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25 APRILE 2019

FB Antifascismo di Classe

PER UN ANTIFASCISMO DI CLASSE
Sono ormai anni che in Italia si assiste ad una ripresa impetuosa di manifestazioni politiche e organizzazioni fasciste, mentre il razzismo e una cultura di destra radicale hanno fatto una breccia enorme nelle classi lavoratrici, nei quartieri popolari e in quello che era il blocco sociale di riferimento della sinistra.
Il Ministro dell’Interno, Salvini, con un ruolo sempre più preponderante nel governo “giallo-bruno” Lega-M5S, soffia sul fuoco della xenofobia fino al punto di commettere un crimine contro l’umanità respingendo dei rifugiati in un paese in guerra, come la Libia.
Lo stesso Salvini è oggi il campione di settori popolari affascinati dalla retorica dell’estrema destra e delle organizzazioni fasciste. Le sue ruspe distruggono i campi nomadi, i fascisti di Casapound e Forza Nuova completano il pogrom aizzando i residenti dei quartieri poveri contro i Rom e i migranti che cercano una soluzione abitativa.
Ancora una volta razzismo e fascismo vengono utilizzati dalle destre per dividere la classe lavoratrice; ponendo da una parte i cosiddetti lavoratori autoctoni e dall’altra i migranti, si crea un falso nemico contro cui scatenare le proprie frustrazioni e sofferenze. I poveri e i poverissimi diventano i nemici di Stato, mentre il padronato continua indisturbato nei suoi affari.  I porti chiusi in faccia ai migranti che scappano da guerra e miseria sono il prodotto dell’intervento imperialista del capitalismo italiano in Libia, l’effetto collaterale delle politiche padronali sul piano internazionale. Non un caso, un accidente o un’eccezione.
Per questo oggi non può bastare un antifascismo di maniera, retorico, da celebrare solo alle feste comandate.
No. È urgente e necessario un ritorno alle mobilitazioni di classe. 
E’ evidente. Lo dimostra proprio questo governo: le leggi contro la ricostituzione del partito fascista, la sua propaganda la Costituzione non bastano a respingere il fascismo. Se quelle leggi servissero, non potrebbero esistere un governo e un ministro che favoriscono la crescita dell’estrema destra e delle organizzazioni fasciste. La maschera grottesca di Salvini, le sue leggi sulla sicurezza (decreto sicurezza) e sulla legittima difesa lo dimostrano eloquentemente.
È necessario riprendere, oggi come non mai, il filo dell’antifascismo come lotta di classe del mondo del lavoro contro il padronato.
PER UN ANTIFASCISMO ANTICAPITALISTA
«Nessuno deve restare indietro, sia esso italiano, nero o rom». Un ragazzino di quindici anni, figlio di un licenziato di Almaviva, ha fronteggiato da solo i fascisti nella borgata di Torre Maura a Roma, la sua borgata. Lo ha fatto dopo che ha visto i fascisti calpestare il pane destinato ai rom, sospinto da un senso elementare di umanità e di giustizia. 
L'episodio dice molto, soprattutto a sinistra. 
La prima cosa che dice è che è possibile contrastare i fascisti, anche sui temi più difficili. Casa Pound e Forza Nuova hanno imposto la propria legge, cioè la legge della forza squadrista. Ora la loro vittoria rischia di propagare l'esempio in altri quartieri e città, offrendo una bandiera miserabile a settori popolari immiseriti e declassati. È’ necessario allora recuperare l'iniziativa antifascista costruendo ill fronte unitario più largo e determinato.
La seconda cosa che l'episodio coraggioso indica è come contrastare il fascismo. “Nessuno deve restare indietro, italiano, nero o rom” corrisponde ad una piattaforma di mobilitazione che vada ben al di là della solidarietà ai rom e agli immigrati. E’ necessario avanzare rivendicazioni comuni capaci di unire tutti gli sfruttati al di là di ogni differenza etnica. Casa per tutti anche attraverso l'esproprio di grandi proprietà immobiliari, un lavoro per tutti anche attraverso l'investimento pubblico nel risanamento di case fatiscenti e strade disselciate, un sistema di servizi sociali, a partire dagli asili, che dia supporto alle famiglie povere... sono rivendicazioni patrimonio dell’iniziativa iniziativa antifascista. I fascisti occupano spazi che la sinistra politica ha abbandonato e tradito. Solo rioccupando quegli spazi è possibile tagliare l'erba sotto i piedi dei fascisti. Ma ciò non significa tenere convegni sull'abbandono delle periferie, magari sotto elezioni.
Significa organizzare gli sfruttati e la loro lotta contro il loro vero nemico. Che è il capitalismo, innanzitutto quello di casa nostra
L'antifascismo, più che mai, o è anticapitalista o non è.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - SEZ. DI BOLOGNA

