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Dichiarazione della LIS – Fermare la distruzione del Libano da parte di Israele! Solidarietà con la resistenza!

  Segretariato Internazionale della Lega Internazionale Socialista Questa settimana gli Stati Uniti e l’Iran hanno firmato un protocollo di ...

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Dichiarazione della LIS – Fermare la distruzione del Libano da parte di Israele! Solidarietà con la resistenza!

 


Segretariato Internazionale della Lega Internazionale Socialista

Questa settimana gli Stati Uniti e l’Iran hanno firmato un protocollo di intesa e venerdì è previsto un accordo di cessate il fuoco che comprenda tutti i fronti, compreso il Libano, e il ritiro delle forze sioniste.

Allo stesso tempo, la zona sud di Beirut è stata bombardata, in concomitanza con l’espansione delle operazioni israeliane nel sud del Libano, con l’intento di dividere i due fronti, imporre la propria presenza e perseguire i propri interessi nella regione.

Ciò è diventato evidente da quando, alla fine di maggio, Netanyahu ha minacciato di bombardare massicciamente Beirut, e l’esercito dell’entità sionista ha ordinato alla popolazione della zona sud di Beirut e del sud del Libano di evacuare le proprie case prima che fossero ridotte in macerie. Si tratta di una guerra permanente contro il Libano.

Nel frattempo, l’invasione delle Forze di Difesa Israeliane prosegue. Ha raggiunto la periferia della città di Nabatiyeh, nel sud del Libano, roccaforte della resistenza, e ha issato la propria bandiera sulle rovine strategiche del castello medievale dei crociati, situato sulla cima di una montagna, violando ancora una volta il cessate il fuoco concordato nell’aprile del 2026. Hanno inoltre minacciato le principali città di Sidone e Tiro e hanno recentemente emanato ordini di evacuazione totale di una regione che si estende a nord fino al fiume Zahrani, 10 km a nord del fiume Litani.

L’obiettivo di questa guerra è chiaro: il nemico sionista mira a conquistare e occupare in modo permanente il sud del Libano. Pertanto, la resistenza deve essere schiacciata e l’intera popolazione deve essere cacciata in modo permanente. Il cosiddetto accordo di cessate il fuoco ha portato all’attuale occupazione della zona a sud del fiume Litani, con oltre un milione di abitanti sfollati. Da allora, le Forze di Difesa Israeliane hanno raso al suolo e fatto saltare in aria villaggi, ormai svuotati dei loro abitanti, dimostrando così la loro intenzione di rendere permanente l’occupazione.

Il governo israeliano proclama non solo di voler sradicare i combattenti di Hezbollah, ma anche di voler distruggere la loro base sociale, ovvero la popolazione prevalentemente sciita della zona, che si stima superi il 30 per cento della popolazione del Paese. Ciò dimostra, contrariamente alle intenzioni dei sionisti, che i combattenti di Hezbollah costituiscono effettivamente una forza di resistenza legittima, organicamente legata ai residenti rimasti e a quelli sfollati, costituiti in gran parte dalla popolazione sciita.

I comunisti di tutto il mondo, pur non condividendo la politica e la strategia islamista di Hezbollah, hanno il dovere assoluto di sostenere questa resistenza e di denunciare le Forze di Difesa Israeliane attraverso una lotta organizzata contro l’imperialismo, che sta cercando di estendere il proprio genocidio e la propria pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania.

Netanyahu lo ha chiarito in modo inequivocabile quando ha annunciato la conquista dello storico Castello di Beaufort (Qal’at al-Shaqīf). In un’intervista alla BBC, ha descritto l’evento, secondo le sue stesse parole, come «l’abbattimento della barriera della paura» e ha confermato che «prenderanno l’iniziativa di operare su tutti i fronti in Siria, a Gaza e in Libano».

IL REGIME SIONISTA CERCA DI APPROFITTARE DELLA SITUAZIONE

Ci sono diverse ragioni, tra loro collegate, per cui lo Stato sionista sta spingendo in questa direzione proprio ora.

