il festival dell'Isola Verde, quest'ultimo interrotto dal piombare in esso di una cinquantina di agenti che hanno proceduto ad identificare tutti i presenti.

Si rende sempre più evidente la torsione autoritaria che sta colpendo tanto l'Italia quanto Bologna stessa, e non riteniamo un caso che questa vasta operazione poliziesca avvenga proprio ora che gli ingranaggi della politica si stanno rimettendo in moto; non può inoltre essere ignorato che ad essere colpiti più duramente siano stati individui razzializzati, in quello che sembra essere un atto di intimidazione preventiva proprio nel momento in cui si hanno le prime avvisaglie del riprendere della mobilitazione legata all'omicidio di Fakir Abderrahim.

Nel momento in cui lo Stato borghese è sempre più coinvolto in una guerra mondiale a pezzi (come ha ammesso la stessa avvocatura di Stato), inasprisce la guerra sul fronte interno, peraltro in una città che ha visto un costante aumento di azioni repressive ed intimidatorie nel corso degli ultimi anni. Consci che le forze di polizia non sono altro che uno dei molti strumenti con cui lo Stato borghese perpetua il dominio della propria classe di riferimento su quella di chi lavora, inseriamo appieno in questo quadro le operazioni avvenute e restiamo aperti a valutare qualunque proposta di mobilitazione sul tema.

La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

 


Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lamentare un’improvvisa ondata di violenza cieca e casuale.

In primis, ribadiamo che vi è stato un omicidio di Stato, di cui sono colpevoli tanto coloro che si sono macchiati in prima persona della morte di Fakir quanto le politiche securitarie e postfasciste della destra di governo, ma anche (e non per ultimo) la giunta campolarghista bolognese, che da mesi implora Piantedosi per avere più polizia e da sempre, nel proprio inseguire gli interessi del capitale, fa ricorso al pugno duro contro ogni opposizione dal basso.

Inoltre: la giunta bolognese ha platealmente tentato di fare campagna elettorale sulla morte di un individuo (di cui, ribadiamo, sono corresponsabili) chiamando una piazza che volevano rendere una passerella elettorale; ma la piazza non era incline ad assecondare questi loro fini.

Un corteo spontaneo ha raggiunto la prefettura; qui, la polizia ha colto la prima occasione possibile per far partire gli scontri, non preventivando però la fermezza della piazza, che si è duramente contrapposta al pugno della repressione dello Stato borghese.
Siamo stati presenti ed abbiamo osservato lo svolgersi degli avvenimenti in prima persona, dai primi lacrimogeni alle ronde di fine serata. Non glorifichiamo lo scontro per amor di scontro, ma saremo sempre a fianco della resistenza proletaria contro la repressione di Stato, senza dissociazioni di sorta.

L’omicidio di Fakir, contemplato dalle tecniche di contenimento applicate dalle cosiddette forze dell’ordine, rivela di nuovo la natura della polizia: null’altro che un manipolo di armati posti al servizio di uno Stato che, in quanto borghese, a sua volta è al servizio del grande capitale. Per questo razzializza e perseguita i proletari fino alla loro morte mentre tratta con i guanti i capitalisti legali e criminali, spesso fusi tra loro.

Le classi subalterne non possono aspettarsi nulla da questi corpi armati al servizio della classe loro nemica; devono invece sviluppare le proprie stesse forze e porle al servizio della trasformazione rivoluzionaria della società.