Post in evidenza

Verso il 10 ottobre

  🔴 No al DDL Antisemitismo ✊🏼 🚩 Verso la grande giornata di lotta di sabato 10 ottobre, tuttə in piazza contro il genocidio, per una Pal...

Cerca nel blog per parole chiave

Visualizzazione post con etichetta 19 giugno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 19 giugno. Mostra tutti i post

SCIOPERO GENERALE E AUTODIFESA PROLETARIA: 18 E 19 GIUGNO IL PCL NELLE LOTTE OPERAIE!

 












Intervento di Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL, alla manifestazione nazionale a Roma di sabato 19 giugno, contro i licenziamenti, la repressione padronale e per ricordare l'assassinio del compagno Adil, operaio, dirigente sindacale del Si Cobas a Novara, ucciso da un crumiro che col camion ha sfondato il picchetto. Investiamo la memoria e il sacrificio di Adil nella battaglia per rovesciare questo sistema marcio! Costruiamo lo sciopero generale, ribaltiamo i rapporti di forza, apriamo dal basso uno scenario nuovo!

Intervento di Luigi Sorge, operaio Stellantis di Cassino, militante dell'Opposizione CGIL e del PCL, alla manifestazione nazionale a Roma di sabato 19 giugno, contro i licenziamenti, la repressione padronale e per ricordare l'assassinio del compagno Adil, operaio, dirigente sindacale del Si Cobas a Novara, ucciso da un crumiro che col camion ha sfondato il picchetto. Non può più scorrere il sangue operaio nelle fabbriche. Alla violenza dei padroni opponiamo l'autodifesa operaia e la forza di massa del movimento operaio! Costruiamo lo sciopero generale di massa, lottiamo per l'alternativa socialista contro il capitalismo!


Abbiamo ricordato l'assassinio del compagno Adil Belakhdim, operaio, dirigente sindacale del SI Cobas a Novara, da parte di un crumiro che col camion ha sfondato il picchetto. Anche per lui saremo in piazza il 19 giugno a Roma!

Contro lo sblocco dei licenziamenti, contro la repressione dello Stato e dei padroni, costruiamo un fronte unitario di lotta, costruiamo uno sciopero generale vero e di massa!

Riprendiamoci ciò che è nostro: nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo operaio della fabbrica! Alla forza e la violenza dei padroni bisogna contrapporre la forza collettiva! Giù le mani dai lavoratori in lotta! Giù le mani dalla classe operaia! Il capitalismo è barbarie: solo la rivoluzione cambia le cose! *** Rimani in contatto con il PCL! *** Il nostro sito: pclavoratori.it Pagina Facebook: facebook.com/PCLavoratori E-mail: info@pclavoratori.it Iscriviti al nostro canale YouTube!
Telegram: t.me/PCLavoratori

Assassinio a Novara

 


Tutti a Roma!

Il PCL esprime il proprio dolore e la piena solidarietà ai lavoratori in lotta e a SICobas per l'assassinio di Adil Belakhdim.

L'assassinio di Adil, operaio, dirigente sindacale del SICobas a Novara, da parte di un crumiro che col camion ha sfondato il picchetto, non è un evento casuale. È il prodotto del clima da Far West che il padronato della logistica ha imposto nel settore, con il ricorso a mazzieri prezzolati come a Tavazzano e a Prato. È il riflesso della criminalizzazione strisciante delle forme di lotta radicali a difesa del lavoro sancita dai decreti Salvini, tuttora pienamente operanti. È questo il contesto che ha armato l'assassino di Adil.

Il governo e i suoi ministri che oggi dichiarano «preoccupazione» per l'accaduto sono i massimi fiduciari di quegli stessi padroni della logistica che ricorrono a misure di terrore contro gli scioperanti. Sono i responsabili politici di quella polizia che lascia fare ai mazzieri e poi inquisisce chi si difende da questi. Si appoggiano in Parlamento su un'unità nazionale che abbraccia quei partiti razzisti e reazionari che hanno promosso le campagne d'ordine contro i picchetti. Sono gli stessi che annunciano lo sblocco generale dei licenziamenti contro cui Adil lottava.

Padroni e governo sono dunque pienamente responsabili dell'accaduto.

