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Autunno precario per la scuola

 


L’ennesimo settembre all’insegna del precariato e delle incertezze per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola

Anche quest’anno scolastico, come i precedenti, è iniziato all’insegna dell’incertezza per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola che, in mancanza di un reale piano di stabilizzazione, si vedono per l’ennesima volta in una snervante attesa che si sta prolungando anche oltre l’inizio dell’anno scolastico, iniziato con decine di migliaia di cattedre vacanti, visto che neanche quest’anno verranno coperti tutti i posti vacanti e disponibili, con il 200% di insegnanti precari in più rispetto al 2015. Circa 150mila sono i posti in organico di fatto di cui almeno 117mila sono per il sostegno agli alunni con disabilità. Una situazione che vede nei fatti la negazione della continuità didattica per circa la metà delle alunne e degli alunni con disabilità. Anche per quanto riguarda il personale ATA la situazione non è affatto rosea, con le nomine autorizzate, infatti, che andrebbero a coprire a malapena il 30% dei posti vacanti, quando gli incarichi ATA coperti con supplenze vanno a costituire più del 10% del totale.


GPS NEL CAOS: IL CASO DELLA LOMBARDIA

L’attesa per migliaia di insegnanti è stata resa ancora più snervante dagli errori nella convocazione tramite GPS, dove precari storici con un punteggio alto si sono visti scavalcare nella nomina da colleghe e colleghi con un punteggio molto più basso, e supplenze annuali conferite a docenti già inseriti in ruolo da concorso straordinario bis e concorso ordinario. Questa situazione sta penalizzando fortemente i docenti che avevano espresso la preferenza per cattedre che di fatto allo stato attuale sono rimaste vacanti, poiché i docenti con assegnazione finalizzata al ruolo non assumeranno ovviamente servizio nell’altra sede. Una logica del “figli e figliastri” che sta danneggiando docenti e studenti, attaccando salario e dignità dei primi, negando la necessità della continuità didattica per i secondi, soprattutto per le studentesse e gli studenti con disabilità. Queste sedi verranno assegnate, in seconda convocazione, a docenti con punteggio in graduatoria molto inferiore a quello dei colleghi che ne avrebbero avuto diritto. Parecchi docenti che avrebbero avuto diritto alla cattedra annuale, se le procedure fossero state eseguite all’insegna del rispetto dei diritti e della dignità degli insegnanti, risultano allo stato attuale destinatari di cattedra con termine 30 giugno, ed in molti casi di un incarico che nemmeno raggiunge le 18 ore settimanali, con forti ripercussioni anche sul salario e quindi sulla qualità della vita di centinaia, se non migliaia, di docenti.


LA TOTALE CHIUSURA DELL’UST DI MILANO

In tutto ciò le dirigenze dell’ufficio scolastico di Milano, differentemente da quanto sta capitando in altri uffici scolastici provinciali, come Mantova e Cremona, hanno ribadito di non avere alcuna intenzione di ripetere la nomina del primo turno di convocazioni da GPS, rimuovendo dal sistema i docenti che hanno già preso servizio nelle sedi designate per il ruolo.Penalizzando i docenti delle GPS con maggiore punteggio a favore di quelli con punteggio inferiore che, non essendo stati ancora convocati, potranno ottenere incarichi fino al 31 agosto. Ciò vuol dire, oltre l’attuare una letterale umiliazione nei confronti di tanti docenti, della loro dignità come anche della loro anzianità di servizio, la gran parte dei quali provenienti dalle più remote province del Meridione, il cui unico desiderio è quello di poter riprendere a lavorare dopo il licenziamento estivo, il fomentare una vera e propria guerra tra poveri della quale se ne avvantaggeranno soltanto le realtà sindacali corporativistiche e la propaganda dei partiti reazionari come la Lega che sul precariato stanno provando da anni a costruire un bacino di voti.


SE MILANO PIANGE, ROMA NON RIDE

Non troppo diversa è la situazione delle GPS nella capitale. A Roma migliaia di precari hanno vissuto momenti poco piacevoli agli inizi di agosto, quando un errore nelle GPS ha causato punteggi errati, gettando nel panico gli insegnanti e causando un enorme carico di lavoro per l’ufficio scolastico provinciale. Pochi giorni fa, al momento dell’assegnazione, l’algoritmo delle GPS ha assegnato a numerosi docenti incarichi in scuole dove non vi era alcuna sede vacante. Oltre al danno la beffa.
Situazioni simili a quelle di Milano e Roma si sono riscontrate anche in altri territori, come in Toscana, con numerose proteste.


UNA SITUAZIONE CHE NON È PIÙ TOLLERABILE!

