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Abbattere il capitalismo! Socialism for future!

 


Dichiarazione di emergenza ambientale nazionale, subito!

Testo del volantino del PCL per le manifestazioni del 27 marzo

Le condizioni dell’ambiente naturale stanno peggiorando. La crescita di eventi climatici estremi, crisi sanitarie e grandi migrazioni forzate, sono la conseguenza di una economia basata sul profitto, che ignora i bisogni sociali e distrugge la natura. La competizione fra grandi potenze e borghesie nazionali causa guerre e caos globale, aggiungendo altre catastrofi ad un sistema già distruttivo in tempi di pace.

Questo sistema si chiama capitalismo. Un sistema industriale inefficiente che, per moltiplicare i profitti di pochi, saccheggia il pianeta di una quantità sempre maggiore di materie prime, sbanca territori e brucia foreste, per produrre sempre più merci e rifiuti: così, all’infinito. Una follia, che dev’essere fermata con ogni mezzo possibile!

Il new-green-deal europeo, già di per sé inapplicabile, in quanto inserito nella logica del profitto, è crollato di fronte ai più appetitosi investimenti nell’industria bellica dei vampiri guerrafondai. Così come è fallita l’ultima conferenza ONU sul clima (COP29), sabotata dalle grandi potenze, Stati Uniti in testa.

Le vittorie elettorali delle destre, che negano la crisi ambientale, dimostrano che la riforma ecologica del capitalismo è una illusione. Ed è proprio questa illusione la causa della debolezza dei movimenti ambientalisti e della sinistra: il capitalismo non può essere riformato, va distrutto dalle fondamenta. La sorte del pianeta non può dipendere dagli interessi di pochi miliardari. I capitalisti, la borghesia, sono parassiti, che nascondono l’ignoranza con la potenza della tecnologia. Sono buoni soltanto a distruggere!

Che fare per resistere e contrattaccare? Rifiutare le compatibilità stabilite dalla classe dominante, che vuole conservare lo stato di cose presenti e i profitti derivati dalla distruzione dell’ambiente e dallo sfruttamento dei lavoratori. La produzione dei beni deve essere pianificata, secondo i bisogni sociali e i limiti ambientali. La classe proprietaria concentra ricchezza, potere e strumenti di coercizione, ma è la minoranza. La classe che vive del proprio lavoro o che da esso è esclusa è la grande maggioranza della società. Per questo è possibile rovesciare l’ordine esistente: unitevi al PCL e vedrete che il capitalismo è un colosso con le fondamenta di argilla.

Il nostro programma in sei punti

  • Dichiarazione immediata dell’emergenza nazionale socio-ambientale.
  • Per la nazionalizzazione, senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori, di tutte le aziende che inquinano o licenziano. Ciò include la riqualificazione professionale di tutti i lavoratori delle industrie interessate con garanzia di continuità salariale e il livello dei diritti lavorativi precedenti.
  • Divieto dell’industria pubblicitaria capitalistica che incoraggia il consumo artificiale, confonde e inganna la popolazione. Democratizzazione generale dei mass media, basata sulla proprietà statale con controllo sociale.
  • Per un piano nazionale di riassetto idrogeologico del territorio. Per l’abbattimento degli eco-mostri e riqualificazione delle aree degradate.
  • Apertura di tutte le frontiere ai flussi migratori climatici.
  • Per una patrimoniale straordinaria del 10% sul 10% più ricco e la cancellazione del debito pubblico verso le banche con la loro nazionalizzazione, come fonte di finanziamento di tali misure. Paghi chi non ha mai pagato.

Solo un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e sulla loro forza, può imporre tali misure di svolta, il resto sono solo illusioni!

Partito Comunista dei Lavoratori

Unificare e generalizzare le lotte per l'ambiente!

Verso il 5 giugno, a un anno dagli scioperi mondiali per il clima

È passato più di un anno dal primo sciopero mondiale per il clima, e sono stati milioni gli studenti che sono scesi nelle piazze italiane e nel mondo. Sorge quindi la necessità di definire con chiarezza quale prospettiva dare alle mobilitazioni. È un’esigenza pratica e immediata.


