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Global Sumud Flotilla 2026: è iniziata la navigazione

 Domenica 12 aprile le delegazioni internazionali della Global Sumud Flotilla 2026 hanno dato il via alla loro traversata, avente obiettivi umanitari e politici, in un contesto caratterizzato da cambiamenti rispetto all’anno precedente e da una crescente escalation dei conflitti in Medio Oriente. La Lega Internazionale Socialista (LIS) partecipa nuovamente in modo attivo alla missione verso Gaza

È COMINCIATA LA NAVIGAZIONE, CON UNA PARTENZA EMOZIONANTE

Le imbarcazioni con le delegazioni di 52 paesi, ormeggiate al Moll de la Fusta, hanno lasciato Barcellona senza aver ancora raggiunto le acque internazionali. I partecipanti hanno annunciato: «…dovremo aspettare che passi la tempesta proveniente da Minorca; tutte le nostre imbarcazioni sono pronte a proseguire verso l’Italia… dove altre imbarcazioni si uniranno alla flotta».

La manifestazione conclusiva ha sintetizzato lo spirito di solidarietà verso la causa palestinese, con due giorni di laboratori, musica e arte. Le attività hanno fatto da cornice alla presentazione dei partecipanti provenienti da diversi paesi, che nei giorni precedenti si erano preparati e allenati con grande impegno in vista della partenza. Il messaggio di partenza è stato molto chiaro, sottolineando gli obiettivi umanitari, a favore della causa palestinese e con un appello affinché la mobilitazione sul territorio torni ad esprimersi nuovamente con forza, sia per la Palestina che a sostegno della Global Sumud Flotilla (GSF).

UNA SITUAZIONE DIVERSA

Come già avvenuto durante la Flotilla dello scorso anno, gli equipaggi dovranno adeguare il ritmo della navigazione alle condizioni meteorologiche e marine, nonché alle condizioni delle piccole imbarcazioni su cui salgono. Altrettanto determinanti sono i cambiamenti nella situazione politica.

La GSF 2025 si è svolta nel quadro di un massiccio e diffuso processo di mobilitazione a sostegno del popolo palestinese, in particolare di Gaza. Mentre si intensificavano il genocidio e la pulizia etnica perpetrati dallo Stato di Israele, milioni di persone, soprattutto giovani, studenti e donne, hanno occupato le università, boicottato gli interessi sionisti e si sono mobilitate. Settori della classe lavoratrice, con i portuali in prima linea, hanno organizzato importanti scioperi, in grado di segnare una strada che ha preoccupato molto il potere.

Questa realtà ha sfidato i governi ed è stata fondamentale per fermare i bombardamenti, ma non ha affatto risolto i problemi storici e attuali della colonizzazione sionista, e ha causato perplessità sulla necessità di continuare e approfondire le azioni in corso.

SMARRIMENTI DA SUPERARE

La solidarietà con la Palestina non è scomparsa, e sicuramente tornerà a manifestarsi con forza, come è sempre avvenuto nel corso della storia. Tuttavia, l’ingannevole accordo tra Israele, gli Stati Uniti e Hamas ha legalizzato il genocidio, la pulizia etnica e l’occupazione territoriale, fornendo loro una base per procedere con l’annessione della Cisgiordania, l’invasione del Libano meridionale e gli attacchi contro l’Iran. Di conseguenza, le azioni attuali non hanno la stessa portata di quelle che fecero da sfondo alla prima GSF.

LA GUERRA, UN FATTORE DETERMINANTE

Un altro elemento fondamentale è l’escalation bellica che coinvolge direttamente l’imperialismo statunitense e il suo gendarme, lo Stato di Israele, che aggrediscono l’Iran, il Libano, la Palestina, lo Yemen e altri paesi. Si tratta di fatti che non erano presenti durante la precedente Flotilla, e che impongono che ogni scalo sia accompagnato da valutazioni precise, consultazioni democratiche e decisioni consapevoli sulla sicurezza della missione, sia in relazione alle sue destinazioni intermedie che a quella finale.

MOBITARCI PER LA PALESTINA, PER I PAESI AGGREDITI E PER LA FLOTILLA

Questi fatti ci impongono di rispondere con determinazione all’appello della GSF a promuovere mobilitazioni e azioni, sia per proteggerla sia per esigere che i governi si schierino a suo favore. Il processo dello scorso anno ha dato vita a un circolo virtuoso: la GSF è nata dalle mobilitazioni che, al contempo, essa ha alimentato, in una simbiosi politica di grande impatto mondiale che è necessario ricreare.

Solidarietà per l’Ucraina e la Palestina in occasione della partenza

LA LIS TORNA A PARTECIPARE ATTIVAMENTE

La LIS farà nuovamente parte della Flotilla, questa volta con la compagna deputata Cele Fierro e il compagno medico Raúl Laguna, entrambi del MST (Argentina). Avrà il sostegno a terra di Socialismo y Libertad (SOL, Spagna), ArbeiterInnenmacht (Germania) e Alejandro Bodart, coordinatore della LIS, alla partenza da Barcellona, insieme al Partito Comunista dei Lavoratori (Italia) e a tutte le organizzazioni che compongono la LIS nei cinque continenti.

Il MST e la LIS mobilitati in Argentina

Navighiamo per portare speranza a terra e organizzare solidarietà nella vita quotidiana. Come comunisti all’interno della Flotilla, invitiamo a promuovere mobilitazioni, blocchi e scioperi: solo così potremo proteggere le navi ed esercitare pressione sui governi. Come per la precedente Flotilla, riferiremo su tutti gli avvenimenti fino alla fine della missione.

