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Zohran Mamdani vince le primarie democratiche a New York

 


Buona notizia per l'affluenza, nessuna soluzione per la città

28 Giugno 2025

English version

Il 24 giugno il socialdemocratico Zohran Mamdani ha vinto le primarie del Partito Democratico per la carica di sindaco di New York City, anche se le vittoria è per ora ufficiosa, dato che le primarie hanno utilizzato il sistema di voto alternativo (voto a scelta classificata, ranked choice) e i risultati finali non saranno pubblicati prima del primo luglio.

Mamdani ha ottenuto il 43,5% dei voti di prima scelta; Andrew Cuomo, il suo avversario espressione dell'establishment del Partito Democratico, ha ottenuto il 36,4%; e Brad Lander ha ottenuto l'11,3% . Poiché Mamdani e Lander prima del voto si sono dichiarati sostegno reciproco, i voti di seconda scelta dati a Lander sarebbero presumibilmente andati a Mamdani, garantendogli la maggioranza. Piuttosto che prolungare l'umiliazione, Cuomo ha ammesso la sconfitta.

Mamdani ha basato la sua campagna elettorale su un programma di riforme municipali, tra cui il congelamento degli affitti per 1 milione di appartamenti a canone calmierato, l'abolizione delle tariffe sugli autobus, l'assistenza all'infanzia gratuita (o sovvenzionata), la creazione di negozi di alimentari di proprietà comunale nei cosiddetti “deserti alimentari”, e l'aumento del salario minimo nella città di New York a 30 dollari l'ora. La sua elezione ha dimostrato un ampio sostegno a tali misure.

Mamdani ha trentatré anni, è un musulmano di origini indiane e proviene da una famiglia benestante. Ha un passato di attivismo studentesco e locale, e di solidarietà con la Palestina. È membro dei Democrati Socialists of America (DSA). Nella sua campagna elettorale non ha messo in evidenza il suo attivismo e la sua appartenenza ai DSA, ma non li ha rinnegati.

La campagna di Mamdani ha fatto uso abilmente dei social media e ha coinvolto migliaia di giovani volontari. Mamdani ha ottenuto buoni risultati tra gli elettori bianchi, latini, asiatici e giovani, mentre non ha avuto lo stesso successo tra gli elettori neri, ebrei e anziani.

Mamdani ha buone possibilità di diventare sindaco di New York, a novembre, ma la sua vittoria non è certa. Il New York Times e il Washington Post sono i principali mezzi di informazione liberal (progressisti, ndt) della classe dirigente statunitense. Il Washington Post è di proprietà di Jeff Bezos, che possiede anche Amazon ed era l'uomo più ricco del mondo fino a quando Elon Musk non lo ha scalzato. Bezos potrebbe riconquistare il titolo di più ricco, dato che le buffonate politiche di Musk stanno trascinando Tesla verso il basso, e i suoi razzi Starship continuano a esplodere. Ecco il punto di vista capitalista liberal del Washington Post sulle elezioni di Mamdani, citato per esteso perché molto rivelatore:

«La vittoria di Zohran Mamdani è un male per New York e per il Partito Democratico. [titolo]

[...] Ora, un uomo che crede che il capitalismo sia un “furto” è in lizza per guidare la città più grande del Paese e la capitale finanziaria del mondo. Le sue idee principali sono “negozi di alimentari di proprietà della città”, gratuità dei trasporti pubblici, congelamento degli affitti su 1 milione di appartamenti regolamentati e aumento del salario minimo a 30 dollari. Senza dubbio queste potrebbero sembrare idee allettanti ad alcuni elettori. Ma, come per molte proposte dell'estrema sinistra americana, queste scelte danneggerebbero proprio le persone che dovrebbero aiutare.

Un salario minimo elevato avrebbe un effetto negativo sull'occupazione dei lavoratori poco qualificati. Il congelamento degli affitti ridurrebbe l'offerta di alloggi e ne diminuirebbe la qualità. Il taglio delle tariffe degli autobus creerebbe un buco nei finanziamenti dei trasporti pubblici che, se non venisse in qualche modo colmato, comprometterebbe il servizio. Nel frattempo, il settore alimentare opera con margini ridotti, e il progetto di negozi gestiti dalla città porterebbe probabilmente a una riduzione delle scelte, a un servizio scadente e a carenze di prodotti, poiché i negozi privati chiuderebbero piuttosto che cercare di competere con quelli sovvenzionati dalla città.

Mamdani in precedenza aveva chiesto di tagliare i fondi alla polizia e di smantellarla. Anche se ha moderato le sue posizioni, continua a opporsi all'assunzione di nuovi agenti.

Almeno una cosa Mamdani la ammette: il candidato vuole tasse ancora più elevate in una città dove sono già molto pesanti. Vuole un'imposta patrimoniale annuale del 2% sull'1% più ricco dei newyorkesi, e aumentare l'aliquota dell'imposta sulle aziende dallo 7,25% all'11,5%. La Grande Mela già soffre di fuga di capitali. Gli hedge fund e altri soggetti finanziari si sono trasferiti in luoghi più favorevoli alle imprese, come la Florida. I piani fiscali di Mamdani stimolerebbero un esodo delle imprese e spingerebbero più persone ricche a lasciare la città, minando la base imponibile e rendendo più difficile mantenere i servizi esistenti
».

I ricchi finanziatori e i media di establishment faranno pressione sul Partito Democratico affinché saboti la campagna di Mamdani negandogli il proprio sostegno e i propri finanziamenti. Cuomo e l'attuale sindaco democratico Eric Adams, entrambi candidati come indipendenti alle elezioni di novembre, potrebbero stringere un accordo in base al quale uno dei due si ritirerebbe a favore dell'altro.

Se Mamdani vincerà, dovrà affrontare grandi ostacoli. Egli propone di finanziare le sue riforme con una patrimoniale e un aumento delle tasse sul reddito d'impresa. Ma il sindaco non ha alcun controllo su nessuna delle due cose, e il governatore dello stato di New York Kathy Hochul ha escluso qualsiasi aumento delle tasse. Senza finanziamenti, le riforme di Mamdani sarebbero sconfitte dalle forze del mercato, e lui non durerebbe a lungo in carica.

Se la massa dei lavoratori e degli oppressi si mobilitassero, Mamdani potrebbe superare la resistenza dei capitalisti. Ma non siamo ancora in quel mondo.

In assenza di una mobilitazione di massa, Mamdani rischia piuttosto di diventare un altro Brandon Johnson, l'attuale sindaco di Chicago. Le credenziali di Johnson tra la base e gli elettori erano persino migliori di quelle di Mamdani, dato che è stato insegnante nelle scuole pubbliche di Chicago per molti anni e membro del sindacato Chicago Teachers Union (CTU). Accettando i limiti imposti dalla sua carica di sindaco, Johnson non è riuscito a portare avanti le sue riforme progressiste, ha deluso la sua base e avrà difficoltà a vincere un secondo mandato nel 2027.

La vittoria di Mamdani ha entusiasmato gli attivisti di base, che vogliono credere nella possibilità di ottenere riforme attraverso le elezioni, e rivendicano la conquista del Partito Democratico come partito del popolo. Avevano quasi rinunciato al loro impegno dopo le delusioni delle amministrazioni di Barack Obama e Joe Biden, le candidature di Hillary Clinton e Kamala Harris, il dietrofront di Bernie Sanders e l'integrazione di Alexandria Ocasio-Cortez e della Squad (gruppo di deputati e deputate vicini/e politicamente a Ocasio-Cortez, ndt) nell'ordine congressuale.

Il titolo di un articolo del 25 giugno di Liza Featherstone sul sito Jacobin coglie il cambiamento: «In un momento politico cupo, Zohran Mamdani offre speranza».

La vittoria di Mamdani conferma ciò che stiamo vedendo nelle grandi manifestazioni contro Donald Trump. Un gran numero di lavoratori e giovani vogliono opporsi e resistere. I marxisti rivoluzionari ripettano questo impulso. Allo stesso tempo, dobbiamo spiegare con pazienza che il Partito Democratico è un partito neoliberista e guerrafondaio. I loro politici sono costretti a scegliere tra acconsentire a ciò che sanno essere sbagliato o essere buttati fuori dai loro incarichi.

I marxisti rivoluzionari non dovrebbero candidarsi nel Partito Democratico né sostenere i democratici. Di conseguenza, è improbabile che i candidati che invece sosteniamo possano vincere le elezioni al di sopra del livello dei consigli comunali. Ma per noi, con l'attuale livello della lotta di classe, le elezioni servono a diffondere le nostre idee, non a conquistare cariche pubbliche.