Per risolvere il problema del precariato e contrastare l'ormai palese progetto di privatizzazione della scuola, portato avanti indistintamente dai governi di centrodestra e centrosinistra a favore di multinazionali e Chiesa ci battiamo per queste rivendicazioni:

- La stabilizzazione di tutti i precari della scuola, insegnanti e ATA

Siamo per un piano di assunzioni che parta dalla trasformazione dell'organico di fatto in organico di diritto, e l'ingresso di tutti gli insegnanti con tre anni di servizio in un processo di formazione e stabilizzazione che non sia diviso, a differenza di come hanno sinora fatto i governi, con il risultato che migliaia di insegnanti abilitati sono ancora senza ruolo (basti pensare alle eterne attese di migliaia di vincitori del concorso 2016 e del concorso 2018, abilitati con le SSIS ed i PAS, del concorso straordinario 2020 come anche dell’ultimo concorso ordinario e dello straordinario bis).

- Abolizione dell'algoritmo e convocazioni in presenza

Assistiamo da anni a errori nelle convocazioni dovute alle impostazioni dell'algoritmo. Tutto questo porta a ripetute cancellazioni e ripetizioni delle nomine da GPS che allungano i tempi ad ogni inizio di anno scolastico. Il ripristino delle convocazioni in presenza permetterebbe un più equo scorrimento della graduatoria, evitando che chi ha più punteggio si veda scavalcare da chi è in posizione inferiore per un vizio di forma.
-pubblicazione delle disponibilità al momento della scelta delle sedi. Terribilmente grave è l'inesattezza delle disponibilità, che aumenta nelle migliaia di docenti presenti nelle GPS un senso di incertezza e angoscia che ogni estate si rinnova. È accertato come spesso nei file pubblicati dagli uffici territoriali risultino molte meno cattedre di quelle realmente esistenti.

- Lauree abilitanti

Per porre fine al mercimonio dei crediti formativi post-laurea; nello specifico un biennio magistrale abilitante per posto comune e un percorso analogo abilitante per il sostegno.

- No al blocco per i neoassunti, sì a pensioni dignitose

Ogni lavoratore deve avere il diritto di poter lavorare dove preferisce. Con ciò condanniamo fermamente il blocco triennale dei neoassunti contenuto nell’ultimo CCNL 2019/2021. Oggi i docenti over 60 ( dato del 2022) sono il 18%: praticamente il doppio della media europea.( 9%)

Analogo il dato dei docenti ultracinquantenni: il 20% dei docenti ha infatti tra i 54 e i 59 anni, mentre il 19% ha tra i 50 e i 54 anni.Più della metà degli insegnanti italiani ha più di 50 anni, con una percentuale complessiva del 57,2%. La media di docenti over 50 in Europa è di circa il 36% (dati SBC del 05/08/2023).

Se vogliamo creare lavoro per i giovani, soprattutto nel Meridione, riducendo l’esodo delle mobilità che ogni anno coinvolge migliaia di docenti e ATA, cominciamo mandando in pensione chi ha già lavorato tutta una vita.

- In pensione con 35 anni di lavoro o 60 anni di età.

- Pensione pari all’80% dell’ultimo salario con ripristino del calcolo retributivo

- Internalizzare tutti gli educatori

Il settore delle cooperative sociali è una vera giungla dove migliaia di educatori, soprattutto giovani e donne, sono sfruttati con salari minimi. Chiediamo l'assunzione di tutti gli educatori con lo stesso profilo negli enti locali.
Con queste rivendicazioni, come lavoratrici e lavoratori della scuola del Partito Comunista dei Lavoratori, siamo intervenuti in tutti gli scioperi dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola degli ultimi anni, e restiamo al fianco dei precari per bloccare ogni scellerato progetto di privatizzazione e divisione della scuola e degli insegnanti.


VIA IL GOVERNO MELONI, VIA BANCHE E CONFINDUSTRIA, POTERE AI LAVORATORI!

Solo con la lotta questo governo nemico dei lavoratori e dei precari potrà essere cacciato, contro ogni compromesso con i partiti nemici delle lavoratrici e dei lavoratori, per la sconfitta delle burocrazie sindacali complici di governo e padronato , burocrazia CGIL e Landini in primis, e di quelle di alcune realtà del sindacalismo di base, che perseguono una politica di microburocrazie, con una politica settaria, divisiva e autocentrata. Ma anche e soprattutto contro ogni logica corporativistica. Perché solo l'unità delle lotte può realmente portare ad un governo dei lavoratori, l'unico che possa realmente difendere gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.

