Post in evidenza

La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

Cerca nel blog per parole chiave

Visualizzazione post con etichetta lega nord. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lega nord. Mostra tutti i post

L'agguato razzista di Macerata e i suoi responsabili

  
A Macerata un fascista armato dal razzismo, già candidato di Salvini, ha fatto fuoco contro sei persone di nazionalità africana, cui va innanzitutto la nostra piena solidarietà. Il tentativo di Salvini di usare questa aggressione xenofoba per rilanciare la propria campagna razzista è odioso. E ancor più nauseante è l'appoggio entusiasta di Forza Nuova all'aggressore criminale, a riprova del suo timbro fascista.

La verità è che le politiche dominanti di questi anni e decenni hanno arato il terreno della destra peggiore. Sia accumulando miseria e disperazione sociale a vantaggio del profitto, sia dirottando la rabbia sociale contro gli immigrati per impedire che si rivolga contro i capitalisti, sia legittimando la xenofobia con le politiche di segregazione e umiliazione dei migranti. Incluse le politiche del rifiuto: rifiuto di canali umanitari, di una accoglienza dignitosa, di diritti elementari. Gli accordi criminali stipulati da Minniti con le bande dei tagliagola libici per segregare decine di migliaia di migranti in luoghi di tortura e stupri, nel nome della “sicurezza”, hanno concorso pienamente alla legittimazione del razzismo. Perché non è razzista solo il criminale che spara sugli immigrati. Razzista è anche il sottofondo politico e culturale che ha armato la sua mano.

Per queste ragioni non sappiamo che farcene delle parole ipocrite di condanna da parte di Gentiloni, di Matteo Renzi, o del M5S, che ha gareggiato cinicamente con la Lega nel corteggiamento della xenofobia. La battaglia antirazzista e antifascista deve unire più che mai la campagna per la difesa dei migranti alla battaglia contro il capitalismo e tutti i partiti che lo governano, o che ambiscono a governarlo. Il capitalismo è miseria sociale e morale. Solo un governo dei lavoratori può fare pulizia.
Sono, in fondo, le ragioni per una sinistra rivoluzionaria.
Partito Comunista dei Lavoratori

Rastrellamenti cittadini e razzismo istituzionale

Quando la caccia all'emarginato e all'immigrato divengono il leitmotiv trasversale

Dalla Lega Nord al Movimento 5 Stelle, dal PD a NCD, tutte le forze politiche intervengono e vogliono apporre al proprio petto istituzionale le medaglie della nuova gloriosa guerra al migrante, al clandestino, all'irregolare, al povero, al senzatetto.
Decoro, pulizia, ordine, legalità. Parole d'ordine sulla bocca di tutti. Parole d'ordine perfette per scatenare la guerra tra poveri, scatenando gli sfruttati italiani e comunitari contro i diseredati extracomunitari, clandestini e con loro tutti i senzatetto, barboni, clochard.

È così che il governo PD vara il decreto Minniti-Orlando, che va a rafforzare un regime separato per tutti i migranti, permettendo l'accesso al "gratta e perdi" dell'accoglienza solo a pochissimi fortunati; per gli altri esistono i "moderni" campi di concentramento ed espulsione, lo status di sgradito e non riconosciuto "clandestino", il limbo esistenziale dell'irregolare senza diritti. Tutti costretti ad un regime di sorveglianza totale, costante e capillare; a quotidiani trattamenti da criminale nelle strade, con reparti di squadroni della morte di polizia e carabinieri a caccia della minima occasione per appioppare una bella denuncia, un provvedimento di espulsione accompagnato da qualche scarica di botte; un biglietto di sola andata per un CIE, o un CPR; disprezzo e odio di massa in quanto capro espiatorio di ogni problema sociale.

Così, in questo clima da stato d'emergenza, in cui il migrante è il terrorista, il pericolo per la nostra società e il nostro benessere, la causa della nostra disgrazia economica e politica, tutto è consentito.
Nei quartieri popolari, nelle stazioni e nelle piazze vengono messe in moto pattuglie di forze dell'ordine in tenuta da controguerriglia urbana, pronti a frugare nelle tasche, e non solo, di qualsiasi migrante. L'obiettivo è riempire elenchi di destinati ai campi di internamento, comunque li si voglia chiamare.