Contro padroni e governo c'è una ragione in più per sostenere le lotte operaie, estenderle e unificarle sul terreno dello sciopero generale. Ed anche per affrontare, nella logistica, il tema dell'autodifesa delle lotte stesse contro mazzieri e crumiri.

La manifestazione nazionale a Roma di domani acquista dopo quanto accaduto una importanza ancora maggiore.

Tutti a Roma!

Partito Comunista dei Lavoratori

Il 19 tutte e tutti a Roma, per il diritto di sciopero e unità contro la repressione

 


Pubblichiamo l'appello approvato dall'Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi e del Patto d'azione anticapitalista per un fronte unico di classe tenutasi domenica 6 giugno.


Al centro la proposta rivolta alle diverse organizzazioni del sindacalismo di classe e agli iscritti dei sindacati confederali per uno sciopero generale contro lo sblocco dei licenziamenti.
I compagni e le compagne del PCL hanno votato a favore del testo, valutando positivamente il fatto di rivolgersi alle altre organizzazioni sindacali classiste, e non solo ai loro iscritti, per una promozione unitaria dello sciopero.

Parallelamente abbiamo presentato al voto un ordine del giorno che declinava l'appello in termini più precisi: un appello rivolto anche alla CGIL, al fine di smascherare Landini e parlare coi settori più avanzati della sua base operaia nell'industria; per uno sciopero generale da realizzarsi a ridosso dei giorni dello sblocco dei licenziamenti (30 giugno, 1 luglio) come prima risposta tempestiva. L'ordine del giorno è stato respinto con 53 voti contrari e 14 voti a favore.

Sul dibattito che ha accompagnato la discussione e le prospettive d'azione del Patto torneremo con una nota specifica dopo la manifestazione nazionale del 19 giugno a Roma, che ci vede fortemente impegnati, tanto più dopo l'aggressione infame e squadrista contro i lavoratori a Tavazzano.





APPELLO PER UNO SCIOPERO GENERALE CONTRO I LICENZIAMENTI, LA REPRESSIONE, IL GOVERNO DRAGHI

In queste settimane nei palazzi del potere economico e politico, da Roma a Washington, si respira un’aria di grande ottimismo, se non proprio di festa. Dopo il tonfo dell’economia mondiale nel 2020, il più profondo da decenni, è in moto un processo di rilancio della produzione e dei profitti.

Se questo processo sarà duraturo o no, è tutto da vedere. La sola cosa certa è che è fondato su un enorme indebitamento di stato, e che il peso di questo debito verrà quanto prima scaricato sulla classe lavoratrice.

In Italia è in arrivo lo sblocco formale dei licenziamenti deciso dal governo Draghi dopo che ci sono già stati un massacro di posti di lavoro precari pari a 945.000 unità, in grandissima maggioranza donne, e una grandinata di licenziamenti disciplinari e anti-sindacali di avanguardie di lotta o di semplici lavoratori e lavoratrici con la spina dorsale diritta.

Tra l’estate e l’autunno altre centinaia di migliaia di proletari/e verranno gettati in mezzo a una strada. Nel contempo, agitando il ricatto della disoccupazione e della povertà, il padronato sta intensificando lo sfruttamento del lavoro con forme diffuse di vero e proprio schiavismo, perfino di lavoro totalmente gratuito, ai danni in particolare degli immigrati. Uno degli effetti più scontati e drammatici di questo processo è l’aumento dei morti sul lavoro.

Questo massacro sociale ha bisogno del pugno di ferro dentro e fuori i luoghi di lavoro. È quello che stiamo vedendo negli ultimi mesi contro gli scioperi nella logistica e contro le azioni di lotta dei movimenti sociali. Polizia e carabinieri sono ovunque ci sia un focolaio di lotta, affiancati anche da bande di mazzieri privati.

Davanti a quest’offensiva padronale, che viene dopo una gestione della pandemia sciagurata e criminale, le strutture direttive di CGIL, CISL, UIL si limitano a dichiarazioni verbali di protesta alle quali non segue mai un sola vera iniziativa di contrasto ai padroni e al governo. Anzi quello che continuano a diffondere tra i lavoratori è un sentimento di sfiducia e di passività.