Man mano che i lavoratori e gli oppressi si mobiliteranno, la situazione cambierà. I lavoratori in movimento chiederanno una rappresentanza politica, un partito di massa della classe lavoratrice. Le elezioni continueranno a riguardare principalmente la propaganda, ma l'elezione di lavoratori e rivoluzionari consentirà una maggiore diffusione di tale propaganda.

Le lotte decisive emergeranno dall'organizzazione sul posto di lavoro, nella comunità locali e nell'esercito, con manifestazioni, scioperi, picchetti, occupazioni e autodifesa organizzata. Per vincere, i lavoratori avranno bisogno di un partito rivoluzionario di massa, non solo di un partito che partecipa alle elezioni. Un discorso che dobbiamo iniziare.

Peter Solenberger

USA. Dopo le elezioni

 


14 Novembre 2024

English translation

Le operazioni di voto delle dolorose e dispendiose elezioni americane 2024 sono terminate il 5 di novembre. La conta dei voti sta andando avanti mentre sto scrivendo, 10 novembre, ma i risultati generali sono chiari.

Donald Trump ha vinto il suo secondo mandato presidenziale. I repubblicani hanno la maggioranza al Senato e sembrano avviati verso una sottile maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. L'equilibrio nei governatorati statali è invariato. Sette dei dieci referendum statali sull'aborto sono stati vinti dalla parte pro choice. In Florida, un'iniziativa a favore dell'aborto ha ottenuto il 57% dei voti, ma non ha superato la soglia del 60% per l'approvazione.

In questo articolo, che fa seguito al mio precedente, affronterò quattro domande: 1) Cosa è successo nelle elezioni statunitensi del 2024? 2) Perché è successo? 3) Cosa succederà dopo? 4) Cosa si deve fare?


CHE COSA È SUCCESSO NELLE ELEZIONI 2024?

Si stima che siano stati 154,8 milioni di persone ad aver votato alle elezioni statunitensi del 2024, su 244,7 milioni di aventi diritto al voto.
Un tasso di partecipazione del 63,3%. Questo dato è in calo rispetto al tasso di partecipazione del 2020, pari al 66,4%, ma è ancora piuttosto elevato per gli standard statunitensi.

Trump ha attualmente 74,7 milioni di voti, il 50,5% del conteggio. Kamala Harris ha 71,0 milioni di voti, il 48,0% del conteggio. Questi numeri cambieranno man mano che verranno conteggiati altri voti. Molto probabilmente Harris ridurrà il divario tra il suo totale e quello di Trump, dal momento che la maggior parte dei voti non conteggiati si trova in aree democratiche, ma il divario è troppo grande perché possa recuperare. Trump ha attualmente un vantaggio di 312 a 226 nel Collegio Elettorale, un dato che difficilmente cambierà.

I repubblicani hanno guadagnato tre seggi al Senato e probabilmente ne guadagneranno un altro, ottenendo così una maggioranza di 53 a 47. Finora i repubblicani hanno conquistato 213 seggi alla Camera, i democratici 205 seggi, in 17 competizioni sono testa a testa. Quando queste saranno decise, è probabile che i repubblicani avranno mantenuto la loro risicata maggioranza.

A livello statale, come già detto, nessun governatore è passato di mano, e le battaglie per il diritto dell'aborto hanno vinto in sette referendum, hanno ottenuto la maggioranza in otto e hanno perso solo in due.

L'attuale risultato di Trump, pari a 74,7 milioni di voti, è in leggero aumento rispetto a quello del 2020, pari a 74,2 milioni. L'attuale risultato di Harris, pari a 71,0 milioni, è in netto calo rispetto al conteggio di Biden per il 2020, pari a 81,3 milioni. Il divario potrebbe ridursi man mano che vengono conteggiati altri voti, ma il dato principale sembra chiaro: milioni di persone che hanno votato per Biden nel 2020 non hanno votato per Harris.

I tre candidati presidenti di sinistra hanno ottenuto quasi 900,000 voti: 699,151 per Jill Stein del Green Party, 124,635 per Claudia De la Cruz del Party of Socialism and Liberation (PSL), e 67,867 per Cornel West, un indipendente nero radicale.


PERCHÉ È SUCCESSO?

La sconfitta di Harris è in parte espressione del razzismo e del sessismo endemici nella politica statunitense e fomentati dalla demagogia di Trump. La candidatura di Barack Obama riuscì nel 2008 a superare la barriera razziale. La candidatura di Hillary Clinton non riuscì a superare la barriera di genere nel 2016. La candidatura di Harris non è riuscita a sfondare la doppia barriera nel 2024.

La sconfitta di Harris è anche un'espressione del funzionamento del sistema politico statunitense, già descritto in Capitalismo, democrazia ed elezioni americane del 2024. La separazione dei poteri, il sistema di pesi e contrappesi, il collegio elettorale, il Senato, l'ostruzionismo, la nomina a vita dei giudici della Corte Suprema, i diritti degli Stati, l'influenza corruttrice del denaro in politica, la porta girevole tra governo e imprese, i media istituzionali e tutti gli altri aspetti antidemocratici del sistema politico statunitense fanno sì che il governo possa fare solo ciò che la classe dirigente vuole.

Il risultato a livello federale è un'alternanza di governo tra i due partiti capitalisti, generalmente ogni otto anni. Un partito fa promesse, mobilita la sua base, viene eletto, non riesce a mantenere le sue promesse, scoraggia la sua base, non viene votato, dando all'altro partito il suo turno. L'alternanza tra democratici e repubblicani intrappola i lavoratori nella ricerca infinita del male minore.

Nel 2008, Barack Obama ha promesso un «change we can believe in» (cambiamento in cui credere), non è riuscito a mantenerlo e ha deluso la base democratica. Nel 2016, Hillary Clinton, Segretario di Stato di Obama, si è candidata come continuatrice dell'amministrazione Obama. Un numero sufficiente di elettori l'ha abbandonata e ha perso, consegnando la presidenza a Trump.

Nel 2020, Joe Biden è stato eletto grazie alla repulsione popolare nei confronti di Trump, ma questo ha interrotto, piuttosto che annullato, lo schema. L'amministrazione Biden ha prodotto pochi cambiamenti nella politica del governo, anche in materia di immigrazione, dove la retorica di Biden e Trump era molto diversa. Nel luglio 2024, l'amministrazione Biden è tornata alla politica di Trump di respingimento di tutti i richiedenti asilo al confine meridionale rimandandoli in Messico.

Nel 2024, Trump ha conquistato la maggioranza degli elettori bianchi della classe lavoratrice grazie a due temi principali: l'economia e l'immigrazione. L'amministrazione Biden si è vantata di quanto l'economia stesse andando bene: un “atterraggio morbido” dalla crisi del Covid. Ma per la maggior parte dei lavoratori, questo “atterraggio morbido” è stato un ritorno al punto in cui si trovavano sotto Trump prima del Covid, con la differenza che i tassi di interesse e i costi di cibo, energia e abitazioni erano adesso molto più alti. Per quanto riguarda l'immigrazione, l'amministrazione democratica è sembrata aver adottato la politica di Trump.

I democratici non hanno dato una risposta adeguata né sull'economia né sull'immigrazione. Non hanno potuto sostenere misure per redistribuire il reddito dai capitalisti ai lavoratori, perché sono nelle mani dei capitalisti. Non sono abbastanza coraggiosi da dire che gli Stati Uniti hanno bisogno di più immigrati per compensare l'invecchiamento della popolazione, e che gli immigrati hanno bisogno di pari diritti.

Harris e i democratici hanno fatto campagna elettorale principalmente sul tema della democrazia e sul diritto all'aborto. La democrazia era un argomento forte per i progressisti relativamente benestanti, ma aveva poca risonanza con la maggior parte degli elettori. I democratici erano troppo corresponsabili della deportazione degli immigrati, dello smantellamento degli accampamenti dei senzatetto, della militarizzazione della polizia e della repressione delle azioni di solidarietà con la Palestina per essere credibili. I loro tentativi di perseguire penalmente Trump hanno avuto l'apparenza di un utilizzo delle loro cariche per punire i loro nemici.

Il diritto all'aborto è stato il tema più sentito dai democratici. Trump ha dichiarato di essere stato contrario a un divieto di aborto a livello nazionale. e che porrebbe il veto se arrivasse sulla sua scrivania. Ma ci si può aspettare che sosterrà misure per impedire alle donne, negli Stati che vietano l'aborto, di ottenere aborti terapeutici o fuori dallo Stato. L'argomento aborto era forte, ma non era sufficiente.


COSA CI ASPETTA?

