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Cara burocrazia CGIL, le RSU combattive si tutelano, non si puniscono!


 Partito Comunista dei Lavoratori

Apprendiamo dal comunicato delle RSU CGIL Electrolux di Forlì, Cinzia Colaprico e Loretta Sabbatini, che è stato emesso a loro carico un provvedimento disciplinare che le priva per tre mesi dei diritti associativi.
La “colpa” delle RSU? Pare che abbiano denunciato sui giornali di fabbrica i ritardi e le lungaggini da parte del patronato nelle pratiche di vertenza di lavoratori colpiti da gravi patologie (qui il comunicato delle RSU e il relativo dispositivo disciplinare CGIL, pubblicato da Altriritmi).
Davanti a una punizione così sproporzionata di due RSU che hanno giustamente criticato e sollecitato il sindacato a difesa dei lavoratori interessati, non possiamo che esprimere tutta la nostra solidarietà a Cinzia Colaprico e Loretta Sabbatini.

Il tempismo poi di queste sanzioni disciplinari ha davvero dell’incredibile: la burocrazia CGIL sanziona oggi, alla vigilia di una lotta sindacale di importanza davvero vitale per i 1700 lavoratori Electrolux, proprio due delle RSU più combattive dello stabilimento di Forlì, che con il loro impegno hanno dato corpo e gambe ai presidi.

Come può un sindacato colpire i propri elementi in prima linea contro il padronato quando la sua stessa burocrazia, a livello nazionale e locale, è stata latitante – a voler essere buoni – ai cancelli delle fabbriche Electrolux? Con quale credibilità la burocrazia CGIL chiede a lavoratrici e lavoratori un mandato in bianco per trattare sulla loro pelle e sulle loro vite quando agisce a livello disciplinare per colpire chi lotta?
Quale messaggio dovrebbero ricavare gli iscritti CGIL da questo provvedimento? Non criticate la burocrazia, non denunciate i problemi, chinate la testa davanti al funzionario di turno? Siamo certi che il padronato sarà felice di questo ulteriore strappo nel campo avverso della lotta di classe.

I lavoratori e le lavoratrici Electrolux si trovano oggi – come nel 2014 – a fronteggiare un attacco senza precedenti contro il proprio posto di lavoro. Ma c’è una sostanziale differenza rispetto al 2014: oggi i compromessi al ribasso, tanto cari ai burocrati CGIL locali e nazionali, non hanno più spazio per esistere. Non ci sono più pause da accorciare, ritmi da alzare, diritti acquisiti da erodere. È forse questo il motivo della “latitanza” dei vertici CGIL nazionali e locali sulla vertenza Electrolux?

Oggi c’è solo da lottare. Anche oggi, come nel 2014, la lotta si regge sulle spalle di pochi operai, RSU e sodali, che si fanno carico della durezza della lotta, della passività di tanti lavoratori, dell’aperta ostilità del padronato e adesso anche delle misure repressive del proprio sindacato. Da lavoratori viene spontaneo chiedersi: cosa fare quando le burocrazie sindacali ti abbandonano, anzi puniscono gli unici RSU che ti difendono?

Per noi la soluzione è chiara: i lavoratori e le lavoratrici Electrolux devono comprendere che solo loro hanno in mano il destino della propria lotta; solo loro possono tenere la barra dritta. Solo loro possono dare vita a quell’unità che anima i presidi, i blocchi, gli scioperi. Solo loro hanno la forza necessaria per bloccare il progetto di macelleria sociale dell’azienda.

Nessun mandato in bianco a una burocrazia sindacale più occupata a disciplinare le RSU combattivi che a tutelare i lavoratori!

Unità di lavoratori e lavoratrici nella lotta insieme alle RSU combattive degli stabilimenti Electrolux!

Con la lotta si piega il padronato, ma si piega anche la burocrazia passiva!

Solidarietà a Cinzia e Loretta!

Autorganizzazione operaia contro chi sta dall’altra parte della barricata, il padronato, ma anche contro i burocrati-pompieri!