PALESTINA E MEDIO ORIENTE LIBERI

Con grande determinazione, i partecipanti alla Flotilla si impegnano in prima persona nella missione senza perdere di vista ciò che accade a Gaza e in Medio Oriente. In tal senso, non ci sarà miglio marino durante il quale Cele e Raúl smetteranno di denunciare l’imperialismo e il sionismo per le loro atrocità a Gaza, in Cisgiordania e in tutta la Palestina, tornando a ripetere “via Israele dal Libano” e ad affermare che la sconfitta del sionismo è una causa dell’umanità che richiede solidarietà attiva e unità d’azione, esigendo dai governi che rompano le relazioni con lo Stato di Israele. Nella prospettiva di una soluzione di fondo che passa attraverso la rivoluzione socialista in Medio Oriente, affinché governino i lavoratori e si apra la strada verso una Palestina unica, laica, democratica, non razzista e socialista.

Rubén Tzanoff

Dagli accampamenti per la Palestina alle flotille. Il coraggio è contagioso

 


1 Settembre 2025

In tutto il mondo sono in corso nuove proteste, sempre più massicce e frequenti, per porre fine al genocidio in Palestina. Le mobilitazioni di massa, gli accampamenti universitari e le flottiglie cercano di rompere l'assedio, dando forma a un movimento globale sempre più radicalizzato. Ripercorriamo gli antecedenti di queste iniziative navali, che nell'ultima flotilla annovera tra i suoi membri Celeste Fierro del MST-FIT (Argentina)

Nonostante la campagna dell'estrema destra per instaurare un senso comune a favore di Israele, in tutto il mondo continuano incessanti i movimenti in difesa del popolo palestinese. Il potere economico e politico a livello mondiale è complice del genocidio in corso, ma i palestinesi di tutto il pianeta hanno trovato uno spazio per far sentire la loro voce insieme ad altri gruppi organizzati, dimostrando che la solidarietà popolare è la loro arma più potente per la resistenza.

Va sottolineato che l'appello a un cessate il fuoco continua a guadagnare terreno, a quasi due anni dall'intensificarsi del massacro perpetrato dallo Stato di Israele. La resistenza di bambini, adulti e anziani nella Striscia di Gaza ispira azioni, proteste e discorsi di artisti e personalità dei media. La campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) rafforza le azioni che mirano a indebolire il potere militare e il sostentamento economico di Israele, che dipende dalle risorse di multinazionali come Starbucks, McDonald's, Unilever, tra le altre.

In questo momento, mentre il genocidio avanza verso la “soluzione finale” accumulando crimini di guerra confessati dagli stessi vertici militari, assistiamo a una crudeltà esponenziale. Il blocco imposto al rifornimento di acqua, cibo e attrezzature mediche, la distruzione di ospedali, campi profughi e chiese, l'uccisione di bambini, donne e anziani in fila per ricevere aiuti umanitari e lo sfollamento di massa di un'intera popolazione sotto la minaccia di uno sterminio totale sono alcune delle principali violazioni dei diritti umani che si stanno commettendo nella regione e che, fin dalla Seconda Guerra Mondiale, non si pensava potessero ripetersi. È urgente raddoppiare gli sforzi per fermare la macchina di sterminio in atto.


AZIONI COLLETTIVE PER GAZA IN TUTTO IL MONDO

Le proteste in corso, iniziate in alcune città fin dal 2023, si sono presto diffuse in tutto il mondo. La solidarietà ha mobilitato i lavoratori, che hanno fatto pressione sulle aziende affinché disinvestissero in Israele. La mobilitazione ha coinvolto studenti di tutto il mondo, che hanno organizzato accampamenti per chiedere alle università di prendere posizione, soprattutto negli Stati Uniti, dove esistono legami diretti tra importanti università e Israele. Recentemente è stata riattivata la strategia dell'invio di flottiglie per rompere l'isolamento imposto alla Palestina.

Il tentativo di raggiungere Gaza con aiuti umanitari via mare non è nuovo. Il rigido controllo terrestre e aereo esercitato da Israele, che comprende il controllo e il blocco degli alimenti, rende la rotta marittima l'unica possibilità reale per far arrivare gli aiuti nel territorio palestinese.

1. Nel 2010, la Freedom Flotilla è stata brutalmente attaccata da Israele in acque internazionali, causando otto morti e decine di feriti.

2. Nel 2015 e nel 2018 altre iniziative non sono riuscite ad arrivare in Palestina, venendo intercettate. Nel 2025 ci sono già stati due tentativi: nel primo, a maggio, la nave è stata attaccata con dei droni. L'equipaggio, che includeva personaggi noti come Greta Thunberg, è stato sequestrato e arrestato dalle forze israeliane.

3. Successivamente, anche la nuova flotilla, guidata dalla nave Madleen, è stata intercettata.


LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

Ora è in corso un nuovo tentativo di rompere l'assedio. In questo momento, migliaia di attivisti da tutto il mondo si stanno dirigendo verso Gaza per la più grande azione di protesta che ci sia mai stata contro l'assedio e la crisi umanitaria. Per aumentare la visibilità dell'azione, attivisti, influencer e militanti di diverse lotte si stanno unendo alle flotte per portare aiuti al popolo palestinese.

Dall'Argentina, siamo orgogliosi di essere rappresentati dalla compagna Cele Fierro, militante del Movimiento Socialista de los Trabajadores (MST) e deputata della città di Buenos Aires per il Frente de Izquierda - Unidad, parte della delegazione che cerca di aprire, finalmente, un canale umanitario permanente e fermare il genocidio. Questo è un grande passo avanti per costruire una risposta internazionale forte e attiva in difesa di una Palestina libera, democratica, laica e socialista, come rivendicato dalla Lega Internazionale Socialista.

Da tutti i fiumi a tutti i mari, la Palestina vincerà!

Lucas Finger