Se i repubblicani conquistano la Camera dei Rappresentanti avranno realizato una tripletta – la presidenza ed entrambe le camere del Congresso – e una maggioranza dia sei a tre alla Corte Suprema. Il secondo governo Trump si muoverà sicuramente per estendere i tagli fiscali per i ricchi varati dal primo governo Trump e destinati a scadere l'anno prossimo.

Cercherà di ridurre i regolamenti governativi sui limiti alle emissioni, alle trivellazioni e al fracking per il petrolio e il gas, e a quelli per promuovere i veicoli elettrici. I tagli saranno dannosi, ma il governo Biden non stava facendo neanche minimamente abbastanza. E l'amministrazione ha i suoi conflitti interni: il più grande sostenitore di Trump è Elon Musk, che guadagna miliardi vendendo veicoli elettrici.

L'amministrazione Trump renderà più duro il controllo delle frontiere, ma l'amministrazione Biden era già tornata alla politica trumpiana di respingimento dei richiedenti asilo. Trump parla di radunare e deportare gli immigrati privi di documenti, ma l'economia statunitense ha bisogno di loro, in particolare nell'agricoltura, nell'edilizia, nella lavorazione della carne, nei ristoranti e negli alberghi. Lo stesso Trump guadagna milioni di euro grazie a lavoratori senza documenti nei suoi hotel, casinò e campi da golf. Questo limiterà ciò che potrà fare, a parte sbraitare.

La Corte Suprema ha stabilito che gli Stati possono fissare le condizioni del diritto all'aborto. La maggioranza degli Stati ora protegge questo diritto, compresi i sette che hanno votato in tal senso quest'anno. Sarebbe molto difficile per i governi degli Stati anti-choice (anti-aborto) impedire alle donne di recarsi in altri Stati per abortire o di ottenere mifepristone e misoprostolo per aborti terapeutici.

Il Dipartimento di Giustizia di Trump tornerà probabilmente alla posizione del 2017, secondo cui il Titolo VII della Legge sui diritti civili del 1964, che vieta la discriminazione basata sul sesso, non si applica all'identità di genere. Negli Stati più progressisti, le persone transessuali saranno ancora protette dalla legge statale, ma i loro diritti saranno costantemente attaccati.

Nel complesso, Trump aspira a fare più danni di quanti ne possa fare. La sua amministrazione sarà crudele e odiosa, ma anche inetta. Probabilmente presiederà alla prossima recessione, che potrebbe condannare il prossimo candidato repubblicano.


CHE FARE?

L'elezione di Trump è un duro colpo, ma non è la fine della democrazia statunitense o della lotta di classe. La democrazia è ancora il miglior involucro possibile per il capitalismo, e il sistema bipartitico serve ancora molto bene i capitalisti. La lotta deve continuare nei picchetti e nelle strade.

I compiti dei rivoluzionari rimangono fondamentalmente quelli di prima: costruire sindacati e altre organizzazioni di massa, promuovere la democrazia e la militanza, guidare le lotte, smascherare il capitalismo, l'imperialismo e il sistema bipartitico, resistere al militarismo e alla guerra, creare solidarietà con la Palestina e impegnarsi in tutte le altre lotte contro l'oppressione, costruire partiti dei lavoratori, partiti rivoluzionari e un'Internazionale rivoluzionaria.


(traduzione di Antonio Banchetti)

Peter Solenberger

Capitalismo, democrazia ed elezioni USA 2024

 


3 Novembre 2024

English translation

In tutte le principali elezioni statunitensi, il coro di liberali, socialdemocratici, stalinisti e poststalinisti esorta a votare per i candidati del Partito Democratico. “I democratici hanno i loro difetti”, dicono, "ma una vittoria repubblicana sarebbe un disastro".

Quest'anno il coro è più forte che mai. “È in gioco la democrazia!”, dicono i sostenitori del voto per i democratici. Ma è vero? L'elezione di Donald Trump distruggerebbe la democrazia negli Stati Uniti? L'elezione di Kamala Harris lo impedirebbe? In realtà, nessuna delle due asserzioni è vera.

Negli USA le ezioni sono divenute sempre più polarizzate negli ultimi trent'anni. Il Partito Repubblicano si è fatto sempre più stridente nella sua retorica sull'immigrazione, la criminalità, l'aborto, il gender, le tasse, i vincoli governativi “che ammazzano il lavoro”, e le élite liberali "woke". Il Partito Democratico si è presentato principalmente come il partito moderato, il partito del “loro no”, il partito del mantenimento dello status quo. La campagna di Bernie Sanders del 2016 è stata solo una parentesi.

I democratici sono il male minore, rispetto ai repubblicani, ma a parte la retorica, poco è cambiato dall'amministrazione Trump a quella Biden. La politica del governo è rimasta in gran parte la stessa, non solo per quanto riguarda il militarismo, la guerra e l'economia, ma anche per quanto riguarda la polizia, l'immigrazione e l'ambiente.

Nonostante l'aumento della polarizzazione, la democrazia rimane il miglior involucro possibile per il governo capitalista, e il sistema bipartitico funziona bene per i padroni. Il governo può fare solo ciò che la classe dominante vuole che esso faccia, e l'alternanza tra democratici e repubblicani intrappola i lavoratori nella continua ricerca del male minore.

I rivoluzionari dovrebbero sfruttare il momento didattico delle elezioni per educare i lavoratori alla trappola del male minore dei capitalisti, alla necessità di un partito operaio di massa, al nostro programma per quel partito, ai limiti della politica elettorale e alla necessità di un'azione di massa per resistere efficacemente.

Non dovremmo entrare in dispute con i lavoratori sul come votare, ma dovremmo raccomandare ai lavoratori politicamente avanzati che vogliono andare oltre la ricerca del male minore di votare per un candidato verde, indipendente o altri candidati non capitalisti, piuttosto che astenersi passivamente.


DEMOCRAZIA E FASCISMO

Una parte della sinistra statunitense dipinge le elezioni del 2024 come una battaglia tra democrazia e fascismo. Entrambi i termini devono essere esaminati. In Stato e rivoluzione, Lenin, citando Engels, descrive la democrazia come “il miglior involucro possibile per il capitalismo”:

«Nella repubblica democratica – continua Engels – "la ricchezza esercita il suo potere indirettamente, ma in maniera tanto più sicura", in primo luogo con la "corruzione diretta dei funzionari" (America), in secondo luogo con "l'alleanza tra governo e Borsa" (Francia e America).

Nel momento attuale, l'imperialismo e il dominio delle banche "hanno sviluppato" sino a farne un'arte raffinata, in qualsiasi repubblica democratica, questi due metodi di difesa e di realizzazione dell'onnipotenza della ricchezza. [...]

La repubblica democratica è il migliore involucro politico possibile per il capitalismo; per questo il capitale, dopo essersi impadronito [...] di questo involucro - che è il migliore - fonda il suo potere in modo talmente saldo, talmente sicuro, che nessun cambiamento, né di persone, né di istituzioni, né di partiti nell'ambito della repubblica democratica borghese può scuoterlo.
»

Il fascismo è un movimento reazionario di massa con componenti politiche, sociali, culturali, elettorali e paramilitari. Si basa su settori della popolazione che si sentono minacciati dalla crisi economica e dai cambiamenti sociali, in particolare la classe media, ma anche settori della classe operaia. Utilizza una demagogia razzista, sciovinista, xenofoba e sessista. Promette di rendere di nuovo grande la nazione e il suo popolo.

Storicamente, i capitalisti si sono rivolti al fascismo per schiacciare il movimento operaio durante le gravi crisi in cui la classe operaia si solleva e il miglior guscio possibile dei capitalisti non è in grado di contenere la rivolta. Se una leadership timida fa vacillare i lavoratori, i fascisti colgono l'occasione.

Il ricorso al fascismo è rischioso per i capitalisti. I fascisti hanno interessi e basi proprie, che li rendono, nel migliore dei casi, un parassita pericoloso e costoso. Possono provocare una rivoluzione operaia e perdere. Se vincono, possono portare il paese al disastro. I capitalisti non sceglieranno questa strada se non quando temeranno, in caso non la scegliessero, di perdere tutto.


IL SISTEMA POLITICO STATUNITENSE

Il sistema politico degli Stati Uniti è stato progettato e perfezionato per far sì che l'azione del governo si limiti solo a ciò che vuole la classe dirigente, ovvero ciò che vuole la totalità o la maggioranza della classe dirigente.