Così il 2 maggio a Milano, contro questo nemico interno minaccioso e mendicante, alla stazione centrale centinaia di poderosi poliziotti e carabinieri, con tanto di elicotteri e cavalleria, hanno fatto una bella "pulizia" sociale ed etnica della zona, per difendere il diritto dei turisti a non vedere l'esistenza di povertà, miseria e abbandono nella città della moda. Non per nulla, eliminata la "spazzatura" umana, colpevole di essere vittima della disumanità di questo sistema, può passare l'AMSA, per eliminare i giacigli e tutti i pochi averi di chi è stato rastrellato.

Così il 3 maggio, i Vigili urbani della Roma targata Movimento 5 Stelle, in perfetto ossequio ai nuovi poteri affidati dall'assist del PD col Decreto Orlando sulla sicurezza urbana, danno vita ad un'essenziale e strategica retata contro i pericolosissimi ed indecorosi ambulanti (da cui poi, magari, comprano roba a buon prezzo quando non la "requisiscono") provocando la morte di un cinquantatreenne senegalese, Nian Mougette, colpevole di cercare di sopravvivere vendendo qualche cianfrusaglia o qualche vestito contraffatto a turisti e romani. Per lui la morte in una fuga dai manganelli, dall'internamento, dall'espulsione. Per i manager che fanno fallire aziende e organizzano bancarotte, che licenziano migliaia di lavoratori, che fanno morire in incidenti mortali i dipendenti per risparmiare sui costi, che vivono sulla guerra e sulla distruzione di intere società, ci sono premi milionari, benefit stellari accompagnati da onore e gloria.

Così, il presidente della Commissione Ambientale del Comune di Roma, il pentastellato Diaco, di fronte all'inaccettabile immagine dei senzatetto che recuperano un pasto dalla Caritas presso il parco di Colle Oppio, sente un fremito securitario e in difesa del decoro. Come si può accettare che ci siano dei poveri senzatetto e che per di più si presentino in un luogo turistico a prendere quelle poche briciole che la gerarchia ecclesiastica concede per darsi una maschera umana? Questo problema deve essere risolto, e per combattere l'indecenza della povertà non ha trovato miglior soluzione di vietare i pasti serali della Caritas. Se non mangiano se ne vanno, o al massimo muoiono di fame, ma almeno non sporcano e non disturbano i selfie dei turisti.

Non è un caso che il farneticatore Salvini si sia con più forza lanciato ad inneggiare a ruspe, pulizie etniche, rastrellamenti, espulsioni, muri, olio di ricino.
Non è un caso che i Cinque Stelle cavalchino la vergognosa strumentalizzazione del procuratore Carmelo Zuccaro sulle ONG, con cui un pezzo di magistratura cerca di utilizzare i tribunali per far passare il paradigma politico dell'invasione e dell'errore di tentare di salvare le persone buttate in mare dagli scafisti e dai trafficanti, paventando collusioni tra ONG e scafisti (in alcuni casi sicuramente possibili), quando son gli stessi accordi governativi e istituzionali con i vari governi criminali locali che garantiscono a trafficanti, istituzioni, forze militari e di polizia locali enormi flussi di denaro per poter giocare con la vita di masse di disperati.

Solo una mobilitazione generale del mondo del lavoro contro banchieri, padroni, industriali, speculatori e guardie armate di questi poteri potrà mettere in campo una forza uguale e contraria a quella con cui i potenti e loro governi opprimono e reprimono gli sfruttati e gli emarginati. Una vertenza generale che unisca intorno a sé le ragioni di tutti gli sfruttati e di tutti gli emarginati, e che possa aprire la strada alla prospettiva fondamentale di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, l'unico governo che può farla finita finalmente con le leggi liberticide, col razzismo di Stato, con la xenofobia istituzionale.


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

 

COMUNICATO STAMPA: Il "leghista" Merola colpisce ancora

Il Sindaco di Bologna, come un novello Fantomas, ha colpito ancora: ha imposto tali e tante "regole" e tali e tanti divieti da far rinunciare  all'effettuazione della manifestazione "Pratello r'esiste" gli organizzatori di una delle pochissime celebrazioni  sul 25 aprile non retoriche  rimaste in città.  

