Post in evidenza

Verso il 10 ottobre

  🔴 No al DDL Antisemitismo ✊🏼 🚩 Verso la grande giornata di lotta di sabato 10 ottobre, tuttə in piazza contro il genocidio, per una Pal...

Cerca nel blog per parole chiave

Visualizzazione post con etichetta 18 febbraio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 18 febbraio. Mostra tutti i post

Conquistiamo il futuro, distruggiamo il capitalismo

 


Conquistiamo il futuro, distruggiamo il capitalismo

Pieno sostegno alla mobilitazione studentesca nazionale di venerdì 18 febbraio

Giuseppe e Lorenzo sono stati ammazzati. Come studenti, come lavoratori, come giovani. Giuseppe e Lorenzo sono stati ammazzati come ogni giorno vengono ammazzati lavoratori e lavoratrici nei posti di lavoro: dallo sfruttamento, dagli orari folli, dalla mancanza di condizioni di sicurezza, dalla mancanza di tutele e diritti.

Giuseppe e Lorenzo non sono morti per una tragica fatalità, ma dalla subordinazione della scuola alla logica dell’impresa, della dittatura del profitto, del capitalismo: una società fallita che non ha più nulla da dare alle giovani generazioni. Nemmeno un mondo in cui vivere. Una società che non si può riformare, ma solo distruggere.

I piagnistei di queste ore di istituzioni, ministri, media e partiti borghesi è l’ipocrisia al quadrato di un sistema criminale e fallito. I responsabili di oggi piangono per poter continuare a governare come prima domani.

La migliore risposta a ciò che è accaduto è invece la lotta che in tutta Italia si sta dispiegando. Una lotta che deve essere sostenuta da tutte le organizzazioni del movimento operaio. Studentesse e studenti in lotta nelle piazze, nelle scuole occupate, nelle mobilitazioni. Nonostante la vergognosa repressione poliziesca. Nonostante i tentativi di intimidazione del governo.

Questa lotta deve estendersi il più possibile, attraverso il coordinamento nazionale di tutte le esperienze di lotta, per un movimento studentesco di massa e democraticamente autogestito. Un movimento studentesco che sappia collegare la critica radicale ai PCTO (e non solo: tagli, scuole a pezzi, classi pollaio, etc.) alla critica generale della scuola sottomessa al capitalismo.

Conquistare il futuro significa farla finita col capitalismo. Farla finita con il capitalismo significa fare la rivoluzione. Fare la rivoluzione significa organizzarsi. Il PCL si batte per questa prospettiva: l’unica prospettiva di progresso per l’umanità intera.

Per Giuseppe e Lorenzo: conquistiamo il futuro, distruggiamo il capitalismo.

Partito Comunista dei Lavoratori

Un altro studente ucciso dall'alternanza scuola-lavoro

 


Lottiamo contro la scuola al servizio del capitalismo e contro le leggi di precarizzazione. Per una mobilitazione studentesca nazionale

Giuseppe Lenoci aveva 16 anni, e come Lorenzo Parelli è morto da studente durante il percorso di alternanza scuola-lavoro.

Già le sentiamo e le vediamo: le lacrime da coccodrillo di tutta la stampa, istituzioni borghesi, e partiti padronali, gli appelli del Ministro Bianchi alla costruzione dei “tavoli tecnici per la maggiore sicurezza in formazione”, le mille parole di lutto per i prossimi tre giorni, le promesse che “mai più” si ripeterà un fatto tanto grave... L’ipocrisia elevata al quadrato di un sistema criminale e fallito, e che tuttavia è capace di strappare la vita a giovani, studenti e lavoratori. Ogni giorno.

Giuseppe e Lorenzo sono stati ammazzati, come vengono ammazzati ogni giorno lavoratrici e lavoratori nei posti di lavoro: dallo sfruttamento, dagli orari folli, dalla mancanza di condizioni di sicurezza, dalla mancanza di tutele e diritti. Giuseppe e Lorenzo non sono morti per una tragica fatalità, ma dalla subordinazione della scuola alla logica dell’impresa e del profitto. Una logica che va ribaltata, se non vogliamo più piangere i nostri morti.