Gli Stati Uniti hanno tre livelli di governo: il governo federale, i cinquanta governi statali e migliaia di governi locali. All'interno di ogni unità governativa, i rami legislativo, esecutivo e giudiziario hanno poteri separati. Possono controllarsi e bilanciarsi a vicenda, come dicono i libri di scuola. I rami esecutivi hanno burocrazie permanenti di vario tipo, tra cui la polizia e l'esercito, che possono minare le decisioni democratiche.

Il Presidente degli Stati Uniti è scelto dal Collegio elettorale, non dal voto popolare. Ogni Stato ha un numero di elettori pari al numero di membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato. Nella maggior parte degli Stati, il partito che vince la maggioranza del voto popolare ottiene tutti gli elettori. Nel 2016 Hillary Clinton ha vinto il voto popolare con tre milioni di voti, ma ha perso il Collegio elettorale. Nel 2020, Joe Biden ha dovuto vincere il voto popolare con sette milioni di voti per vincere il Collegio elettorale.

La Camera dei Rappresentanti dovrebbe essere il ramo più democratico del governo federale, eppure raramente riesce ad approvare leggi progressive. Il Senato è meno democratico, con due senatori per ogni Stato, indipendentemente dalle dimensioni, e regole che richiedono una supermaggioranza del 60% per approvare tutte le leggi tranne quelle di routine. Tuttavia, il Senato serve spesso a moderare le misure reazionarie adottate dalla Camera.

La Corte Suprema è il ramo meno democratico del governo federale. I suoi nove giudici, nominati dal Presidente con l'approvazione del Senato, restano in carica a vita. Eppure la Corte Suprema ha ripetutamente avviato riforme che il Presidente e il Congresso non hanno avuto il coraggio di avviare, dalla desegregazione scolastica negli anni Cinquanta al diritto all'aborto nel 1973, fino al matrimonio omosessuale nel 2015.

Con la nomina di tre giudici da parte di Donald Trump durante il suo primo mandato, la Corte è tornata al suo precedente ruolo di blocco delle riforme. Un sistema disfunzionante da cima a fondo, tranne quando la classe dirigente vuole agire.


DEMOCRATICI E REPUBBLICANI

A questa struttura si sovrappone il sistema bipartitico. I democratici e i repubblicani sono entrambi partiti capitalisti. Dipendono dalle donazioni dei capitalisti e dal riconoscimento dei media capitalisti. I loro politici di punta fanno la spola tra il governo, l'esercito, le imprese e il mondo accademico. Se non sono già ricchi personalmente quando entrano in politica, lo diventano rapidamente.

Sin dall'amministrazione di Woodrow Wilson del 1912-20, i democratici si sono posizionati come il partito capitalista liberale, o di centrosinistra, mentre i repubblicani si sono posizionati come il partito capitalista conservatore, o di centrodestra. Il loro terreno comune è l'agenda della classe dominante, che da oltre quarant'anni è l'imperialismo neoliberista.

Ci sono differenze tra i due partiti capitalisti. I democratici sono favorevoli a un maggiore intervento del governo per promuovere l'occupazione, ridurre la povertà e proteggere l'ambiente. Sono più favorevoli ai diritti civili, ai diritti riproduttivi e ai diritti LGBTQ+. Sono favorevoli al multilateralismo in politica estera.

I repubblicani sono favorevoli a tasse più basse, a una minore regolamentazione governativa e a lasciare le questioni economiche al mercato e quelle politiche ai singoli stati (e non al governo federale). Hanno un'ala isolazionista che vuole una politica estera ispirata all'“America first”. Proiettano un'immagine di legge e ordine, e proclamano le virtù del matrimonio, dei nuclei famigliari e della religione.

Il sistema bipartitico riduce la maggior parte delle differenze alla retorica. I democratici hanno controllato la presidenza, la Camera e il Senato con le elezioni del 1992, 2008 e 2020, senza cambiare nulla di fondamentale. I repubblicani hanno controllato la presidenza, la Camera e il Senato nel 2000 e nel 2016, e non hanno cambiato nulla di fondamentale. Negli altri anni, l'amministrazione è stata divisa, e ha potuto realizzare ben poco.

Le amministrazioni Trump e Biden hanno aumentato la spesa militare annuale a oltre 750 miliardi di dollari di spesa diretta e 1.500 miliardi di dollari di spesa totale (diretta e indiretta). Le amministrazioni hanno stanziato 3,5 trilioni di dollari ciascuna per contrastare la pandemia di Covid e lo sconvolgimento economico che ha causato. Trump ha imposto ingenti dazi sulle merci cinesi per aiutare la produzione statunitense a competere. Biden ha mantenuto le tariffe e ha aggiunto 1.000 miliardi di dollari di sussidi “buy American”.

Nonostante una retorica più umanitaria, l'amministrazione Biden ha attuato le politiche dell'amministrazione Trump per rendere chiuso il confine degli Stati Uniti con il Messico e tenere lontani i richiedenti asilo. I due partiti cercano di superarsi a vicenda sul sostegno a Israele.


KAMALA HARRIS E DONALD TRUMP

Le elezioni del 2020 hanno registrato la più alta affluenza alle urne dal 1952. Un terzo degli aventi diritto al voto ha scelto di non esercitare il suo diritto. Poco più di un terzo ha votato per Biden. Poco meno di un terzo ha votato per Trump. Le elezioni presidenziali del 2024 si preannunciano con un margine di risultato ancora più stretto.

I non votanti sono per lo più disillusi. Non hanno fiducia in nessuno dei due partiti, non credono che il governo agirà nel loro interesse, ripongono la loro fiducia unicamente in se stessi, nella famiglia e negli amici.

La base tradizionale dei democratici fin dagli anni '30 è costituita da lavoratori sindacalizzati, neri, latinos e altre persone di colore, liberi professionisti e capitalisti illuminati. Questa base si è frammentata, poiché il partito ha abbracciato il neoliberismo e si è spostato a destra. Alcuni elettori democratici credono alla retorica del partito; la maggior parte vede Harris e i democratici come il male minore, soprattutto per quanto riguarda l'aborto.

La base repubblicana tradizionale è costituita da grandi capitalisti, manager, piccoli imprenditori, agricoltori e lavoratori delle periferie e delle piccole città. Alcuni elettori repubblicani sono razzisti, xenofobi, autoritari e persino fascisti. Ma la maggior parte vede Trump e i repubblicani come il male minore, in base alla percezione dei loro interessi economici e alle loro opinioni sull'aborto e su altre questioni.

Una seconda amministrazione Trump renderebbe la politica degli Stati Uniti ancora più incattivita, ma il principale effetto pratico sarebbe sul diritto all'aborto. Con la sentenza Roe v. Wade del 1973, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso che la Costituzione dà alle donne il diritto di abortire fino alla vitalità fetale. Nel 2022, la Corte Suprema, con tre giudici nominati da Trump, ha rovesciato questa decisione.

La battaglia si è ora spostata nei singoli Stati. Un terzo degli Stati vieta l'aborto, un altro sesto lo consente in circostanze limitate, la metà di essi lo protegge. Le donne negli Stati che vietano l'aborto si recano in altri Stati per abortire, se hanno le risorse per farlo, oppure ricorrono ad aborti medici attraverso reti che aggirano i divieti. In alcuni Stati in cui i legislatori hanno emanato dei divieti, i cittadini hanno lanciato dei referendum per annullarli.

È improbabile che una seconda amministrazione Trump sia in grado di emanare un divieto di aborto a livello nazionale, dal momento che una maggioranza sostanziale della popolazione è favorevole al diritto all'aborto. Ma l'amministrazione potrebbe interferire con la distribuzione di mifepristone e misoprostolo, rendendo più difficile l'aggiramento delle leggi statali.


LA NECESSITÀ DI UN PARTITO DEI LAVORATORI DI MASSA

La guerra genocida di Israele contro Gaza, la pulizia etnica della Cisgiordania, l'attacco al Libano e l'escalation con l'Iran hanno mostrato a molti non solo la natura coloniale del sionismo, ma anche la complicità degli Stati Uniti in tutto ciò che Israele fa. L'opinione popolare si è sostanzialmente spostata dall'essere filoisraeliana a essere filopalestinese.

Gli elettori progressisti si trovano in una posizione difficile. Dovrebbero votare per Harris per proteggere il diritto all'aborto, sapendo che lei sostiene il genocidio di Israele? O dovrebbero rifiutare di acconsentire al genocidio e rischiare un'ulteriore restrizione del diritto all'aborto? Non c'è modo di uscire da questo dilemma rimanendo all'interno del sistema bipartitico.