Soprattutto la richiesta di un'assicurazione di 1 milione di euro a copertura di eventuali danni arrecati a Piazza S. Francesco ha fatto recedere il comitato organizzatore. 
In 9 anni dal varo di questa manifestazione mai era successo che venisse chiesta una polizza assicurativa a copertura di eventuali danni, che peraltro non si sono verificati in alcuna occasione.

Evidentemente Merola ha già introiettato il decreto Minniti sui nuovi poteri che vengono dati ai sindaci, a tal punto da credersi il "podestà" della città,come ai tempi del ventennio mussoliniano! 
Chi votò Merola al ballottaggio durante le elezioni comunali dell'anno scorso come "male minore" per non far vincere la leghista Borgonzoni è servito : l'ineffabile Sindaco PD ex renziano, ma precedentemente bersaniano, ma precedentemente cofferatiano, è in realtà più leghista della Borgonzoni!

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
SEZ. DI BOLOGNA

Nessuna indicazione per il ballottaggio. Il Partito Comunista dei Lavoratori farà opposizione politica e sociale chiunque sia il vincitore.

Comunicato stampa di Ermanno Lorenzoni, candidato sindaco del PCL a Bologna

A fronte di un risultato elettorale piuttosto deludente (anche se prevedibile, visto lo scontento diffuso) c'era da aspettarsi un Merola molto attivo sul piano delle promesse. Nell'ultima settimana l'ineffabile Sindaco ha promesso di tutto, a destra e a manca, ha trovato soldi per fare quasi tutto quello che non ha fatto nei cinque anni passati. A cadere in questa farsa "berlusconiana" finora sono stati solo i Verdi, che si sono addirittura "apparentati", facendosi promettere dal PD cose improbabili (vista la diversità di vedute sul Passante di mezzo e su altre opere). Ma tant'è: probabilmente un Assessorato val bene un Passante!!!

Il Partito Comunista dei Lavoratori al ballottaggio non sosterrà un sindaco uscente espressione dei poteri forti (costruttori e banchieri) di questa città, che ha governato spesso in modo arrogante contro i lavoratori e le loro istanze. Naturalmente non pensiamo neanche che possa essere la Lega Nord - espressione della parte più reazionaria e xenofoba della città - a risolvere i problemi di chi in questi anni ha sofferto più di altri la crisi economica e sociale.

La legge elettorale maggioritaria doppio turno è congegnata in modo da votare "il meno peggio" al secondo turno; noi non ci faremo piacere per forza Merola. Che al ballottaggio vinca il PD o la Lega Nord, il Partito Comunista dei Lavoratori starà sempre dalla parte dell'opposizione sociale dal versante dei lavoratori alla prossima Giunta.


Bologna, 13 giugno 2016
Ermanno Lorenzoni

DOMENICA 8 NOVEMBRE CONTESTIAMO SALVINI, LA LEGA E I NEOFASCISTI

PER L’UNITA’ DEI LAVORATORI, DELLE CLASSI POPOLARI, DEI MOVIMENTI CONTRO TUTTE LE DESTRE: DA RENZI A SALVINI PASSANDO PER GRILLO

Ci troviamo doverosamente nelle strade della nostra città per contestare il comizio di Salvini e la sua variegata corte razzista e neofascista.

Il successo elettorale di Salvini e della Lega è in parte dovuto al declino di Berlusconi e del PDL/Forza italia, e in parte ad un enorme investimento mediatico da parte di un sistema politico che ha assoluta necessità di un polo che rappresenti il popolo di destra e i suoi umori reazionari ai fini dell’alternanza di governo così eternamente confinata entro le compatibilità borghesi (che per inciso fa comodo anche a Renzi); in parte, ancora, alla crisi e al tradimento delle ragioni dei lavoratori e delle classi popolari da parte della sinistra politica e sindacale che lascia campo libero alle truffe comiziesche populiste dello stesso Salvini o di Grillo.

Intuendo questo spazio di consenso Salvini ha completamente convertito la Lega dal federalismo al nazionalismo (non più “Roma ladrona” ma “prima gli italiani”) ha imbarcato i neofascisti di Casa Pound che all’occasione vengono bene per sortite squadristiche contro i militanti di sinistra, e ha sviluppato la più becera retorica xenofoba e razzista contro i migranti, costruendo su questo un momento importante del suo messaggio politico costellato di continue provocazioni (ad es. esempio le ruspe contro i campi rom).

