MST Bolivia
Mario Argollo e i dirigenti del “doppio potere” della COB salvano il governo dal crollo, firmano un accordo con Paz e concedendogli un termine di 90 giorni per soddisfare le richieste.
La dirigenza della COB ha ceduto il comando del potere, che era praticamente nelle sue mani, al debole governo di Rodrigo Paz. Argollo si è rifiutato di percorrere fino in fondo la strada definitiva della presa del potere, dopo cinquanta giorni di lotta ha deciso di fare un patto e ha ordinato di revocare i blocchi, compromettendo l’alleanza con i contadini e le organizzazioni di quartiere di El Alto.
L’accordo impone al governo di non privatizzare le imprese pubbliche né cedere le risorse naturali a interessi privati nazionali o internazionali; di garantire la non ingerenza straniera nel rispetto della sovranità nazionale, e il rifiuto di impegni con organismi finanziari internazionali come il FMI; di garantire l’approvvigionamento di carburante a prezzi stabili; di risarcire i danni subiti dai trasportatori a causa della benzina scadente. Riguarda inoltre la protezione del paniere familiare, del potere d’acquisto salariale e della stabilità lavorativa, la revisione della legge 065 sulle pensioni per rispondere alla richiesta della COB di una pensione pari al 100% dello stipendio, nonché la costituzione di tavoli di lavoro per affrontare la piattaforma rivendicativa della COB e la non violazione delle aree protette a tutela dell’ambiente, tra le altre richieste.
L’accordo ha inoltre istituito una commissione legale composta da rappresentanti del governo e della COB per gestire il rilascio delle persone arrestate durante i cinquanta giorni di proteste sociali.
L’appello alla smobilitazione si inserisce in un contesto di negoziazione tra due poteri: il potere dei dirigenti della classe operaia guidata dalla COB e il potere borghese oligarchico guidato da Paz, in uno scontro in cui il peso dei lavoratori aveva chiaramente la meglio. Ora è la dirigenza della COB a sostenere Paz, non l’oligarchia né l’imperialismo, poiché il potere borghese è stato sconfitto insieme alle sue bande fasciste da una potente lotta nelle strade. Paz rimane in piedi per volontà delle dirigenze di un organismo antagonista di classe, la COB.
Sulla base di questo accordo, si lascia che Paz governi nel tentativo di disarticolare dall’interno il doppio potere venutosi a creare. I blocchi stradali risultano indeboliti. Di questa situazione ha approfittato Paz, che ha decretato lo stato di eccezione nelle prime ore del 20 giugno. Paz, tuttavia, non dispone ancora della forza necessaria per un processo controrivoluzionario in grado di schiacciare le masse, essendo invece vincolato dall’accordo con la COB. Per questo la sua offensiva non può imporre coprifuoco, dovendo invece ricorrere all’uso di agenti chimici di dispersione.
Questa offensiva viene concessa a un governo allo sbando e sull’orlo del baratro. Si tratta di un enorme tradimento, che concede al governo il tempo di riprendersi per tentare di sconfiggere il movimento operaio, contadino e popolare.
La Paz, 20 giugno 2026