Il problema è più generale. I lavoratori vogliono un lavoro, una pensione, l'assistenza sanitaria, l'istruzione, del tempo da trascorrere con le persone che amano e l'opportunità di perseguire i propri interessi. La maggior parte di loro è favorevole alla parità di diritti e di opportunità. Vogliono un ambiente pulito.
Dubitano che queste cose siano possibili, perché non le hanno mai viste, e i politici e i media dicono loro che sono impossibili da ottenere. Inseguono quello che percepiscono come il male minore, poiché non vedono la strada per qualcosa di meglio.

All'inizio degli anni '90, il Labor Party Advocates (LPA) aveva uno slogan accattivante: “I padroni hanno due partiti. A noi serve uno per noi”. Questo punto di vista era condiviso dalla maggior parte dei militanti della sinistra di classe nel mondo del lavoro e dai leader di alcuni sindacati, tra cui l'Oil, Chemical and Atomic Workers (OCAW), lo United Electrical Workers (UE), l'International Longshore and Warehousemen's Union (ILWU), la California Nurses Association (CNA), e altri.

Un congresso tenutosi nel giugno 1996 ha dato vita al Labor Party, guidato da questi sindacati. Il congresso ha adottato un programma socialdemocratico che, incoerentemente, non includeva il diritto all'aborto. Un congresso del 1998 ha rettificato la situazione.

Il Labor Party ha adottato quello che ha definito un “nuovo modello organizzativo per la politica”. Il modello consisteva nel “costruire il potere” prima che il partito presentasse i propri candidati alle elezioni. Questo linguaggio nascondeva un compromesso in base al quale i sindacati principali concedevano ai sindacati vicini al LPA di divertirsi nel loro parco giochi, a patto che non presentassero effettivamente candidati contro il Partito Democratico. Non avendo alcuna vera utilità, il Labor Party si è presto affievolito, dissolvendosi nel 2007.

Questo schema si è ripetuto più volte nei sindacati, nei movimenti sociali e nelle organizzazioni politiche socialdemocratiche, compresi i DSA (Democratic Socialists of America) resuscitati a nuova vita. Essi concedono al Partito Democratico il monopolio della rappresentanza politica. I loro leader sostengono che non è possibile fare altro. Questo rende i democratici il male minore rispetto ai repubblicani, il che porta quasi tutti gli attivisti a votare per loro. Una profezia che si autoavvera.


CHE TIPO DI PARTITO DEI LAVORATORI?

Il fondo di verità nel modello di costruzione del potere prima di correre alle elezioni è che non c'è modo di vincere le elezioni negli Stati Uniti senza avere un potere extraparlamentare. Il potere dei capitalisti è la loro ricchezza e il controllo che questa dà loro sulla vita politica. I partiti capitalisti spenderanno 12 miliardi di dollari per le elezioni del 2024, due miliardi solo per le elezioni presidenziali [si terranno elezioni anche per rieleggere la Camera dei Rappresentanti, un terzo dei seggi del Senato e numerose altre cariche locali, ndt]. Nemmeno i sindacati sono in grado di eguagliare questa cifra, per non parlare degli svantaggi derivanti dal mancato controllo dei media e dell'amministrazione.

L'azione di massa potrebbe superare l'impasse: costruire sindacati e altre organizzazioni di massa, organizzare manifestazioni, scioperi e occupazioni. Queste potrebbero creare una situazione in cui i capitalisti dovrebbero scegliere tra l'abbandono della democrazia e l'attuazione di riforme elettorali e di altro tipo che permettano a un partito dei lavoratori di poter competere efficacemente.

Ai capitalisti ciò non piacerebbe, e potrebbero provare ad impedirlo dapprima con misure autoritarie. Ma in tutti gli altri paesi capitalistici avanzati, i padroni hanno imparato da tempo a convivere con i partiti operai borghesi, cioè con partiti con una base operaia e con una linea politica di riforma del capitalismo attraverso l'azione di governo.

I rivoluzionari dovrebbero sostenere anche un partito operaio riformista come passo avanti per la classe operaia statunitense. Ma noi proponiamo per questo partito un programma di transizione anticapitalista: un programma per il lavoro, la sanità, l'istruzione, l'abolizione della polizia e delle carceri, i diritti riproduttivi, i diritti LGBTQ+, i tagli drastici alle spese militari, la pace e una giusta transizione verso l'energia pulita, l'industria, i trasporti, l'edilizia e l'agricoltura, che solo un governo dei lavoratori potrebbe attuare.

Proponiamo che questo partito non si limiti a partecipare alle elezioni, ma mobiliti i lavoratori per affrontare i capitalisti e il loro governo, per difendere il movimento operaio, per costruire consigli e altri organi del potere operaio e della democrazia operaia, al fine di istituire un governo operaio.

In Gran Bretagna, in Canada e in molti altri Paesi, il livello di lotta in cui la classe lavoratrice ha ottenuto una rappresentanza politica era troppo basso perché il partito dei lavoratori potesse essere rivoluzionario fin dalla nascita. Se questo si rivelerà essere anche il caso degli Stati Uniti, i rivoluzionari si troveranno sul terreno già noto della lotta al riformismo.

Tutto questo, ovviamente, è musica del futuro. Non accadrà nel 2024. Ma i rivoluzionari dovrebbero alzare lo sguardo e impegnarsi fin da ora su questo.


LA TATTICA ELETTORALE MARXISTA

I marxisti, a partire da Karl Marx e Friederich Engels, hanno visto le elezioni come un momento in cui i lavoratori sono più concentrati del solito sulla politica, un momento in cui i comunisti dovrebbero presentare le loro opinioni. Come spiegarono Marx ed Engels nel 1850 nell'Indirizzo del Comitato Centrale alla Lega dei Comunisti:

«A questo proposito il proletariato deve curare: 1) Che per nessun cavillo di autorità locali o di commissari del governo sia escluso, sotto nessun pretesto, un certo numero di operai. 2) Che dappertutto, accanto ai candidati democratici borghesi, siano presenti candidati operai, i quali dovranno il più che è possibile essere scelti fra i membri della Lega e per la cui elezione si deve lavorare con tutti i mezzi. Anche là dove non esiste nessuna speranza di successo, gli operai debbono presentare i loro candidati, per salvaguardare la loro indipendenza, per contare le proprie forze, per manifestare pubblicamente la loro posizione rivoluzionaria e il punto di vista del partito».

Quando un partito rivoluzionario non può presentare i propri candidati, o decide di non farlo per ragioni tattiche, il sostegno critico ai candidati di altri partiti può essere un modo per promuovere le proprie idee. La spiegazione più famosa di questa politica è quella di Lenin nel capitolo "Il comunismo di sinistra in Inghilterra", tratto da L’estremismo, malattia infantile del comunismo.

Oggi negli Stati Uniti non esistono partiti rivoluzionari in grado di organizzare una campagna elettorale a livello nazionale. Alle elezioni presidenziali del 2024, gli unici candidati non filocapitalisti sulla scheda elettorale nella maggior parte degli Stati sono Jill Stein del Partito Verde e Cornel West, un nero della sinistra radicale che corre da indipendente. Nel 2012 Jill Stein ha ottenuto 0,47 milioni di voti, nel 2016 ha ottenuto 1,45 milioni.

Stein e West hanno essenzialmente lo stesso programma socialdemocratico. Sono candidati piccolo-borghesi, cioè interclassisti, non candidati di un partito dei lavoratori. Ma non sono capitalisti, e il loro programma si colloca a sinistra di qualsiasi partito del Nouveau Front Populaire (NFP) in Francia.

I dirigenti del Partito Democratico preferirebbero che la sinistra votasse per i democratici. Ma la loro preoccupazione maggiore è quella di preservare il monopolio della rappresentanza politica. Finché lo avranno, la logica del male minore intrappolerà la maggior parte degli attivisti a sostenerli. “Non competere alle elezioni” è la loro linea rossa con i sindacati e i movimenti.

Per i rivoluzionari e gli anticapitalisti, la scelta tattica è quella di sostenere il voto per Stein o West o di astenersi. Io sono favorevole a sostenere il voto per Stein o West, per incoraggiare i sindacalisti, gli attivisti dei movimenti, i DSA – e, prima o poi, le loro organizzazioni – a superare la linea rossa imposta dai democratici.

Peter Solenberger

Il capitalismo statunitense in cammino contro le libertà civili


 Da Socialist Resurgence

Sotto la copertura della protesta di destra "Stop the Steal" (1) del 6 gennaio, i governi statali si stanno rapidamente muovendo a scrivere nuove leggi antiprotesta, o a rafforzare quelle già esistenti.
La punta acuminata di queste leggi è baldanzosamente puntata contro i movimenti di sinistra e dei lavoratori, e rivolta più che altro allo sgonfiare il massiccio movimento "giustizia per George Floyd" esploso nelle strade la scorsa estate.