Tutte le ragioni di ordine democratico, sociale, e soprattutto di classe sostengono la necessità che al leghismo/neofascismo venga sbarrata la strada. Per fare questo è assolutamente necessario coinvolgere la classe lavoratrice, gli strati popolari della cittadinanza, dagli indigeni ai migranti, i movimenti di rivendicazione di diritti civili e sociali e gli attori delle mille vertenze sparsi sul territorio.
Ossia, è necessario proporre una risposta determinata e unitaria all’avanzare del leghismo e del neofascismo, a partire dall’organizzazione di momenti unitari di lotta e contestazione, senza che ciò sia ostacolato dalle pur legittime differenze tra ideologie, progetti politici e sindacali.
Solo una risposta di questo tipo può porsi l’obbiettivo di coinvolgere larghe masse e di non rimanere confinato ai cosiddetti “addetti ai lavori”.
Purtroppo dobbiamo constatare che le cose oggi vanno diversamente.
Non condividiamo infatti l’indizione di due appuntamenti diversi, di due piazze, per contestare il comizio di Salvini.
Il rischio reale è non solo quello della divisione, ma anche quello di cadere ineluttabilmente in una logica minoritaria che non solo non danneggia Salvini e il suo progetto politico, ma addirittura gli offre un proscenio mediatico più favorevole e gli consente di presentarsi come un campione di democrazia.

Ovviamente, i compagni del PCL sono in piazza oggi per fare il loro dovere rivoluzionario contro la destra leghista e fascista, ma questo non ci esime dal criticare severamente le modalità che hanno caratterizzato l’organizzazione della giornata odierna e auspichiamo per il futuro di un necessario confronto unitario sul terreno del contrasto alla destra cosi come nel sostegno alle mille vertenze che insistono sul nostro territorio (dalla rivendicazione del diritto alla casa, alle lotte contro i licenziamenti e per un contratto migliore, alla lotta contro la ”buona scuola” e i provvedimenti governativi dai stampo apertamente reazionario e antisociale).

Il PCL aderisce al corteo di solidarietà internazionalista

Il PCL aderisce al corteo di solidarietà internazionalista a fianco di migranti e profughi, per un'Europa senza barriere, indetto dal Si Cobas Bologna, sabato 19 settembre, ore 15

 

Il Partito Comunista dei Lavoratori aderisce alla manifestazione nazionale indetta dal Si Cobas per il prossimo 19 settembre a Bologna per sostenere le ragioni dei migranti e dei profughi che sono giunti e che stanno giungendo nei paesi dell'Unione Europea.
La cosiddetta "emergenza profughi" non è un problema umanitario a seguito di una catastrofe naturale, ma la conseguenza diretta di fenomeni politici che chiamano in causa direttamente il cosiddetto Occidente. La fuga dalla guerra e dalla povertà é figlia diretta delle politiche dei paesi capitalisti, dell'imperialismo dei paesi europei (concretizzatosi anche con veri e propri interventi militari anche da parte dell'Italia come in Libia, con i brillanti risultati oggi evidenti a tutti), del colonialismo e della guerra permanente perseguiti dallo stato sionista israeliano che oggi è di fatto un alleato militare indiretto dell'Isis. La stessa distinzione che i governi Ue vogliono imporre tra profughi di guerra e migranti per motivi economici rispecchia in pieno il classismo a cui si ispirano le varie scelte di politica estera.
Il PCL rigetta ogni approccio "buonista e solidale", ma rilancia la necessità di una politica internazionale rivoluzionaria che ponga il tema della fine dei conflitti e il rovesciamento dei regimi attuali per una transizione verso una federazione laica e socialista nel Medio Oriente, in un quadro in cui venga riconosciuto al popolo curdo il pieno diritto all'autodeterminazione.
Dall'altro versante deve essere lanciata una vera e propria battaglia contro il razzismo istituzionale dei regimi di destra e estrema destra dei paesi dell'est Europa - Ungheria, Polonia, Repubblica ceca; così come contro la campagna di odio della Lega Nord e dei suoi alleati fascisti che ancora una volta tentano di distogliere il proletariato dall'attenzione ai suoi nemici naturali per portarli sul terreno della più becera xenofobia.