In primo luogo, lo stesso regime sionista è diventato sempre più aggressivo, barbaro ed espansionista dall’ottobre 2023 in poi. Il governo e le forze fasciste in Israele, in particolare, vedono l’opportunità di continuare il genocidio a Gaza, di cui ora controllano almeno il 60% del territorio, che si estenderà al 70%, secondo quanto dichiarato da Netanyahu il 21 maggio. Nel frattempo, Israele prosegue l’annessione de facto di porzioni sempre più ampie della Cisgiordania. E vede la possibilità di occupare in modo permanente vaste aree del Libano nella loro spinta verso la creazione di un “Grande Israele”. Ciò deriva dalla logica espansionistica intrinseca allo stesso Stato sionista.

Naturalmente, esistono anche altre ragioni contingenti, come l’utilizzo dell’aggressione permanente come mezzo per distogliere l’attenzione dalle difficoltà interne del governo di Netanyahu. Ma l’inesorabile espansione di uno Stato coloniale ha un carattere più fondamentale. Non ci sarà mai una pace duratura con i suoi vicini, né si porrà fine alla distruzione del popolo palestinese, fintanto che esisterà lo Stato razzista sionista.

Sono molteplici le ragioni che determinano l’attuale possibilità di espansione di cui approfitta lo Stato sionista: dall’attuale crisi dell’egemonia statunitense nella regione al continuo sostegno delle potenze occidentali alla complicità dei regimi reazionari arabi e alla pronta tolleranza delle politiche sioniste da parte, tra gli altri, di Russia e Cina.

Israele ha colto la guerra reazionaria contro l’Iran come un’opportunità per attaccare il Libano.

Ironia della sorte, il fallimento degli Stati Uniti nella guerra che aveva per obiettivo rovesciare gli islamisti a Teheran e imporre un cambio di regime filoccidentale ha portato a una situazione fragile, in cui i “negoziati” proseguono parallelamente agli attacchi statunitensi e alle controffensive iraniane. La difficoltà di concordare un cessate il fuoco, che possa in qualche modo essere presentato come un “successo”, consente a Israele di proseguire la propria guerra nonostante le pressioni dei suoi alleati di Washington e dell’Europa occidentale. Finché l’esercito statunitense presenterà i propri continui attacchi contro l’Iran come “autodifesa”, i sionisti useranno la stessa urgenza e la stessa scusa per la loro invasione del Libano, anche se sono consapevoli che l’Iran non può accettare un accordo con gli Stati Uniti fintantoché Israele continua la sua guerra contro il Libano.

Sebbene l’attuale invasione e campagna militare in Libano contraddica il tentativo degli USA e dell’Europa occidentale di giungere a una soluzione reazionaria nella regione e di mediare un accordo con l’Iran, questi non sono disposti a esercitare alcuna pressione decisiva contro il loro alleato sionista. Ciò è il risultato delle contraddizioni interne della “strategia” di Trump, nonché delle divisioni interne all’establishment statunitense. Per quanto riguarda le principali potenze imperialiste europee – in particolare la Gran Bretagna e la Germania – su questo punto esse seguiranno gli Stati Uniti e, di conseguenza, continueranno a sostenere «incondizionatamente» il «diritto di Israele all’autodifesa».

Pertanto, i sionisti potranno proseguire la loro guerra nelle sue diverse forme, e cercheranno di raggiungere i propri obiettivi, nella situazione attuale, anche in caso di cessate il fuoco.

COME SI PUÒ FERMARE IL SIONISMO?

Il popolo libanese ha tutto il diritto di resistere all’aggressione sionista. La classe operaia internazionale, i socialisti, i comunisti, i sindacati e i partiti devono mobilitarsi a suo sostegno, proprio come sostengono il popolo palestinese nella sua lotta contro il genocidio.

In Libano il governo svolge un ruolo particolarmente infido. Si rifiuta di mobilitare l’esercito per la difesa del Paese. Non solo viene meno a questo dovere elementare, ma si impegna addirittura in negoziati con il nemico, concordando “tregue” e “cessate il fuoco” che i sionisti violano costantemente.

Per mesi, tutti i discorsi sulla tregua sono stati un tentativo deliberato di ingannare l’opinione pubblica e nascondere la continuità dell’aggressione sotto forme diverse. Il sud del Libano non ha mai vissuto una tregua, ma piuttosto una guerra aperta portata avanti con molteplici metodi: bombardamenti quotidiani, omicidi mirati, occupazione continua del territorio e progressiva espansione delle aree su cui il nemico impone il proprio controllo militare diretto.