Lavoratori e Lavoratrici della scuola – Partito Comunista dei Lavoratori

TFA sostegno VIII ciclo: le storture di un sistema malato


 Come tutti gli anni, nel periodo estivo si sosterranno le prove per l’ammissione al "TFA Sostegno" (Tirocinio Formativo Attivo,ndr), giunto ormai alla sua VIII edizione. Il bando generale (D.M. 694 del 30 maggio 2023) riporta solo le date per sostenere i test preselettivi e recepisce quanto disposto recentemente dal governo, in termini di nuove modalità di reclutamento. Un rompicapo che metterebbe alla prova anche il più abile giurista.


La scuola, com’è noto, è regolamentata da un ginepraio normativo che viene usato come banco di prova da tutti i governi che si susseguono, i quali utilizzano come arma di propaganda, i soliti slogan. Tra questi ritroviamo la semplificazione del reclutamento a fronte del moltiplicarsi delle graduatorie e la predisposizione di percorsi più coerenti per il reclutamento dei docenti, che possa premiare una volta per tutte chi ha valorosamente sostenuto la scuola in tutti questi anni, soprattutto durante la fase pandemica. Tutto questo è ovviamente falso, di fronte alla concretezza dei fatti.

I percorsi per il reclutamento del personale docente non sono stati semplificati, al contrario prevedono l’acquisizione di ulteriori CFU (Crediti Formativi Universitari, ndr), oltre ai 24 previsti dalla "Buona scuola" e dal vecchio decreto legislativo 59/2017, che salgono a quota 30. Per chi vorrà poi sostenere i concorsi su posto comune, oltre al concorso dovrà acquisire 60 CFU presso l’università. Da ciò ovviamente scaturiranno graduatorie su graduatorie al fine di ricreare la medesima imbarazzante situazione, vigente al momento della creazione delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze, ndr) introdotte nel 2020 dal Ministro Azzolina. L’Unico pregio delle GPS era sottrarre alle scuole il meccanismo delle chiamate e riordinare le graduatorie. Vale però la solita solfa: un passo avanti per compierne molti di più a ritroso.

Il TFA sostegno rientra in questo pittoresco scenario, i cui aspetti negativi sono stati denunciati per anni dai precari che hanno deciso di seguire questa strada. Uno sguardo superficiale è in grado già di captare i primi segni di questo meccanismo sbagliato: le università a disposizione (come al solito), sono più numerose nelle regioni in cui il numero di scuole è nettamente minore. Ad esempio, in Lombardia, solo 4 università (di cui tre nella città di Milano e una a Bergamo) mettono a disposizione un numero di posti esiguo (si tratta da decreto di 1170 in totale) a fronte dell’altissimo numero di scuole e di conseguenza di insegnanti. Al contrario in una regione come il Lazio, troviamo ben 10 università a disposizione. Se ci spostiamo in Sicilia, nella sola università di Palermo sono banditi in totale 1400 posti e così nella Università di Messina, 1000 a Catania.

In Campania le sole due università previste dal bando, arrivano a 3540 posti.

Una follia se pensiamo che questi docenti sono inseriti nelle GPS di altre province. Significa dover rinunciare ad un anno di servizio. Molti docenti, che per anni hanno fatto sacrifici e si sono trasferiti dal sud per poter lavorare, sono ora costretti a tornare a casa perché i posti messi al bando nelle università sono molto alti e offrono dunque maggiore opportunità di successo. Per chi poi, deve spostarsi ex novo, significa doversi mantenere un anno in una regione lontana dal proprio luogo di residenza (cfr a fondo pagina e il link: i principali dati della scuola - avvio anno scolastico 2020-2021 - miur.gov.it)


FORMAZIONE PERMANENTE: TUTTA SULLE SPALLE DEI PRECARI

Al di là degli sforzi già impressionanti per poter sostenere un percorso che prevede concorso per accedere con competenze in ingresso già molto ampie, viaggi per frequentare le lezioni, esami, laboratori e tirocinio da effettuarsi fuori dall’orario di servizio, l’aspetto forse più delicato riguarda i costi.

La media nazionale è di 3000 euro, ma il range per conseguire la specializzazione varia da 2500 a 45001. I costi più alti si registrano all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e arrivano a 4100 euro. Un vero e proprio salasso.

Anche noi crediamo fermamente nel valore della formazione, perché siamo docenti e l’aggiornamento professionale è d’obbligo, non solo per quel che concerne i contenuti disciplinari ma anche sulle acquisizioni pedagogiche in continuo sviluppo. Crediamo però altrettanto fermamente anche al fatto che la formazione non possa essere così onerosa e a carico dei docenti, soprattutto precari, ai quali sono richiesti requisiti molto alti se confrontati ai colleghi già in ruolo.