Dal settembre dello scorso anno, invece, l’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi si è impegnata a chiamare all’azione organizzata contro l’asse padronato-governo con ripetuti scioperi e manifestazioni costituendo un piccolo polo di riferimento per quanti/e intendano resistere. Ma siamo coscienti che per fermare questa nuova brutale aggressione del capitale al lavoro salariato è necessaria la scesa in campo di forze molto più ampie di quelle che siamo riusciti finora a mobilitare.

Per questo lanciamo oggi un appello a tutte le forze del sindacalismo di base, ai tanti/e iscritti ai sindacati confederali, anzitutto alla CGIL, sconcertati e scontenti per la politica di subordinazione ai padroni e al governo, ai tantissimi/e giovani senza sindacato e in formazione, per organizzare insieme un grande sciopero generale capace di scuotere l’intera classe lavoratrice e di opporre a Draghi e ai suoi mandanti un fronte di classe forte dei suoi numeri e delle sue ragioni.

Ciò che ci unisce – il no ai licenziamenti, alla repressione, all’intensificazione dello sfruttamento, al militarismo che incrementa spese belliche e missioni di guerra, al razzismo e alla legislazione speciale contro gli immigrati, alla demagogia del “femminismo” di stato proprio mentre peggiora la condizione della grande massa delle donne lavoratrici, alla farsa della “transizione ecologica” – è assai più decisivo di ciò che ci divide.

Mettiamoci perciò al lavoro per preparare insieme una grande risposta di lotta alla Confindustria e al “governo dei migliori” servitori del capitalismo, e lanciare un segnale anche ai proletari degli altri paesi, come hanno fatto le masse oppresse della Palestina e il movimento del Black Lives Matter.

Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi

Aggressione infame di una squadraccia armata

 


Solidarietà ai lavoratori colpiti e al Si Cobas. Tutti a Roma il 19 giugno!

L’aggressione di questa notte al picchetto dei lavoratori di FedEx – Zampieri di Tavazzano (Lodi), da parte di una squadraccia di picchiatori al soldo dell’azienda, è un atto infame.

Al lavoratore gravemente ferito, a tutti i lavoratori coinvolti e al Si Cobas va la nostra piena solidarietà.

Attorno alla lotta esemplare dei lavoratori della FedEx e agli scioperi di solidarietà con questa lotta, il padronato del settore sta rispondendo con la militarizzazione dello scontro. La logistica sta diventando un Far West da primo ‘900 americano, con i padroni che, non contenti dei servizi offerti dalla repressione dello Stato, finanziano direttamente propri corpi militari irregolari per spezzare i picchetti e riportare l’ordine. Mentre la polizia lascia fare, salvo criminalizzare i lavoratori che si difendono. L’obiettivo è piegare la resistenza operaia e buttar fuori dalla logistica il Si Cobas, colpevole di organizzare quella resistenza.

Se passa questa pratica militare nella logistica rischia di estendersi in altri settori. Magari in occasione dello sblocco dei licenziamenti nella grande industria e nell’edilizia. È necessario allora che attorno alla lotta di FedEx e della logistica si sviluppi una attiva campagna di solidarietà militante di tutte le organizzazioni del sindacalismo di classe, al di là di ogni divisione.

Ma è anche necessario mettere a tema la necessità dell’autodifesa organizzata dei lavoratori stessi della logistica. Se i padroni del settore ricorrono a propri mazzieri per attaccare i picchetti, i picchetti hanno diritto di difendersi con gli stessi mezzi, colpo su colpo, come nelle migliori tradizioni del movimento operaio. Non dovrà più accadere che gli sgherri del padrone, armati di spranghe e catene, possano colpire impunemente lavoratori inermi. Dovranno trovare ovunque pane per i loro denti.

Lo sciopero generale della logistica del 18 giugno e la manifestazione nazionale del 19 giugno a Roma sono e saranno una prima risposta e una occasione di denuncia pubblica di ciò che accade. Nella prospettiva dello sciopero generale dei lavoratori e delle lavoratrici, e di tutte le loro organizzazioni.

Partito Comunista dei Lavoratori
I video che mostrano gla squadraccia di mazzieri pagati dai padroni  e la polizia (al servizio dei padroni) che resta a guardare.
Ricordiamocene!

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/11/tnt-fedex-notte-di-tensione-a-lodi-si-cobas-lavoratori-del-presidio-picchiati-con-bastoni-e-sassi-e-la-polizia-non-ha-mosso-un-dito-video/6226867/?pl_id=11&pl_type=category