Ma al di là della retorica nauseabonda e dei piagnistei di istituzioni, partiti borghesi e media, la migliore risposta a ciò che è accaduto la stanno già dando studentesse e studenti nelle piazze, nelle scuole, nelle mobilitazioni. Come è stato nelle scorse settimane, nonostante la vergognosa repressione della polizia, e come sarà il 18 febbraio con la manifestazione nazionale a Roma.

Occorre che le organizzazioni del movimento operaio scendano in piazza con gli studenti a sostegno delle loro richieste.

Via l'attuale alternanza scuola lavoro! Via le leggi di precarizzazione del lavoro, sostenute da tutti i governi, che hanno rovinato la vita di una generazione! Il capitalismo è sfruttamento e morte.

Solo un'alternativa anticapitalista, solo un governo dei lavoratori e delle lavoratrici può liberare il futuro.

L'unità di lotta tra studenti e operai è la via per imporlo. Le mobilitazioni del 18 febbraio devono avviare una svolta.

Partito Comunista dei Lavoratori

VIDEO: Contro il governo Draghi! - Marco Ferrando (18 febbraio 2021) - Piazza S.Silvestro - Roma

 


Contro il governo Draghi, per il più ampio fronte unico delle lavoratrici e dei lavoratori!














Intervento del compagno Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL, alla manifestazione unitaria contro il governo Draghi, tenutasi a Roma il 18 febbraio 2021. L’unità nazionale attorno a Draghi richiede la costruzione del fronte unitario più ampio dell’opposizione di classe. I padroni e il governo hanno paura di una sola cosa: la lotta di classe. Al fronte unico di padroni e governo opponiamo il fronte unico delle lavoratrici e dei lavoratori! L'alternativa vera è tra capitale e lavoro. Lottare coerentemente contro il capitalismo e i suoi governi significa battersi per un'alternativa politica anticapitalista e rivoluzionaria. Significa ricondurre ogni lotta alla prospettiva generale di un governo delle lavoratrici e dei lavoratori, basato sulla loro forza e sulla loro organizzazione! Avanti!


Partito Comunista dei Lavoratori


18 febbraio, manifestazione a Roma contro il governo Draghi

 


L’importanza della più ampia unità d’azione. Senza sconti, senza settarismo

Giovedì 18 febbraio a Roma in Piazza San Silvestro si terrà una manifestazione unitaria dell’opposizione di classe contro il governo Draghi. È un piccolo fatto politico. Nelle stesse ore in cui Draghi incassa in Parlamento il voto di fiducia, la piazza di Roma annuncia una opposizione radicale al governo, dal versante dei lavoratori e delle lavoratrici.

Era stata richiesta Piazza Montecitorio, ma la Questura l’ha vietata con motivazioni pretestuose. In realtà il Ministero degli Interni vuole evitare che la vetrina della celebrazione di Draghi possa essere rovinata da una contestazione plateale. Ma faremo il possibile perché l’opposizione si renda visibile.

L’iniziativa ha registrato l’adesione di un arco ampio di sinistre di opposizione, politiche, sindacali, di movimento. Soggetti diversi ovviamente, come in ogni esperienza unitaria: diversi per natura e funzioni; diversi per storia, orientamenti, prospettive. Saranno presenti innanzitutto il Patto d’azione anticapitalista - per il fronte unico di classe e il Coordinamento delle sinistre di opposizione, che al di là della diversità di percorsi e composizione, si sono collocati con chiarezza all’opposizione del governo Conte, rivendicano entrambi l’indipendenza di classe, sostengono rivendicazioni largamente sovrapponibili. Sarà presente Potere al Popolo, nella sua composita e irrisolta articolazione interna. Sarà presente Rifondazione Comunista, assai più incerto inizialmente verso il secondo governo Conte, e reduce dalla recente sottoscrizione di un (incredibile) appello dell’ANPI assieme a PD e M5S, “Per Salvare l’Italia”, e tuttavia oggi collocato chiaramente all’opposizione del governo Draghi. Sul piano sindacale, oltre a SICobas e forse CUB, ha dato l’adesione Riconquistiamo Tutto, l’opposizione interna alla CGIL. Di certo non vi saranno inquinamenti di carattere sovranista e rossobruno, che invece albergano in altre iniziative di valenza ambigua. Forza Nuova non troverà spunti per ammiccare alla nostra piazza, fosse pure strumentalmente, come invece ha potuto fare con altri.