Il concentramento del corteo è previsto SABATO 19 SETTEMBRE 2015, ore 15 a Piazza Unità, BOLOGNA:
alle spalle della Stazione centrale della città, circa 600 metri; uscire dal retro in Via Carracci (area della stazione TAV) e prendere via Antonio di Vincenzo (perpendicolare nella zona della via a destra dell’uscita); alla quinta strada a destra – via Donato Creti – girare a destra per 150 metri e arrivate in piazza dell’Unità.
Partito Comunista dei Lavoratori

CON I LAVORATORI MIGRANTI, PER L'UNITÀ DI LOTTA DEL LAVORO!

[testo del volantino che sarà distribuito sabato 13 giugno alla manifestazione regionale dei migranti a Bologna: ritrovo dello spezzone PCL in piazza dell'Unità alle 15]

 Il Partito Comunista dei Lavoratori marcia oggi al fianco dei migranti dell'Emilia- Romagna nella loro lotta per condizioni di vita decenti, contro la linea politica discriminatoria e razzista adottata, in modo più o meno aperto, da tutti i partiti dominanti e presenti in parlamento.


Parla chiaro la risposta delle istituzioni italiane e europee alla tragedia dei milioni di migranti che anno dopo anno cercano un futuro lontano da disoccupazione di massa, guerre, carestie: blocco delle vie di transito, taglio ai fondi per le missioni di soccorso in mare, campi-lager dove detenere i migranti colpevoli di...volere un vita degna! Tutto questo mentre fuori dall'Europa si continua a inondare di armi i paesi (ex)coloniali, dove si provano gli armamenti più sofisticati e letali (droni, missili, bombe...nucleari! Come quelle sganciate pochi giorni fa in Yemen).
L'Unione Europea intanto si barrica dentro i suoi confini e riduce i fondi per il soccorso dei migranti che attraversano il Mediterraneo. Aver coscientemente e volutamente ridotto il soccorso non poteva ridurre le partenze, poteva solo moltiplicare i morti. A tutti gli effetti, proprio per questo, autentici omicidi. Omicidi di cui portano la responsabilità tutti i firmatari della missione Triton, governo italiano e autorità europee in primo luogo. Come tutte le canaglie razziste reazionarie, dai salviniani ai loro simili in tutta Europa, che costruiscono la propria carriera politica ( stipendi e poltrone incluse) alimentando il gioco cinico della paura dei migranti nel più totale disprezzo di ogni senso umano di pietà.
I capitalisti e i loro partiti non fanno che approfondire la crisi che loro stessi hanno creato, continuando a fare danni dopo aver schiavizzato e spolpato interi continenti.

LE FALSE “SOLUZIONI”
Ora gli stessi responsabili italiani ed europei dell'ecatombe in corso, si affrettano ad annunciare “soluzioni”. Ma le “soluzioni” sono tanto poco credibili quanto coloro che le propugnano.
“Blocco navale davanti alle coste libiche” grida Salvini, “per respingere l'invasione”. Questa “soluzione” significherebbe abrogare il diritto di fuga e di asilo dei profughi di guerra, consegnandoli ai loro aguzzini.
Azione di polizia internazionale, targata UE e ONU, davanti alle coste libiche, per istituire centri di identificazione e smistamento dei migranti” propone Renzi. Questa “soluzione” ipotizzata da ambienti del governo italiano, a prescindere da ogni problema di praticabilità, si scontra con un interrogativo elementare: quale sarebbe il criterio dello smistamento? Si dice che occorrerebbe distinguere tra “migranti economici” e profughi di guerra, i primi da respingere e i secondi da accogliere. Ma non è chiaro che il grosso del flusso è oggi una fuga dalla morte? La verità è che si cerca il modo di bloccare la fuga dalla morte di masse umane disperate istituendo una barriera “legale” e “democratica” di respingimento. Potrebbe essere forse una “soluzione” per Renzi e i governi europei: si fa mostra di bloccare l'afflusso con argomenti “umanitari”, non si paga il prezzo d'immagine delle morti in mare, si contrasta la concorrenza elettorale dei Salvini di turno. Ma sarebbe una “soluzione” per i migranti quella di morire nel deserto, o di tornare nelle fauci delle proprie domestiche dittature sanguinarie, o di finire preda e trofeo dell'ISIS?