Lo Stato è uno strumento del dominio di classe. Il suo scopo è garantire la legge e l'ordine della classe dominante. Negli Stati Uniti, e praticamente ovunque, questa è la regola del capitalismo. Mentre lo stato federale americano porta avanti la repressione, eccetto straordinarie situazioni di crisi, esso dipende dal consenso dei lavoratori e degli oppressi nel senso limitato dalla democrazia rappresentativa. Il meccanismo di sfruttamento in una democrazia capitalista significa continuare a mantenere il consenso di coloro che sono sfruttati. Ciò significa mantenere un'illusione e un'aspettativa di diritti democratici elementari come la libertà di parola e la libertà di riunione. Allo stesso tempo, la classe dominante desidera smobilitare e rendere inoffensivi gli oppositori politici quali gli attivisti della giustizia sociale.

Come sottolineava lo scomparso trotskista George Novack (2) durante il culminare del maccartismo nel 1953, «quali che siano le libertà democratiche di cui possano godere il popolo americano, il movimento dei lavoratori, e gli afroamericani, per statuto e per prassi, queste non ci sono state generosamente concesse come donazioni liberali da detentori di proprietà e potere dal cuore generoso, ma sono state strappate al potere della classe dominante attraverso amare e prolungate battaglie, qualche volta anche armi alla mano... E anche quando dopo che tali leggi sono concesse per mezzo di una strenua lotta, un'incessante vigilanza è richiesta per prevenire che esse siano ignorate, violate o limitate dalle autorità ai vari livelli».


PERSONAGGI INVENTATI: REPRESSIONE DI STATO CONTRO LA SINISTRA E LA DESTRA

I politici della sinistra liberale sono stati enfatici nel loro ripudio del tentativo «sedizioso» e «insurrezionale» dei fascisti e delle forze di estrema destra che hanno preso d'assalto gli edifici congressuali. Questi pronunciamenti hanno il potenziale di spargere confusione fra la sinistra e la classe lavoratrice. In primo luogo, quello degli attacchi alle «insurrezioni» è un vecchio metodo per far abbattere la legge sul movimento dei lavoratori. Per esempio la costruzione dei depositi di armi della guardia nazionale nelle capitali di stato, nel primo Novecento, fu il risultato di un crescente movimento dei lavoratori, e dello spettro della rivoluzione russa del 1917.

In secondo luogo, dobbiamo domandarci: chi è più qualificato a sconfiggere un crescente movimento di estrema destra? Il politico capitalista di sinistra "antinsurrezionalista" o una classe operaia mobilitata e combattiva? I metodi puramente legislativi per respingere il fascismo non solo sono falliti ma storicamente sono stati usati contro la classe operaia. Oltretutto, assumere la lotta contro il fascismo in una direzione legislativa toglie autorità alla classe operaia e alla strategia del fronte unico e della mobilitazione di massa. Invece della costruzione del movimento, la classe operaia è smobilitata e il potere dello stato capitalista è rafforzato.

Perché esiste il fascismo? Quale scopo serve? Il fascismo è uno strumento della classe capitalista in crisi. Sia i capitalisti di sinistra che di destra nel momento della crisi conferiscono il potere al fascismo per salvare i loro interessi di classe, sebbene questo non sia il loro metodo di dominio preferito. Il fascismo è come un cane al guinzaglio. A volte essi allentano il guinzaglio e il cane avanza, altre volte tirano il guinzaglio indietro per trattenere il cane. Ecco perché è estremamente improbabile trovare uno scenario nel quale il governo assuma atti formali contro i gruppi fascisti. Anche se il governo segue questa direzione, l'effetto reale sarà quello di minacciare le basi legali delle proteste organizzate in generale.

Con le parole di Lev Trotsky: «La messa fuori legge dei gruppi fascisti avrebbe inevitabilmente un carattere fittizio: in quanto organizzazioni reazionarie, possono facilmente cambiare colore e adattarsi ad ogni tipo di forma organizzativa, dal momento che le sezioni influenti della classe dominante e dell'apparato governativo simpatizzano considerevolmente con loro, e queste simpatie aumentano inevitabilmente durante i periodi di crisi sociale... Una soppressione dei diritti politici e della libertà, non importa contro chi sono dirette inizialmente, alla fine inevitabilmente graveranno sopra la classe lavoratrice, in particolare sui suoi elementi più avanzati».


LEGGI STORICHE IN MOVIMENTO: L'EREDITÀ DI MARTIN DIES (3)

Durante il massiccio slancio del movimento operaio degli anni Trenta del Novecento, un movimento reazionario apertamente nazista nacque dalla crisi globale del capitalismo. Nel loro libro Right wing populism in America, Matthew Lyons e Chip Berlet abbozzano l'emergere della Commissione per le Attività Antiamericane (HUAC) (4), di come sia originata da una strategia di sinistra per rallentare il "pericolo bruno". Offrendo "un'alternativa" legale alle mobilitazioni antifasciste indipendenti della classe operaia, la commissione speciale sulle attività antiamericane autorizzò l'investigazione della propaganda nazista e altre attività di propaganda inizialmente prendendo di mira i Friends of New Germany e le Silver Shirts. Queste investigazioni condussero alla formale dissoluzione dei Friends of New Germany, i quali furono rapidamente ricostituiti come American Bund (5).

Usando l'apparato della commissione speciale, l'HUAC fu fondato nel 1938 sotto la presidenza del deputato Martin Dies Jr., un democratico del Texas. Ancora una volta con il sostegno della sinistra liberale "antifascista", la commissione Dies si mise presto al lavoro. Immediatamente dopo essere stata insediata, la commissione ascoltò testimoni che denunciarono "non meno di 640 organizzazioni, 483 giornali, e 280 sindacati dei lavoratori" di essere presuntamente "comunisti". Lo scopo di questa testimonianza era quello di rimuovere gli elementi radicali dal movimento operaio, che aveva appena raggiunto l'apice con l'ondata di scioperi iniziati a Flint nel Michigan, così come di promuovere i programmi del New Deal. Sotto Dies l'organizzazione dell'HUAC è rimasta famosa per aver chiesto al capo programmazione del progetto Federal Theaters se Christopher Marlowe, un autore teatrale del XVI secolo, fosse un membro del partito comunista.

Analogamente, in tutto il paese, gli stati e le comunità locali vararono leggi "antisovversive" che contenevano «sentimenti antifascisti ma in primo luogo bersagliavano la sinistra». Un tema comune nel definire la "sovversione" all'epoca era la non qualificabile nozione di "americanismo". Così il vero obiettivo di queste leggi erano immigrati, persone di sinistra, e gente contraria all'intervento degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale. Questi sviluppi, molecolari e di carattere parlamentare, culminarono nella firma dell'Alien Registration Act, popolarmente conosciuto come lo Smith Act, nel 1940. Questa legge venne usata per sorvegliare milioni di lavoratori immigrati e per alimentare sentimenti interventisti. Come verrà illustrato di seguito, una delle maggiori caratteristiche dello Smith Act fu quella di fornire ampia giustificazione nella repressione degli attivisti comunisti.

Il testo dello Smith Act minacciava conseguenze penali e finanziarie «chiunque scientemente e deliberatamente sostenga, favorisca, consigli, o insegni il dovere, la necessità, la desiderabilità, o la correttezza di rovesciare o distruggere il governo degli Stati Uniti, [così come] chiunque, con l'intento di causare il rovesciamento o la distruzione di ogni detto governo, stampi, pubblichi, editi, emetta, faccia circolare, venda, distribuisca, o pubblicamente mostri qualsiasi cosa scritta o stampata che sostenga, favorisca, consigli, o insegni il dovere, la necessità, la desiderabilità, o la correttezza di rovesciare o distruggere il governo degli Stati Uniti con la forza e la violenza».

Il 22 giugno 1941, lo stesso giorno in cui le armate naziste invadevano l'URSS, ventitré leader del Socialist Workers Party furono arrestati con una serie di accuse connesse con l'opposizione all'entrata nella Seconda guerra mondiale, e con il sostegno alla rivoluzione mondiale. Queste accuse, che determinarono i primi arresti sotto lo Smith Act, furono un attacco da più lati sferrato dall'amministrazione Roosevelt e dalla burocrazia sindacale non solo contro l'SWP ma anche contro l'intero movimento della classe operaia industriale.