La lezione di Torre Maura

«Nessuno deve restare indietro, sia esso italiano, nero o rom». Un ragazzino di quindici anni, figlio di un licenziato di Almaviva, ha fronteggiato da solo i fascisti nella borgata di Torre Maura a Roma, la sua borgata. Lo ha fatto dopo che ha visto i fascisti calpestare il pane destinato ai rom, sospinto da un senso elementare di umanità e di giustizia.

La stampa borghese di impronta progressista ha dato ampio risalto all'episodio, rappresentandolo in termini di contrapposizione simbolica di valori (antirazzismo contro razzismo). Ma l'episodio dice assai più di questo, soprattutto da un punto di vista politico. Soprattutto a sinistra.

La prima cosa che dice è che è possibile contrastare i fascisti, anche sui temi più impervi. Possibile e necessario. Organizzazioni fasciste in 24 ore centralizzano la propria azione squadrista in un quartiere di Roma abbandonato al degrado aizzandolo contro i rom: “Via da qua, dovete morire di fame”, “ Scimmie, vi bruciamo vivi”. Un vero e proprio inizio di pogrom. E la sinistra romana dov'è? Dove sono le organizzazioni antifasciste, le organizzazioni sindacali, le formazioni della sinistra? Il fatto clamoroso non è stato l'azione dei fascisti, che fanno appunto i fascisti. È stata l'assenza di ogni contrasto, di ogni contro mobilitazione. È la misura di un arretramento che regala ai fascisti nuove praterie, e nuovi successi. Ciò che resta dei fatti di Torre Maura è che “Casa Pound e Forza Nuova hanno cacciato i rom”, con la connivenza supina della sindaca Raggi. Hanno imposto la propria legge, cioè la legge della forza squadrista. Ora la loro vittoria rischia di propagare l'esempio in altri quartieri e città, offrendo una bandiera miserabile a settori popolari immiseriti e declassati. È necessario allora recuperare, prima di tutto, l'iniziativa antifascista attraverso il fronte unitario più largo e determinato. Non solo a Roma ma ovunque. Non si può abbandonare l'antifascismo alla solitudine di gesti esemplari.

La seconda cosa che l'episodio coraggioso richiama è il contenuto dell'azione di contrasto. “Nessuno deve restare indietro, italiano, nero o rom” è la cifra semplificata di una possibile piattaforma di mobilitazione. Possibile e necessaria. Una piattaforma che va ben al di là della solidarietà ai rom e agli immigrati oggetto di aggressioni odiose, ma lega invece la solidarietà a un piano di rivendicazioni comuni capaci di unire tutti gli sfruttati al di là di ogni steccato etnico. Le parole d'ordine di una casa dignitosa per tutti anche attraverso l'esproprio di grandi proprietà immobiliari, di un lavoro per tutti anche attraverso l'investimento pubblico nel risanamento di case fatiscenti e strade disselciate, di un sistema di servizi sociali, a partire dagli asili, che dia supporto alle famiglie povere... sono parole d'ordine da incorporare alla iniziativa antifascista. I fascisti occupano spazi che la sinistra politica ha abbandonato e tradito. Solo rioccupando quegli spazi è possibile tagliare l'erba sotto i piedi dei fascisti. Ma rioccupare quegli spazi non significa tenere convegni sull'abbandono delle periferie, magari sotto elezioni. Significa organizzare gli sfruttati e la loro lotta contro il loro vero nemico. Che è il capitalismo, innanzitutto quello di casa nostra.
L'antifascismo, più che mai, o è anticapitalista o non è.
Partito Comunista dei Lavoratori

Quanto vale una bimba rom?