Ma le autorità libanesi si rifiutano di opporsi ai sionisti. Sono diventate burattini degli Stati Uniti e delle altre potenze imperialiste occidentali, prive di qualsiasi potere contrattuale e totalmente dipendenti dai sostegni economici imperialisti. Imporre in modo permanente un regime fantoccio di questo tipo, tuttavia, richiede anche lo schiacciamento di tutte le forze di resistenza e di malcontento popolare all’interno del Libano.

Per quanto riguarda Hezbollah, esso continua a contrastare l’occupazione nei limiti delle possibilità disponibili e grazie al sacrificio dei propri combattenti. Ma la natura islamica e borghese della sua politica, la sua dipendenza da un’alleanza con il regime reazionario iraniano e il suo ruolo nelle passate lotte di massa proprio in Libano, rendono impossibile per Hezbollah fornire una strategia e un programma in grado di unire l’intera classe lavoratrice, i giovani e i poveri delle città di tutto il Paese, superando le divisioni confessionali e identitarie su basi di classe.

La classe lavoratrice e le masse popolari libanesi devono unirsi alla resistenza contro il nemico sionista. Ma devono farlo sulla base di un programma che colleghi la lotta contro il sionismo e l’imperialismo alla lotta per una soluzione socialista. Cioè un programma di rivoluzione permanente, per un Libano socialista come parte di un mondo socialista. Per questo è necessario costruire un partito rivoluzionario nel pieno di questa battaglia.

La Lega Internazionale Socialista (LIS) esprime solidarietà e sostegno alla resistenza del popolo libanese. Sosteniamo i nostri compagni libanesi della LIS, i loro sforzi per allargare la lotta contro l’occupazione in qualsiasi modo e il loro obiettivo di costruire un ampio fronte, politicamente attivo e presente sul territorio, che riunisca lavoratori, studenti, sindacati, forze progressiste e tutti coloro che rifiutano la normalizzazione e la resa.

SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

Ma nonostante il loro eroismo e la loro lotta, le masse libanesi da sole non saranno in grado di fermare l’esercito israeliano e la sua enorme potenza militare. L’aggressione sionista può essere invece fermata e sconfitta se la classe lavoratrice araba, statunitense ed europea costringerà i propri governi a interrompere il sostegno militare allo Stato sionista e a recidere i legami finanziari ed economici.

Ciò significa che le organizzazioni dei lavoratori – compresi i partiti riformisti di massa e i sindacati – devono mobilitarsi in massa per intensificare la pressione sui governi occidentali che favoriscono e sostengono i crimini di Israele, e sui regimi della regione che ostacolano o non fanno nulla per sostenere la resistenza contro di essi. Nel farlo, dobbiamo combattere le leggi e la propaganda che dipingono Hezbollah come un’organizzazione terroristica, mentre presentano Israele come un modello di democrazia. Milioni di persone, soprattutto tra i giovani, hanno ora smascherato tutto ciò.

Dobbiamo lottare per boicottare ogni forma di appoggio e di aiuto militare e culturale a Israele, ed esigere la condanna per il genocidio di cui è autore. I lavoratori devono imporre le proprie sanzioni contro Israele, come hanno fatto in diverse occasioni i lavoratori portuali greci e italiani. La sinistra di tutto il mondo deve inoltre inviare aiuti ai comunisti libanesi, alle organizzazioni studentesche e ai sindacati, affinché si possa indicare una prospettiva di classe e rivoluzionaria al popolo lavoratore del Libano che sta soffrendo.

– Fermare i bombardamenti delle Forze di Difesa Israeliane e l’espulsione della popolazione libanese.

– Sconfiggere l’aggressione e l’occupazione sionista! Fuori dal Libano tutte le forze sioniste e liberazione degli ostaggi sequestrati.

– Israele, USA e Stati europei che sostengono il sionismo paghino integralmente per la ricostruzione di tutti i villaggi e delle aree devastate del Libano.

– Sostegno alla resistenza popolare! Sostegno ai comunisti e ai sindacalisti libanesi!

– Per un Libano socialista, parte di una Federazione socialista della regione del Medio Oriente e Africa del Nord!