Dunque, com’è possibile non pensare che ci sia del marcio visto il calo di iscrizioni nelle università, che di anno in anno continua ad aumentare? Non è forse lecito pensare che i soldi vengano recuperati dai docenti “poco formati e preparati”?

Se facciamo due calcoli, le università che bandiscono un altissimo numero di posti con costi molto alti, saranno forse dedite alla formazione dei docenti??? Pensiamo alla soprannominata Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, la quale chiede 4100 euro per un totale di 2160 posti. Fate pure voi la moltiplicazione.


QUALE FORMAZIONE PER QUALE RUOLO?

Pensiamo che il sistema di formazione e di reclutamento dei docenti debba essere radicalmente cambiato, pur consapevoli che solo un governo dei lavoratori potrà rendere effettivo questo cambiamento.

Come lavorator@ della scuola chiediamo:

• Lauree abilitanti per porre fine al mercimonio dei crediti formativi post-laurea; nello specifico un biennio magistrale abilitante per posto comune e un percorso analogo abilitante per il sostegno.
• Abolizione delle università telematiche;
• Un periodo transitorio in cui accedere ai percorsi vigenti, pagando una tassa di iscrizione uguale per tutti di 500 euro.
• Un sistema di tasse universitario basato su l’ISEE che sia progressivo, che non penalizzi le fasce intermedie e che tassi i redditi alti;
• Un sistema di reclutamento che preveda dunque, dopo le lauree abilitanti, un concorso e il consueto anno di prova presso un’istituzione scolastica con superamento di prova finale presso comitato di valutazione.

Lavorator@ della scuola – Partito Comunista dei Lavoratori

Graduatorie provinciali per le supplenze: una tragedia annunciata

 


14 Settembre 2020

Oggi, almeno sulla carta, dovrebbe cominciare l'anno scolastico 2020/2021. Mai come in questo caso, però, il condizionale è d'obbligo, vista la situazione delle scuole italiane, soprattutto in termini di personale.


SOLO "QUALCHE PICCOLO ERRORE"?

Con queste parole la Ministra Azzolina definiva nella giornata di mercoledì 9 settembre i problemi sorti nel varo delle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), che si sono rivelate all'insegna del caos totale e con gli Uffici Scolastici Provinciali totalmente privi di direttive. È il caso, ad esempio, di quello di Milano, dove il direttore, l'ex titolare dell'allora MIUR Bussetti, ha ben pensato di ovviare al fatto che le GPS milanesi sono totalmente intasate e piene di errori (calcolo punteggio di servizio, titoli, ecc.) da provare a far partire le convocazioni per le migliaia di cattedre vacanti dalle vecchie graduatorie d'istituto. Una manovra che rischia di aggiungere ancora più caos al fatto che solo su Milano sono state presentate ben 112000 domande di iscrizione alle nuove GPS. Domande di iscrizione che a livello nazionale superano le 800000, con una esclusione, in molti casi dettata da errori di calcolo o di riconoscimento, di oltre 40000 aspiranti docenti.


LA MANCANZA DI DOCENTI CHE PENALIZZA MILIONI DI STUDENTI

Quest'anno scolastico è, forse, quello con maggiori cattedre vacanti nella storia della pubblica istruzione italiana. Si parla infatti di oltre 210000 posti, e di oltre 50000 posti ATA anch'essi vacanti.
Non è un caso che tra le cattedre con maggior numero di posti vacanti ci siano quelle di sostegno, un incarico che nella maggioranza dei casi è assegnato a docenti precari. Si parla di oltre 20000 cattedre vuote. Una mancanza che non può che costituire un pesante attacco alla classe lavoratrice già penalizzata dai licenziamenti previsti in autunno, previsti tra i 600000 ed i 2 milioni.


IL GOVERNO CONTE, UN ENNESIMO NEMICO DEI LAVORATORI. DELLA SCUOLA E NON

Ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola è in atto una vera e propria macelleria sociale. Un'offensiva a tutti gli effetti contro i docenti e tutto il personale scolastico, che hanno garantito supporto e vicinanza ai milioni di studenti e studentesse anche nei giorni più neri della pandemia. Un attacco che nega la pensione a tutti quei lavoratori affetti da patologie croniche, che a scuola sarebbero estremamente a rischio di contagio, e che nega la stabilizzazione a decine di migliaia di insegnanti precari, che stanno vedendo pendere sopra le proprie teste la spada di Damocle di un concorso straordinariamente umiliante, alla luce anche del servizio prestato per anni senza alcuna speranza di stabilizzazione. Un concorso iniquo, parziale e divisivo, perché porterebbe alla stabilizzazione di soltanto 32000 docenti.


