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La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

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Un gattopardo per decreto

 


Il salvinismo senza Salvini

È un po' la solita solfa gattopardesca: il nuovo decreto sicurezza varato in questi giorni dal governo vorrebbe apparentemente avere grande impatto progressista, giustificando la discontinuità da Salvini, ma così non è. Vediamo.

Una questione su tutte riguarda le navi delle ONG. Non ci saranno le grandi multe ideate da Salvini per le navi che violino il divieto di ingresso imposto dall’ex ministro nelle acque territoriali italiane (la questione verrà rimandata in ultima istanza al ministero) e le sanzioni torneranno quelle ante Salvini del codice della navigazione (tra 10 mila e 50 mila euro), ma potranno essere decise, grazie alla trasformazione del reato da amministrativo a penale, solo da un giudice a fine processo.

Altro aspetto negativo è la modifica all’articolo 2 del decreto («Disposizioni in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale») che prevede per questa riforma un ulteriore appesantimento al diritto di asilo, ovvero avranno la possibilità di chiedere il diritto di asilo solo i migranti presenti nei “centri d’accoglienza”, invece per i migranti soccorsi in mare la richiesta è nei fatti respinta.

La politica di questo governo è sempre la medesima di tutti i governi sia di centrodestra che di centrosinistra; la musica è sempre la stessa, lo stesso è lo spartito di Minniti e Salvini, ovvero la criminalizzazione del soccorso in mare.

Migranti che fuggono da situazioni di guerra, migranti che fuggono dall'ipersfruttamento del capitalismo italiano, tedesco, cinese ecc. trovano qui invece che una dovuta accoglienza umana, un vero e proprio muro fatto di assenza di empatia. Insomma, si cambia tutto per non cambiare nulla.

Partito Comunista dei Lavoratori

PER I DIRITTI SOCIALI, CONTRO LA DERIVA REAZIONARIA

COMUNICATO STAMPA: IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SEZ. DI BOLOGNA ADERISCE AL PRESIDIO INDETTO DALL'UNIONE INQUILINI E DAGLI ATTIVISTI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE IL 10 OTTOBRE ANCHE PER ESPRIMERE PIENA SOLIDARIETÀ’ AL SINDACO DI RIACE MIMMO LUCANO IN ARRESTO

La “proprietà e sacra” esclama Salvini. Il diritto alla casa no: è un atto eversivo! La circolare del Ministro dell’Interno contro le occupazioni di case è un atto di guerra contro i lavoratori poveri, i disoccupati, i ceti popolari i migranti e tutti gli attivisti per il diritto all'abitare. Quello della casa è un problema sociale di enormi proporzioni in un paese come il nostro per altro soggetto ad un altrettanto enorme speculazione immobiliare con il risultato che In Italia vi sono milioni di persone senza casa, e milioni di case vuote in mano alle grandi proprietà immobiliari ( grandi imprese immobiliari, banche e assicurazioni, Stato e enti pubblici, Chiesa e vaticano). Il ministro Salvini del governo del “popolo” vuole risolverlo con le forze di polizia sgomberando proletari e le loro famiglie senza che gli venga neanche offerta una soluzione alternativa. La rivendicazione dell'esproprio delle grandi proprietà immobiliari e la loro destinazione a fini abitativi deve divenire ovunque una parola d'ordine unificante. Risolvere la questione della casa è possibile. Ma per dare sicurezza sociale a chi non ha casa e lavoro occorre violare la sicurezza del capitale. Solo un governo dei lavoratori, rompendo con la società capitalista, può dare la casa a chi non l'ha.
La guerra di Salvini alle occupazioni è’ un passo verso un  regime autoritario. Altrettanto lo è la guerra scatenata contro i migranti e i lavoratori immigrati con il DL sicurezza, appena firmato dal Presidente della Repubblica, che riduce le risorse per l'accoglienza, ostacola le richieste di permesso di soggiorno, limita drasticamente il diritto d’asilo, condanna all'espulsione senza un grado definitivo di giudizio e vorrebbe anche revocare la cittadinanza italiana in caso di gravi reati (un aspetto inaudito nei regimi moderni, una sorta di bando medievale).

Tutti i migranti sono criminali potenziali, chi li aiuta e da loro sostegno lo è sicuramente. Questo deve pensare Salvini e per questo plaude all'arresto di Mimmo Lucano sindaco di Riace, responsabile di aver cercato di caratterizzare la propria amministrazione per la sua accoglienza e integrazione dei cittadini migranti. Ma un Salvini, per quanto supportato da crescenti consensi, non basterebbe se non potesse affidarsi alle istituzioni dello stato borghese. Per questo abbiamo scritto; “Nello Stato borghese comandano i rapporti di forza. Oggi un ministro degli Interni che ha oltre il 30% dei consensi sulla politica di annullamento dei diritti dei migranti e dei respingimenti, tende a polarizzare attorno a sé l'orientamento dominante dei corpi dello Stato, magistratura inclusa. L'arresto di Riace è la misura di questa dinamica. Tanto più per questa ragione il PCL è partecipe della campagna di solidarietà contro questa misura inaccettabile, e contro la deriva reazionaria di cui è espressione”.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - SEZ. DI BOLOGNA

Solidarietà al sindaco di Riace

L'arresto del sindaco di Riace Mimmo Lucano per “favoreggiamento dell'immigrazione clandestina” non è un fatto ordinario; riflette la deriva reazionaria in atto sullo sfondo del governo giallo-verde e dell'attuale ministro dell'Interno.

Il reato che viene imputato al sindaco è di aver favorito le cooperative sociali affidate ai migranti e... un matrimonio di convenienza, a fronte del crollo di ogni altro capo d'accusa. A prescindere da ogni altra considerazione, la disposizione dell'arresto per questo presunto reato è un fatto abnorme. Evidentemente gli interessi territoriali offesi dalle cooperative sociali (gli appetiti di cooperative escluse, le pressioni speculative sulle case del borgo spopolate...) hanno trovato una voce nella magistratura. Ma soprattutto l'ha trovata il ministro dell'Interno Matteo Salvini, già sponsorizzato assieme a Di Maio dalla procura di Catania, e che ora sta facendo altri proseliti nell'ambiente giudiziario.

Il messaggio che il provvedimento trasmette è molto semplice: ogni politica di accoglienza dei migranti va sul banco degli imputati. Il motto salviniano “è finita la pacchia” ha trovato in questa misura un nuovo megafono. La Legge e Ordine del ministero degli Interni è ben riassunta dal cosiddetto Decreto sicurezza: bloccare di fatto il diritto d'asilo, ostacolare in ogni modo ogni possibile regolarizzazione. La misura disposta contro il sindaco di Riace è a tutela di questa politica. Ogni disobbedienza a questa Legge diventa reato passibile d'arresto.

Nello Stato borghese comandano i rapporti di forza. Oggi un ministro degli Interni che ha oltre il 30% dei consensi sulla politica di annullamento dei diritti dei migranti e dei respingimenti, tende a polarizzare attorno a sé l'orientamento dominante dei corpi dello Stato, magistratura inclusa. L'arresto di Riace è la misura di questa dinamica. Tanto più per questa ragione il PCL è partecipe della campagna di solidarietà contro questa misura inaccettabile, e contro la deriva reazionaria di cui è espressione.


Partito Comunista dei Lavoratori