Post in evidenza

Verso il 10 ottobre

  🔴 No al DDL Antisemitismo ✊🏼 🚩 Verso la grande giornata di lotta di sabato 10 ottobre, tuttə in piazza contro il genocidio, per una Pal...

Cerca nel blog per parole chiave

Visualizzazione post con etichetta lotta per la casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lotta per la casa. Mostra tutti i post

COMUNICATO STAMPA: DOPO MEROLA,IL MEROLA BIS: CAMBIANO I SENATORI-ASSESSORI, MA LA MUSICA E' SEMPRE QUELLA

L'ennesimo sgombero di famiglie senza tetto da uno stabile di Mura di Porta Galliera, con gran dispiegamento di camionette di "forze dell'ordine" ,dovrebbe far riflettere chi ancora non aveva capito che Merola non è certo l'uomo dei ceti più deboli. Da decenni i sindaci di Bologna godono dell'appoggio dei poteri forti della città:banchieri e cementieri.

Anche in questa occasione Merola non si è smentito. Da anni va dicendo che la "legalità" deve essere rispettata a tutti i costi, cosicché magistratura,prefetto e questore lo prendono in parola,mettendolo alla prova. E lui, per bocca della nuova assessora alle politiche abitative, rilancia:nessuna occupazione rimarrà impunita,tutte verranno sgomberate.

Aspettiamo impazienti il piano-casa che Merola promette da anni( della serie "chi l'ha visto?"). Intanto giace nel più completo sfacelo il patrimonio pubblico in disuso(le ex caserme,ad esempio), che aspetta soltanto di essere svenduto al miglior offerente. Non sia mai che al Sindaco venga in mente di ristrutturarlo e riadattarlo,per costruirci alloggi a canone concordato o che i palazzi dell'ACER,che cadono a pezzi,vengano messi in condizioni abitative decenti!

La politica di Merola ormai è diventata quella della "precarietà permanente" per tutti coloro che non hanno la fortuna di avere abbastanza soldi da potersi permettere di sborsare canoni esosi, mentre godono i cementieri, che spesso rispondono ai nomi di grosse cooperative aderenti a Legacoop e le grandi immobiliari che possono permettersi il lusso di tenere sfitte le case per non abbassare i prezzi degli affitti. Solo l'esproprio senza indennizzo di cementieri ed immobiliari può garantire una politica abitativa che tenga conto dei ceti più disagiati,che Merola sicuramente non rappresenta. 
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Sezione di Bologna

Il PCL al corteo per la casa di Bologna

300.000 metri quadri sfitti a Bologna che potrebbero risolvere definitivamente il problema di chi non riesce a permettersi una casa. Fabbriche che chiudono. Scuola pubblica e università attaccate con la stessa forza con cui sono stati colpiti i lavoratori.
I padroni non hanno più niente da dare ma tutto da togliere. I loro partiti, PD in testa, eseguono i loro ordini.
La crisi che vogliono farci pagare si può risolvere solo in un modo: togliendo il potere a un pugno di industriali e banchieri, tramite il controllo dell'economia e dello Stato da parte della maggioranza, da parte dei lavoratori, degli sfruttati.
L'unico modo per soddisfare i bisogni vitali della maggioranza è, come sempre, vincere la lotta di classe, nel modo più unitario e organizzato possibile. Con una soluzione rivoluzionaria, con un partito rivoluzionario dei lavoratori.
Il Partito Comunista dei Lavoratori si impegna ogni giorno per collegare le lotte e costruire quel partito che i lavoratori non hanno e di cui però hanno sempre più bisogno.
Sempre al fianco dei proletari, come ieri al corteo del movimento per la casa.

CHI SI NASCONDE DIETRO GLI SGOMBERI… IL CAPITALE, OVVERO IL PD

Non ci meravigliamo per quello che è successo: non ci meravigliamo affatto. È successo a Milano (Pisapia); è successo a Roma (Marino) ed in tante altre città. Tutte di centro sinistra, tutte a guida PD + altri… Succede ovunque. L'offensiva a suon di 6 sfratti al giorno a Bologna (giunta Merola – PD) ne è il caso più grave e importante in Emilia-Romagna. Ricordate la manifestazione del movimento per la casa del 12 aprile 2014? ci caricarono e ci arrestarono. Poi fu applicato il decreto Lupi ed arrivò lo sgombero di migliaia di senza casa.
Di questi soggetti socialdemocratici (PD+altri) non ci si può fidare. Il recente sgombero di due stabili occupati a Rimini sono la riprova di quello che noi comunisti diciamo da sempre. Questo Stato e tutte le sue istituzioni non sono altro che il comitato di affari della classe dirigente: sono i ricchi, i banchieri e i palazzinari a dettar legge. Sono loro che legiferano a prescindere dai principi più o meno corrotti di una carta costituzionale ed a prescindere dai partiti più o meno progressisti in campo.
La sinistra si limita a difendere dei diritti, noi del Partito Comunista dei Lavoratori abbiamo una prospettiva più ampia: un modo diverso di vivere la società e di gestire le risorse, che siano il lavoro o la casa. Una società senza padroni e senza privilegi. Questa lotta deve quindi avere una prospettiva. Occupare tutto può essere anche utile, ma prepariamoci anche a cacciare via i voltagabbana, i politici corrotti e chi nei consigli comunali da una parte ti stringe la mano e dall’altra ti colpisce con il manganello.
La nostra proposta è una proposta di rottura con il PD e con tutti quelli che portano l’acqua a quel mulino. Non si può stare a metà tra due barricate, non si può votare per quel partito e poi dopo anni schierasi contro come nulla fosse.
Questo non vuol dire alzare il livello dello scontro, ma significa alzare il livello qualitativo della lotta. Ogni equilibrio, chiamiamolo “riformatore” o “progressista”, si può spezzare solo con una prospettiva rivoluzionaria, altrimenti il disincanto finirà per alimentare un effetto reazionario, capace solo di cancellare le minime conquiste acquisite.
Lo vediamo nello scenario mondiale, lo vediamo nello scenario europeo e nazionale. Lo vediamo qui, nella piccola realtà riminese. Non a caso chiediamo che la risposta sia forte quanto la repressione dello Stato. Altrimenti siamo destinati a fallire.