Per sette anni, a cominciare con la grande ondata di scioperi del 1934, l'SWP aveva guidato uno dei più dinamici movimenti operai sotto la guida dei trasportatori di Minneapolis. Essi rappresentavano una significativa minaccia per la capacità dei capitalisti di fare la guerra senza opposizione. Sarebbero stati i membri dell'SWP nell'esercito ad avere un ruolo alla fine della Seconda guerra mondiale nell'organizzare i soldati per chiedere la smobilitazione e il ritorno a casa. Gli imputati vennero condannati l'8 dicembre 1941, il giorno dopo Pearl Harbor. Si riteneva che li avrebbero impiccati.

Quando l'HUAC indagò invece i gruppi di estrema destra, come Lyons e Bertlet sottolineano, ciò fu fatto per guadagnare il sostegno della sinistra a un generalizzato attacco alle libertà civili, mentre veniva inoltre costruita una narrativa estremista di destra: "straniero" invece che "americano"; il primo doveva essere fronteggiato mentre l'ultimo poteva accomodarsi negli organismi dell'HUAC. Investigazioni condotte sul Bund nel 1939 o sul Ku Klux Klan nel 1942 aiutarono a giustificare il ruolo della commissione. In realtà, su oltre 50 estremisti di destra fermati per varie accuse di sedizione nei primi anni Quaranta, solo uno, George W. Christians, venne arrestato. Il resto delle accuse venne lasciato cadere per errori giudiziari (vedi sentenza Stati Uniti contro McWilliams) o assoluzione in appello ("Mankind United"). Lo stesso Dies implorò il mago imperiale del KKK, James Colescott, di ricondurre il gruppo "agli obiettivi originali del Klan".

Uno strumento concreto da questo momento in poi è il Foreign Agents Registration Act (FARA) (6), trasformato in legge nel 1938, che ha visto un grande aumento in casi rilevanti negli anni recenti. Il FARA è un esempio di legislazione costruita allo scopo di essere usata per condurre cacce alle streghe. Lo scopo originario venne spacciato come un quello di un mezzo di controllo più "democratico" per controllare l'opposizione politica rispetto ai mezzi dell'aperta repressione. Significato del FARA è costringere ogni persona od organizzazione legata a un "committente straniero" a riferire una quantità di informazioni altamente pervasiva al governo federale e ad annunciare "in modo evidente" di comportarsi da "agente estero". In caso contrario avrebbe ricevuto una sanzione.

Nel 2018, quattro enti ambientalisti senza fini di lucro furono costretti a registrarsi presso il FARA, fondamentalmente in ragione del fatto di aver incontrato gente di diversi paesi. Stando a un articolo della Duke Law Review, «il principale indizio contrario [al Natural Resources Defense Council, Inc., NRDC], che ha determinato la sua necessità di registrarsi al FARA, è che questa organizzazione è stata più critica verso la politica ambientale degli Stati Uniti che verso quella della Cina». Entrambi i maggiori partiti statunitensi sono stati rapidi nell'usare il FARA per perseguitare attivisti a guadagnare politicamente contro i propri avversari, ma da Biden in particolare ci si attende una grande espansione dell'utilizzo del FARA con il pretesto delle misure anticorruzione.

Il Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA), stalinista, sostenne le iniziali leggi e azioni penali, invocando le più dure sentenze verso i movimenti filonazisti. Con una mossa opportunista, il CPUSA abbandonò anche la sua stessa strategia di difesa apartitica dei lavoratori. Il CPUSA plaudì all'arresto e all'imprigionamento dei membri del Socialist Workers Party, in quanto gli stalinisti sostenevano l'ingresso statunitense nella Seconda guerra mondiale come alleato dell'Unione Sovietica. Fu inoltre per essi un comodo mezzo per mettere un freno a un concorrente politico e sindacale. La militanza operaia costituiva una reale minaccia per il successo della mobilitazione bellica. Agli ordini di Stalin, il CPUSA collaborò in pieno con il governo degli Stati Uniti usando i suoi sostenitori nelle dirigenze sindacali per impegnarsi contro gli scioperi.

L'effetto netto di queste manovre fu di rafforzare lo stato, smobilitare i potenziali sostenitori operai degli attivisti antibellici, e offuscare il giusto modo per combattere veramente il fascismo. Infine, l'abdicazione da parte del CPUSA dal difendere i martiri della lotta di classe lasciò lo stesso partito in balia di severe repressioni di stato dopo la guerra. Il CPUSA venne praticamente spinto alla clandestinità durante il regno di McCarthy. A causa della sua strategia di collaborazione di classe, dell'iniziale sostegno alla caccia alle streghe dello Smith Act, e il generale del suo comportamento settario, esso fu isolato e frenato nel costruire una politica di difesa all'interno del movimento operaio.


I DISORDINI NELLA CAPITALE E LA REPRESSIONE DI STATO OGGI

In seguito ai disordini nella capitale e nel paese del 6 gennaio, la stampa padronale e quella della sinistra liberale si sono rapidamente messe in moto denunciando l'attacco alla democrazia borghese. Queste dimostrazioni sono state un tentativo consapevole da parte dell'estrema destra di mostrare i muscoli e creare uno spettacolo per incoraggiare il reclutamento per le strade. Se da una parte le proteste erano alimentate da vecchie idee razziste sulle frodi messe in pratica dai votanti di colore, esse non hanno minacciato seriamente lo stato borghese. Nondimeno, nei grandi giornali della sinistra liberale l'asse della discussione ha immediatamente ruotato intorno alla necessità del sostegno allo stato capitalista e all'opporsi a chi voleva smantellarlo. Le grandi corporations istintivamente hanno percepito la minaccia alla stabilità sociale rappresentata da potenziali disordini nelle strade e si sono mosse per isolare temporaneamente gli elementi più attivi fra i sostenitori di Trump nel Congresso e nei ranghi della destra estrema.

Praticamente l'intero Partito Democratico è stato impegnato nell'opporsi "all'insurrezione", alla "sedizione", e al comportamento antiamericano, in un clamore che, se pensato parallelamente all'isteria sulle influenze russe nella politica degli Stati Uniti, ha inquietanti similarità con l'iniziale giustificazione "antifascista" per la caccia alle streghe anticomunista, anti-neri, ecc. degli anni Trenta e Quaranta. Ci saranno forse poche serie azioni penali contro coloro che hanno partecipato all'invasione del Campidoglio, ma le conseguenze durature minacciano di essere un tentativo bipartisan di respingere indietro le più elementari libertà civili.

Come esempio della permeabilità di questo tipo di pensiero nella sinistra riformista, la deputata democratica Cori Bush, membro dei Socialisti Democratici d'America (DSA), ha proposto una normativa per investigare le assemblee elettive locali pro-Trump, basata su questo ambito di legittimazione della democrazia degli Stati Uniti. Questa proposta di legge, ampiamente sostenuta dai DSA, chiede che vengano perseguiti gli estremisti di destra sul presupposto che "il quattordicesimo emendamento della Costituzione dichiara che nessun individuo che sia stato coinvolto in slealtà o sedizione contro gli Stati Uniti può essere membro della Camera dei deputati... [e i membri del parlamento devono] essere devoti agli Stati Uniti, alla Costituzione degli Stati Uniti, alle regole della Camera dei deputati, e sostenere il giuramento d'ufficio".

Dovrebbe adesso essere ovvio che la normativa C. Bush, se adottata, potrebbe essere usata per tenere sotto controllo candidati indipendenti della classe operaia che potrebbero essere eletti nel prossimo futuro. Un membro eletto di un partito marxista rivoluzionario è un partigiano della lotta di classe che lotta per un programma rivoluzionario. Ogni degno programma rivoluzionario avanza la conclusione che il governo capitalista degli Stati Uniti dev'essere rimpiazzato da uno stato operaio. Perfino con le formalità legali esistenti, le leggi antidemocratiche di accesso alle elezioni rendono molto difficile la presenza indipendente di candidati della classe operaia.

In un senso più largo, lo stato e i governi locali stanno usando i disordini del Campidoglio come uno strumento per introdurre leggi antiprotesta destinate a fermare una mobilitazione come quella dell'estate 2020. The Intercept (7) riporta che nove stati hanno introdotto 14 decreti antiprotesta dal 6 gennaio in poi. Mentre questi decreti mirano formalmente a colpire le proteste di destra, in realtà essi mirano ai movimenti per la giustizia sociale. Ciò è palese in Florida, dove hanno atteso fin da settembre nell'agenda del legislatore.