25 luglio 2018 - Immaginate per un attimo lo scenario seguente: un rom imbraccia il fucile e dal balcone di casa spara a una bambina italiana di 13 mesi colpendola alla schiena e condannandola alla probabile paralisi. Tutti i TG si aprirebbero su questa infamia. Il nuovo ministro degli Interni parlerebbe a reti unificate urlando ancora che “la pacchia è finita” e che i rom vanno cacciati una volta per tutte, essendo provato che sono delinquenti e anche assassini. Il giorno dopo, rastrellamenti polizieschi nei campi rom a uso delle telecamere e deportazioni esemplari. La stampa liberaldemocratica, in imbarazzo, confesserebbe penitente il proprio eccesso di buonismo verso la criminalità rom, avallando le misure poliziesche. Sui social si scatenerebbe un'isteria incontrollata, e Salvini raggiungerebbe nei sondaggi il 32%.

Invece la scena reale è esattamente capovolta. È un italiano ad aver sparato a una bimba rom con un fucile che voleva “testare”. Naturalmente dichiara: «non sono razzista», «il colpo è partito per caso», anche se la mira è stata perfetta. Sui TG si dà la notizia sottovoce, parlando di “accertamenti in corso su un episodio...”, (dopo aver alluso per 48 ore a una “faida interna tra rom”!). La stampa reazionaria accusa “la sinistra” di montare un caso inesistente per proteggere “i delinquenti rom”, che naturalmente, se anche fosse, se la sono cercata. La stampa “progressista” (La Repubblica) ne parla in diciannovesima pagina, tra i fatti di cronaca inquietanti. Intanto, la sindaca Raggi butta su una strada i rom del Camping River, persino la Corte di Strasburgo ha da ridire, e Salvini denuncia il buonismo della UE...
Così la vita prosegue indisturbata, giorno dopo giorno. La bimba rom e la sua mamma avranno una vita intera per farsene una ragione.

Nulla più di questo episodio criminale e della sua viltà misura l'ipocrisia reazionaria. Due pesi e due misure, una morale pubblica da un tanto al chilo a misura del nuovo governo giallo-verde. Un governo che dà la stura ai peggiori sentimenti reazionari, quelli dei bassifondi dell'animo umano, quelli più inconfessabili. Quelli che oggi possono armare un fucile, e un domani sospingere i pogrom.

Non solo la storia, ma anche la cronaca - come si vede - la scrivono i vincitori. E tuttavia i vincitori di oggi che si credono eterni, che credono di potersi consentire impunemente tutta l'immondizia della propria subcultura, mangeranno la polvere quando girerà il vento, come sempre è accaduto a tutti i parvenu inebriati dal successo. E il vento prima o poi girerà, come sempre, nonostante tutto. Noi lavoriamo perché possa trovare un progetto di rivoluzione.
Partito Comunista dei Lavoratori

IL PCL AL FIANCO DI ROM E SINTI AL CORTEO NAZIONALE DEL 16 MAGGIO

Il Partito Comunista dei Lavoratori è al fianco dei Sinti e dei Rom che sfilano a Bologna sabato 16 maggio nel ricordo dell’olocausto subito dal capitalismo nazifascista e dell’eroica ribellione nel campo di lavoro e sterminio di Birkenau il 16 maggio 1944.
Intorno ai migranti e alle minoranze oppresse come quelle dei Rom e dei Sinti è necessario raccogliere l’unità di tutti i lavoratori e delle loro organizzazioni per organizzare la difesa e l’autodifesa di tutti i soggetti vittime di aggressioni razziste, battere la destra estrema e quella al governo sotto le mentite spoglie del PD renziano, determinare una svolta politica e sociale e porre le basi per il governo dei lavoratori, l’unico che non dovrà difendere alcun privilegio e non avrà interesse a fomentare la guerra tra poveri.