Mobilitare tutte le forze nel mondo del lavoro e della scuola. Ritrovare l’unità tra studenti e lavoratori, solo questo potrà abbattere questa democratica dittatura che non fa che colpire costantemente la classe lavoratrice negli aspetti fondamentali della vita: lavoro, casa, scuola, sanità. La lotta di classe non è un concetto fuori moda è una realtà quotidiana: è la lotta dei ricchi contro i poveri, della borghesia contro il proletariato. È tempo di opporre agli sfruttatori una forza uguale e contraria. Con una prospettiva rivoluzionaria.

Sfratto ad Anzola: vincere con la lotta!

Continua la lotta per la casa a Bologna e in provincia: grazie alla presenza degli abitanti del quartiere e di solidali bolognesi, è stato rinviato di due mesi uno sfratto che pendeva su tre famiglie residenti ad Anzola dell'Emilia. Famiglie di lavoratori immigrati, spesso residenti da decenni nel territorio, ben lontane dagli stereotipi razzisti e reazionari che i partiti padronali alimentano.
Proletari che perdono loro malgrado il lavoro, e il salario su cui contavano, che non possono più permettersi di pagare affitti di 700 euro all'ASP Città di Bologna, l'azienda pubblica bolognese di servizi alla persona, che insieme all'amministrazione di Anzola si preoccupa prima di tutto di garantire la continuità delle rendite immobiliari, a danno di intere famiglie proletarie la cui prospettiva è spesso, come in questo caso, quella di finire per la strada. Anche chiamando in forze polizia e carabinieri (con quali costi? Chissà!), che devono prestarsi a questa militarizzazione sempre più estesa e brutale nella gestione delle giuste rivendicazioni dei lavoratori e del conflitto sociale che ne consegue di necessità.
Il tutto succede mentre la sinistra politica, quella che teoricamente dovrebbe schierarsi sempre e comunque dalla parte dei lavoratori, dei proletari contro i loro oppressori e sfruttatori, continua a disertare scientificamente questi appuntamenti di lotta, limitandosi a proporre soluzioni fantasiose e comunque inadeguate quando si tratta di raccogliere voti in campagna elettorale, salvo adattarsi, o appoggiare direttamente, le politiche locali e nazionali dei partiti dominanti (in primis il PD), tutte a favore dei grandi proprietari immobiliari e contro gli inquilini.
La buona riuscita del picchetto di oggi è sicuramente un risultato positivo e un buon esempio di come si possa iniziare a ricostruire quell'unità di classe necessaria per rispondere alle politiche di speculatori immobiliari, banchieri, industriali e partiti loro servi.
Ma rimane la questione di fondo di una alternativa politica dei lavoratori a tutto campo, che non si limiti a richieste d'elemosina a padroni che non vogliono concedere più nulla e che, anzi, demoliscono tutti i diritti acquisiti con le lotte operaie, portando mano a mano la classe lavoratrice verso una vita precaria, misera, umiliante, da schiavi salariati (per chi ha la “fortuna” del posto di lavoro). Alla forza dei padroni contro i lavoratori va contrapposta una forza uguale dei lavoratori (occupati e no) per rovesciare questo sistema, il capitalismo, e imporre un governo della maggioranza: una repubblica dei lavoratori.

Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) continuerà a stare al fianco dei lavoratori e degli oppressi per la costruzione di un movimento di massa della lotta di classe e per un partito rivoluzionario dei lavoratori!


ORGANIZZARE E COORDINARE COMITATI DI LOTTA DEGLI INQUILINI!


LOTTARE INSIEME AGLI OPERAI MINACCIATI DA LICENZIAMENTI E CHIUSURE!


PER UN UNICO MOVIMENTO DI LOTTA CONTRO I PADRONI E CONTRO IL GOVERNO!


PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI!











28 marzo: continua la lotta per la casa!

Il Partito Comunista dei Lavoratori parteciperà al corteo del 28 marzo a Bologna (ritrovo alle 15 in via Fioravanti) con le sue parole d'ordine, al fianco degli occupanti, degli inquilini sotto attacco e di tutti gli sfruttati dai padroni e dai palazzinari, a Bologna come in tutta Italia.

PER UN COORDINAMENTO CITTADINO DI LOTTA PER LA CASA!

STOP SFRATTI!

BASTA ALLE SVENDITE DI ACER E AI CONTRATTI PRECARI!

PER L'ESPROPRIO DEGLI IMMOBILI SFITTI DI PROPRIETA' DEI GRANDI GRUPPI IMMOBILIARI!

CONTRO LA LOGICA DEL PROFITTO, PER IL CONTROLLO DEI LAVORATORI SUI BENI COMUNI!