I quattordici nuovi ed estensivi testi legislativi introdotti dal 6 gennaio giungono nel contesto di uno sfogo di nuove leggi antiprotesta degli ultimi cinque anni. Come reazione alle proteste di massa del NoDAPL (8) e del movimento Black Lives Matter, dal 2016 almeno 162 decreti sono stati introdotti in 42 stati. Gli effetti delle 26 leggi approvate in questo periodo includono addebiti aumentati per sabotaggio di oleodotti, per scritte su monumenti razzisti, per partecipazione ad accampamenti politici e blocchi stradali. C'è anche una sfilza di cosiddetti atti legislativi antisommossa che sono talmente generici da includere perfino le proteste pacifiche. Inoltre, le leggi introdotte quest'anno in New Hampshire, Missouri, Mississippi, Indiana e Florida creano nuove protezioni legali per coloro che usano la violenza contro i manifestanti, fino a includere la violenza mortale.


COMBATTERE IL FASCISMO, PROTEGGERE I DIRITTI CIVILI, COSTRUIRE IL MOVIMENTO OPERAIO!

La crisi del capitalismo non si placherà sotto il nuovo governo federale democratico. Il capitale è politicamente organizzato a ogni livello per continuare a sopprimere diritti democratici dall'alto, mentre mobilitazioni protofasciste contro i movimenti per giustizia sociale continueranno dal "basso". La classe operaia è l'unica forza che può combattere questa minaccia a due facce contro le libertà politiche, la salute pubblica e i diritti civili.

Un programma di azione per combattere il fascismo.

Il fascismo è interamente sconfitto quando lo stato capitalista è distrutto ovunque e il proletariato governa direttamente. Nello stesso tempo, il compito impellente dei rivoluzionari è conquistare la classe operaia a un programma di azione che effettivamente rappresenti una soluzione per la crisi di tutti quelli che vengono massacrati dalle banche e dalle multinazionali. Lo scopo di questo programma non è presentare riforme che siano "ben disposte" con il capitalismo, bensì indicare ciò che è possibile in una società che sia razionalmente organizzata. Solo mobilitando e organizzando la nostra classe attraverso lotte coraggiose che forniscano una reale visione di un futuro diverso di quello proposto dal capitalismo in declino possiamo strappare il popolo alla destra populista.

Allo stesso tempo, sono necessarie mobilitazioni contro i tentativi fascisti di tenere manifestazioni, dimostrare, perseguitare la classe lavoratrice e le comunità BIPOC (9). Tali mobilitazioni sono un'opportunità per costruire riunioni di massa con discussioni aperte su strategie e tattiche. Sindacati, comunità e gruppi dei diritti civili possono muoversi insieme per mostrare ai fascisti che non sono i benvenuti, senza concedere un grammo di giustificazione allo stato capitalista per l'estensione della sua capacità repressiva.

Ottimi esempi storici di tali mobilitazioni di successo sono le decine di migliaia di militanti organizzati contro l'estrema destra a Boston, San Francisco, e attraverso tutto il paese contro la dimostrazione "Unite the Right" del 2017 a Charlottesville, Virginia, e i 20.000 lavoratori, ebrei e attivisti mobilitatisi contro un meeting dell'American Bund al Madison Square Garden nel 1939.

Mobilitazione di massa per difendere i diritti civili.

Durante le proteste per George Floyd oltre 10.000 attivisti sono stati arrestati. Mentre molte delle accuse sono cadute, rimangono ancora un numero di manifestanti che fanno fronte a multe e a potenziali condanne alla galera. Ognuno di questi casi è un'importante opportunità per costituire ampie e non settarie coalizioni di difesa per far cadere tutte le accuse. Lo stato testa la propria capacità di arrestare militanti senza che ci sia opposizione. Ogni campagna di difesa riuscita darà ai lavoratori e agli oppressi maggiore fiducia, e nello stesso tempo spingerà i sindacati a essere coinvolti in questo tipo di lavoro. Allo stesso modo, tutte le organizzazioni che puntano a difendere i diritti democratici devono essere portate in piazza contro nuove leggi repressive e contro il rafforzamento di quelle già esistenti. Libertà di parola, di riunione, e di manifestazione sono risultati ottenuti con duri e spesso sanguinosi conflitti. Al contempo, la legge è solo una parte del conflitto di classe. L'attuale bilanciamento di forze è anche un fattore determinante nella possibilità di organizzare dimostrazioni. Se c'è un alto livello di organizzazione e solidarietà fra gruppi, su una base di classe, lo stato avrà maggiori difficoltà nell'isolare e reprimere diverse parti del movimento.

Combattere il capitalismo, costruire il partito dei lavoratori.

Mobilitazioni di strada e campagne di fronte unico sono assolutamente necessarie per aumentare l'esperienza e la capacità di lotta per lavoratori, disoccupati e oppressi. Allo stesso tempo, senza uno strumento politico indipendente, le lotte rimangono disconnesse e saltuarie.

Il Partito Democratico ha mantenuto la sua presa sui movimenti per la giustizia economica e sociale. Il compito più pressante oggigiorno per la classe lavoratrice è di rompere con l'oppressione di questo partito e colpire in autonomia, politicamente e organizzativamente. In mezzo ad un'ondata di persone che si organizzano contro la pandemia e nella lotta per la liberazione dei neri, con un crescente numero di giovani e di persone di colore nell'industria di base, i sindacati sono nella posizione di lanciare un reale contrattacco contro i colpi politici ed economici dei padroni. Questa lotta potrebbe essere organizzata attraverso un congresso nazionale di tutti i sindacati aperto ai lavoratori e ai disoccupati a prescindere dallo status di immigrati, per costituire un'organizzazione politica indipendente per la classe lavoratrice.

Senza indugiare, le organizzazioni di classe e del sindacato debbono respingere qualsiasi idea di "male minore" (10), e essere presenti alle elezioni con candidature di classe indipendenti. La presenza elettorale autonoma non solo oppone ai programmi capitalisti quelli della classe lavoratrice, ma da anche una larga protezione legale e pubblicità ai gruppi socialisti.

Presa nel suo insieme, la combinazione di questi orientamenti punta direttamente al bisogno immediato di forgiare un partito rivoluzionario che possa fornire la guida e la direzione per il movimento di massa di oggi.

Lo stato capitalista continuerà a spingere sulla condizione dei disperati che danno vita al fascismo, mentre incrementerà la repressione di quegli elementi che combattono per un futuro di speranza. Solo conducendo le lotte per la liberazione dei neri, per l'autodeterminazione indigena, e per il potere operaio alla loro conclusione l'umanità potrà iniziare a risolvere gli infiniti problemi che il capitalismo ha creato. Solo un ordine socialista, basato sulla pianificazione centralizzata e sul controllo operaio della produzione, può spingersi oltre gli stretti limiti imposti dalla società classista.





(1) Stop the Steal (fermate il furto) è una teoria complottista di destra diffusa negli Stati Uniti. La teoria sostiene che durante le elezioni presidenziali americane del 2020 si sia verificata una diffusa frode elettorale per negare la vittoria al presidente in carica Donald Trump sull'ex vicepresidente Joe Biden.

(2) George Novack (5 agosto 1905, Boston, Massachusetts - 30 luglio 1992, New York City) è stato un teorico marxista americano, importante figura del trotskismo statunitense. Ha fatto parte dal 1940 al 1973 del comitato nazionale del Socialist Workers Party, sezione USA della Quarta Internazionale.

(3) Martin Dies Jr. (5 novembre 1900 - 14 novembre 1972) è stato un politico texano e parlamentare democratico, fu il primo presidente della "Commissione per le attività antiamericane" dal 1938 al 1944.

(4) House Un-American Activities Committee (HUAC), "Commissione per le attività antiamericane", venne creata nel 1938 per indagare presunte slealtà e attività sovversive di privati cittadini, dipendenti pubblici, e di quelle organizzazioni sospettate di avere legami fascisti o comunisti.

(5) Il German-American Bund fu un movimento di ispirazione nazista organizzatosi negli Stati Uniti d'America a partire dal 1933, principalmente negli ambienti della comunità dei tedeschi americani. Finanziariamente sostenuto dal governo della Germania nazista, il movimento era incaricato di propagandare gli ideali del nazismo negli Stati Uniti.

(6) Foreign Agents Registration Act (FARA) è una legge federale del 1938 richiedente che agenti o rappresentanti di potenze estere "coinvolti in attività politiche o para politiche" manifestino le loro relazioni con i governi stranieri e informino sui relativi legami e finanziamenti.

(7) The Intercept, agenzia di stampa indipendente, inizialmente finanziata dal capitalista Pierre Omidyar, fondatore di EBay.

(8) #NODAPL, altrimenti noto come la protesta contro l'oleodotto del Dakota.

(9) BIPOC, acronimo di “black, indigenous and people of color” (neri, indigeni e persone di colore).

(10) vedi "voto utile" da noi.

Erwin Freed