Come PCL ci siamo fortemente spesi, coi nostri limiti, per la convergenza unitaria di giovedì. Naturalmente rivendichiamo la nostra piena autonomia politica, come la riconosciamo ad altri. E autonomia significa libertà di critica anche nei confronti dei soggetti con cui si condivide una convergenza di piazza. Ma salutiamo come assolutamente positiva questa convergenza. L’unità nazionale attorno a Draghi richiede la costruzione del fronte unitario più ampio dell’opposizione di classe. Se c’è una situazione in cui non ha alcun senso una logica di autosufficienza è proprio questa.

Marciare separatamente, colpire insieme: questa elementare politica di fronte unico crediamo debba valere ad ogni livello, anche al livello di un piccolo fronte d’azione dell’avanguardia. Tanto più davanti al governo Draghi. Tanto più in un quadro di arretramento profondo del movimento operaio, dei suoi livelli di mobilitazione, organizzazione, coscienza.

Le posizioni classiste e anticapitaliste non hanno nulla da temere da un allargamento del fronte unitario d’azione. Al contrario, potranno meglio sviluppare in quel contesto la propria battaglia di egemonia. Questa è la cultura leninista del nostro partito: unità d’azione e radicalità di proposta, senza sconti e senza settarismo.

È la posizione che porteremo in piazza a Roma e in ogni ambito dell’avanguardia.




Di seguito il comunicato di convocazione della manifestazione:


Nessuna fiducia al governo dei padroni e delle banche!

Tra mercoledì e giovedì il nuovo governo presieduto da Draghi riceverà la fiducia in Parlamento da tutte le principali forze politiche, con il sostegno aperto della totalità degli industriali, delle associazioni datoriali, dell’UE, di CGIL-CISL-UIL e con l’acclamazione trasversale di tutti gli organi di informazione.

Il nascente governo di unità nazionale ha già annunciato un’ampia ristrutturazione, a partire dalla spartizione delle centinaia di miliardi del Recovery Fund. Un passo ulteriore verso la direzione già segnata negli ultimi mesi di voler scaricare i costi di questa crisi sui lavoratori e sugli sfruttati autoctoni e immigrati.

I lavoratori, i disoccupati, i precari e la grande maggioranza degli studenti, stremati da un decennio di crisi economica e immiserimento, non possono riporre alcuna speranza in questo nuovo governo che, tramite la vuota retorica dell’unità nazionale, ha il compito di imporre ulteriori politiche antipopolari.

È necessario prepararsi ad una lotta serrata per la difesa del lavoro e della salute, a partire dalla battaglia contro lo sblocco dei licenziamenti, dei salari e dei diritti sociali.
Al netto dei cambi di governo bisogna dare seguito ai mesi di scioperi nazionali e di comparto, e che proseguiranno con il prossimo dell’8 marzo, e alle mobilitazioni nazionali per la patrimoniale sulle grandi ricchezze e contro la messa al macello della classe lavoratrice.

Giovedì dalle 14 saremo in Piazza San Silvestro per dire a chiare lettere che non rimarremo a guardare e risponderemo a questa offensiva con la mobilitazione sin dal primo giorno.

AL FRONTE UNICO DEI PADRONI È ORA DI CONTRAPPORRE IL FRONTE UNICO DEI LAVORATORI E DELLE CLASSI OPPRESSE: NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI!

Partito Comunista dei Lavoratori