LE RIVENDICAZIONI DEL PCL PER LA SCUOLA

Per risolvere il problema del precariato e contrastare l'oramai palese progetto di privatizzazione della scuola, portato avanti indistintamente dai governi di centrodestra e centrosinistra a favore di multinazionali e Chiesa (in una modalità estremamente simile a ciò che è stato fatto nel settore sanitario, con le conseguenze che l'epidemia di Covid-19 ci sta mostrando in tutta la sua drammaticità), e di attacco costante ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, il Partito Comunista dei Lavoratori è presente nelle lotte della scuola con queste rivendicazioni:

- stabilizzazione di tutti gli insegnanti della scuola.
Siamo per un piano di assunzioni che parta dalla trasformazione dell'organico di fatto in organico di diritto, e l'ingresso di tutti gli insegnanti con tre anni di servizio in un processo di formazione e stabilizzazione che non sia diviso, a differenza di come hanno sinora fatto i governi, con il risultato che migliaia di insegnanti abilitati sono ancora senza ruolo (basti pensare ai 2000 vincitori del concorso 2016 ed ai 5000 vincitori del concorso 2018, abilitati con le SSIS ed i PAS).

- un grande piano di lavori pubblici per la scuola.
È urgente provvedere al risanamento degli oltre 2400 siti scolastici nei quali è stata accertata la presenza di amianto, e alla messa in sicurezza di tutte le scuole i cui plessi non sono a norma di criteri antisismici. Si trovano in questa condizione ben 44.486 scuole pubbliche, su un totale di 50.804 censite.

- no al blocco per i neoassunti, sia esso quinquennale che triennale.
Ogni lavoratore deve avere il diritto di poter lavorare vicino alla propria famiglia. Con ciò condanniamo fermamente il progetto avanzato dal ministro Azzolina di deportare letteralmente, in cambio del ruolo, migliaia di docenti dalle regioni meridionali costringendoli per cinque anni a vivere in altre regioni o province.

- internalizzare tutti gli educatori.
Il settore delle cooperative sociali è una vera giungla dove migliaia di educatori, soprattutto giovani e donne, sono sfruttati con salari minimi. In queste settimane moltissimi sono gli educatori che, non potendo lavorare essendo chiuse le scuole ed i centri diurni, hanno assistito ad una forte riduzione del salario. Chiediamo l'assunzione di tutti gli educatori con lo stesso profilo negli enti locali.

- no ad ogni proposta di autonomia differenziata.
L'esempio dei docenti del Trentino-Alto Adige è a portata di mano. Alle 18 ore settimanali si sono aggiunte due ore in più da prestare eventualmente per supplenze. Inoltre, tutti i docenti altoatesini devono prestare ben 220 ore annue come attività funzionali all'insegnamento, a differenza del resto del paese, in cui si svolgono 40+40 ore. In queste 220 ore ricadono consigli di classe, consigli di plesso, collegi docenti, programmazioni settimanali di dipartimento, le ore annuali dei corsi di aggiornamento obbligatorie, le udienze dei genitori. Il tutto in cambio di un aumento lordo di poche centinaia di euro.

Con queste rivendicazioni il Partito Comunista dei Lavoratori ha sostenuto lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola del 14 febbraio, e resta a fianco dei docenti e degli ATA precari per bloccare ogni scellerato progetto di privatizzazione e divisione della scuola e degli insegnanti.

Mandiamo a casa la ministra Azzolina, esponente di punta di un governo nemico dei lavoratori e servo di Confindustria, come i casi di Alzano Lombardo e Nembro ci hanno dimostrato, e che come PCL abbiamo denunciato anche giudiziariamente.

Solo con la lotta questo governo nemico dei lavoratori e dei precari potrà essere cacciato, contro ogni compromesso con i partiti nemici delle lavoratrici e dei lavoratori, per la sconfitta delle burocrazie sindacali complici di governo e padronato che, burocrazia CGIL e Landini in primis, hanno firmato protocolli su protocolli bloccando sul nascere le decine di scioperi che ci sono stati soprattutto a marzo nelle fabbriche e sui luoghi di lavoro. Ma anche e soprattutto contro ogni logica corporativistica e di intermediazione politica tramite deputati e senatori di maggioranza o di opposizione.
Solo l'unità delle lotte può realmente portare ad un governo dei lavoratori, l'unico che possa realmente difendere gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, della scuola e non solo.



Di questo e altro parleremo in un'assemblea online sulla pagina Facebook del PCL il 16 settembre. Ti aspettiamo!

Vincenzo Cimmino