L'IPOCRISIA DEI GOVERNI BORGHESI EUROPEI
La verità è che i governi borghesi d'Europa, senza eccezione alcuna, cercano una soluzione per sé, non per i migranti. Di fronte alla più grande migrazione di massa del secondo dopoguerra, ogni regime borghese cerca il massimo utile per gli interessi della propria classe col minimo prezzo in termini di consenso. A questo sono servite e servono le leggi anti-migranti nella UE. Non hanno bloccato la migrazione, perché nessuna migrazione dalla fame e dalla morte può essere bloccata. In compenso hanno trasformato la vita di grandi masse di migranti in un inferno “clandestino” quotidiano, merce ricattabile per il massimo profitto delle imprese, e per di più oggetto di aggressioni xenofobe e concorrenze elettorali.
Oggi la storia si ripete. Di fronte alla nuova tragica impennata del flusso migratorio, per di più “incontestabile” trattandosi di profughi, si cerca di mascherare il loro respingimento con argomenti “umanitari” e persino “democratici”( lotta agli “scafisti schiavisti”, ai possibili “terroristi” ISIS mascherati, alla “tragedia delle morti in mare”). In realtà otterranno solo due risultati: renderanno ancor più difficile e disperata la fuga, accrescendo il rischio di morte. Creeranno una nuova leva di massa di cosiddetti “clandestini” da sfruttare entro le proprie frontiere.
Le grandi migrazioni di masse umane sono sempre state nella storia un riflesso di disuguaglianze e contraddizioni planetarie. Così fu a fine 800 e primo 900 nelle migrazioni europee verso le Americhe. Così è oggi nelle grandi migrazioni africane e asiatiche in Europa.
Quanto agli accoglimenti “legali”, ridotti al minimo, ogni Stato cercherà di scaricare sull'altro il fardello dei relativi costi di accoglienza riducendo al minimo, sotto ogni più elementare livello di decenza, i “costi” di accoglienza della “propria quota”. Non senza mangiatoie di sprechi e ruberie, gestite da cooperative bianche e “rosse” sulla pelle dei migranti, ridotti ad appestati senza diritti nei campi di detenzione senza aver commesso alcun delitto.
La differenza è che le stesse migrazioni prodotte dai crimini imperialisti trovano oggi un'Europa in declino, stagnante, distruttrice di posti di lavoro e di diritti dei propri proletari. E quindi un'Europa ancor meno “accogliente” dell'America di un secolo fa. Dovrebbe essere una ragione in più perché il movimento operaio europeo faccia quanto fece il movimento socialista americano del primo 900: una battaglia contro la xenofobia, contro le leggi anti-migranti, per la fratellanza tra gli sfruttati e gli oppressi al di là di ogni confine e bandiera.

PER UNA SOLUZIONE SOCIALISTA DEL DRAMMA MIGRATORIO

No ai respingimenti, aperti o mascherati, dei migranti.
Per un piano di accoglienza dignitosa dei migranti, a partire dai profughi, su scala europea.
Per una libera circolazione dei migranti in Europa.
Cancellazione delle leggi anti migranti, in ogni paese e su scala europea. A parità di diritti parità di lavoro, tra lavoratori europei e migranti
Ripartizione fra tutti del lavoro esistente, con la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga. A vantaggio dei lavoratori europei e migranti.
Piano del lavoro, in ogni paese e su scala europea, per opere sociali, finanziato dalle grandi ricchezze. A vantaggio dei lavoratori europei e migranti.
Requisizione, in ogni paese, dei grandi patrimoni immobiliari, per dare reale diritto di abitazione a lavoratori europei e migranti.

Altro che balbettii “umanitari” delle sinistre riformiste europee!
Solo un governo dei lavoratori, in ogni paese e su scala europea, può seriamente affrontare la
tragedia migratoria nell'interesse comune degli sfruttati.
Solo gli Stati Uniti Socialisti d'Europa possono incoraggiare in tutti i continenti la lotta e ribellione degli sfruttati contro la dominazione del capitalismo e dell'imperialismo.
Per recidere alla radice la causa stessa dell'emigrazione di massa.
Solo la rivoluzione cambia le cose”. Per tutti: europei e migranti.