NESSUNA FIDUCIA VERSO I GOVERNI DELLA BORGHESIA

Alle promesse dei politici non sono seguiti i fatti. In ogni Paese i governi e lo Stato tutelano gli interessi dei veri responsabili della crisi climatica, ovvero i capitalisti. I politici non attuano le politiche ambientali necessarie. È un forse un caso? No, ma non è una questione di volontà dei gruppi dirigenti che ci governano, è invece la necessità del sistema di produzione capitalistico a richiedere una continuità irrazionale nelle scelte politiche, volte soltanto alla massimizzazione del profitto. Se in altri Paesi, nell’ambito parlamentare, si trova un maggior successo della “politica ambientale”, non dobbiamo avere nessuna illusione verso le concessioni pseudoambientaliste del capitale. Queste “svolte” politiche vengono costruite ad arte soltanto per disinnescare l’esplosività di un movimento di massa, e non colpiscono minimamente le fondamenta del sistema di produzione, la vera radice di tutti i problemi.


PER UN FRONTE UNICO DI CLASSE E DI MASSA

La crisi sanitaria esplosa in questo periodo di epidemia dimostra come questo sistema sociale ed economico di organizzazione della società è fallito e non ha più nulla da dare alla maggioranza della popolazione. È giunto il momento di rovesciarlo in una prospettiva che possa rispondere alle esigenze della battaglia ambientalista ed alle rivendicazioni sociali del mondo del lavoro.
Una riconversione ecologica dell'economia creerebbe una mole immensa di nuovo lavoro socialmente utile, ma solo il rovesciamento della dittatura dei capitalisti, in ogni paese e in una prospettiva mondiale, potrà aprire la via a questa riorganizzazione razionale dell'economia. Una riorganizzazione ecosocialista, nella quale sarà la maggioranza della società a decidere finalmente come, cosa, per chi produrre, e non un pugno di miliardari.
È urgente più che mai mobilitare il movimento operaio, il solo che, in alleanza con gli studenti, può dare una prospettiva concreta alla battaglia per l’ambiente, in un'ottica rivoluzionaria e anticapitalista.
Quindi bisogna unificare e sostenere le mobilitazioni, a partire dallo sciopero generale dell’istruzione del 5 giugno, promosso da ADL Cobas e sostenuto dal Coordinamento precari della scuola autoconvocati, e dalla mobilitazione nazionale del 6 giugno, promossa dall’appello “Facciamo pagare la crisi ai padroni e ai loro governi!”, nato dal patto unitario d'azione per un fronte anticapitalista, cui il nostro partito aderisce insieme a diversi soggetti politici e sindacali.


UNA PROSPETTIVA SOCIALISTA ANCHE PER L’AMBIENTE

Ora acquistano incredibile importanza le parole d’ordine come la nazionalizzazione, senza indennizzi alla proprietà, delle aziende che inquinano, della sanità e dell’industria farmaceutica e la loro immediata riconversione ecologica sotto il controllo dei lavoratori. Tuttavia, una prospettiva socialista non può limitarsi alla riconversione ecologica delle industrie e relativa cessazione delle tecnologie ad alto tasso entropico. Perché sarà necessario elaborare un bilancio energetico: ovvero un varo del piano energetico nazionale (calcolo dell’energia e della materia consumata in un anno, e bilancio preventivo) relativamente ai beni prodotti. È necessario programmare la quantità di energia utilizzabile per le nuove produzioni rivolte a rispondere ai bisogni reali della maggioranza della popolazione, e non a garantire i profitti di un pugno di capitalisti; definire un tasso programmato di entropia basato sull’impronta ecologica nazionale in rapporto con l’impronta ecologica mondiale.

I militanti del PCL sono impegnati nella costruzione di un partito, in Italia e nel mondo, che lotti per elevare la coscienza politica delle masse alla comprensione della necessità dell’alternativa anticapitalistica e del socialismo. Una società in cui l’umanità possa finalmente prendersi cura della salute propria e del mondo intero.
Lotta con noi!
Partito Comunista dei Lavoratori - Commissione ambiente