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UE, un altro mattone nel muro della “fortezza Europa”

 


Il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento sui rimpatri, approfondendo una politica migratoria reazionaria. L’estrema destra e Trump stanno provocando una forte reazione, che si è manifestata con mobilitazioni di massa contro le loro politiche negli Stati Uniti e nel Regno Unito. L’unità d’azione nella mobilitazione e il fronte unico sono strumenti potenti per contrastarli. L’alternativa alla barbarie è il socialismo, in un mondo senza frontiere

UN SALTO NELLA POLITICA DI ESPULSIONE

Dopo aver ottenuto l’approvazione degli Stati membri (il Consiglio) alla fine dello scorso anno, l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha approvato il regolamento sui rimpatri, che prevede: la creazione di centri di rimpatrio in paesi terzi, l’estensione della durata della detenzione, la sospensione delle prestazioni sociali, i controlli d’identità, le ispezioni nei luoghi di lavoro e i divieti di ingresso. Inoltre, ha aperto la porta alla cooperazione con regimi extracomunitari, cosa che non è nuova ma che ora ha subito una legittimazione.

Nel testo, che è stato ratificato al Parlamento Europeo con i voti del Partito Popolare Europeo, dei conservatori e dell’estrema destra, è stato eliminato il punto più controverso, ovvero la possibilità di effettuare ricerche porta a porta di persone prive di documenti, come fanno gli agenti incappucciati dell’ICE negli Stati Uniti. Ma è possibile che si tratti solo di una soluzione momentanea, poiché il Consiglio non respinge le retate e gli arresti domiciliari, per cui rimane aperta la possibilità che vengano inclusi in seguito a negoziati istituzionali. Hanno così aggiunto un nuovo mattone alle mura della “fortezza Europa”.

GRADUALE SVOLTA DI NORMALIZZAZIONE DELL’ESTREMA DESTRA

L’idea di esternalizzare la politica di asilo (trasferimento forzoso in paesi diversi da quelli di sbarco e di destinazione, ndt) non è nuova per l’UE. In passato era stata scartata più volte per questioni legali, ma ora è una realtà. Le decisioni adottate continuano a smantellare il “cordone sanitario” contro l’estrema destra e, di conseguenza, contribuiscono alla sua normalizzazione istituzionale e sociale.

Nel corso del 2015 è scoppiata una crisi migratoria quando un milione di rifugiati raggiunse i confini europei. Da allora, il blocco delle entrate ha seguito una via altalenante, ma in una direzione chiaramente reazionaria, manifestatasi con le crisi delle navi come la Ocean Viking e molte altre, bloccate nel Mediterraneo.

L’arrivo di barconi che vengono abbandonati al loro destino o a cui viene impedito l’ingresso dalle autorità europee fa sì che molti finiscano in fondo al mare. I dati di varie ONG, diverse fra loro (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Caminando Fronteras, ecc.) ma concordi nelle stime, danno per scontato che si tratti di cifre sottostimate a causa delle imbarcazioni scomparse e delle morti non registrate. Alcuni dati approssimativi mostrano l’orrore che l’Europa sta alimentando: nel 2025, via mare, sono morti tra 2.000 e 2.500 persone. In rotta verso la Spagna, su piccole imbarcazioni, sono morte 3.090 persone, di cui 437 bambini.

NON SONO EPISODI OCCASIONALI, MA UNA DERIVA DURATURA

La prossima estate entrerà in vigore il Patto sull’asilo e la migrazione, con la creazione di centri di rimpatrio verso paesi terzi – senza che sia necessario alcun tipo di legame con il luogo di destinazione – ma previo accordo con gli Stati membri. Nel 2018 si era tentato di creare delle “piattaforme di sbarco”, progetto che però dovette essere abbandonato a causa dei dubbi sulla sua legalità. Fu allora che gli accordi migratori con la Turchia aprirono la strada a comprare con milioni di euro i governi dei paesi di origine e di transito in cambio del blocco delle imbarcazioni nel Mediterraneo.

La crescente “mano dura” sull’immigrazione è una tendenza che si consolida. Nel 2025 in Francia, Macron ha schierato 4.000 agenti di polizia per effettuare retate nelle stazioni degli autobus e dei treni, e da tempo promuove una legislazione anti-immigrati. Nel Regno Unito, guidato dai pseudoprogressisti del Partito Laburista, si è festeggiato un numero “record” di retate in luoghi come saloni di manicure, lavanderie e parrucchieri. In Belgio, il governo sta valutando la possibilità di consentire alla polizia di perquisire le abitazioni. E la prima ministra italiana Giorgia Meloni è l’avanguardia dell’esternalizzazione delle espulsioni: con l’appoggio della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha promosso la creazione di centri di detenzione temporanea in Albania.

PEDRO SANCHEZ NON ALTERA LA REGOLA

Il presidente spagnolo Pedro Sánchez (PSOE) ha adottato alcune misure parziali che si allineano rigorosamente alla dinamica dominante, mentre critica Trump. Ma non bisogna lasciarsi ingannare: il suo partito è un pilastro del regime del ’78, plasmato dal franchismo con un’impronta razzista. Non mette in discussione le normative europee, ha accordi con il Regno del Marocco per fermare l’immigrazione in quel paese e reprimere alla frontiera meridionale spagnola, che è la porta d’ingresso in Europa, come hanno fatto le forze di entrambi i paesi uccidendo più di 40 persone alla frontiera di Melilla. Mantiene in vigore la nefasta legge sull’immigrazione ed effettua anche rimpatri immediati. Le quote di migranti che ammette si basano sulla necessità di disporre di manodopera a basso costo che mantenga in piedi i fondi pensionistici. Lo fa perché il suo governo è molto contestato, ha bisogno di riconquistare i settori che si sono allontanati e intende guidare un fronte “progressista” internazionale insieme ad altri riformisti.

In definitiva, le pratiche reazionarie, discriminatorie e violatorie dei diritti umani non sono solo patrimonio dei governi ultranazionalisti, ma anche dei liberali e di coloro che si definiscono falsamente “socialisti” e “di sinistra”.

MOBILITAZIONI DI MASSA NEGLI USA E NEL REGNO UNITO

Il corso degli imperialismi europei procede all’ombra dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), il cui operato è noto per le misure razziste e la brutalità disumana dei suoi agenti. Ma questo non è l’unico aspetto della crescente polarizzazione politica e sociale che attraversa il mondo.

Trump è messo sotto scacco dalle mobilitazioni. Centinaia di migliaia di persone hanno dato vita a una nuova ondata di mobilitazioni in tutti gli Stati Uniti, articolate attorno al movimento “No Kings”, con circa 3.300 marce in città grandi, medie e in zone rurali. Si tratta della terza grande mobilitazione nazionale dal 2025. I cortei di massa, con cori, costumi e cartelli, sono un riflesso della repulsione nei confronti di Trump come un fenomeno che trascende i grandi centri urbani e raggiunge persino gli stati tradizionalmente conservatori.

Le cause di questa esplosione sono legate alla svolta autoritaria e bellicista del governo di Trump: l’uso intensivo di ordini esecutivi per aggirare il Congresso, gli interventi militari in Palestina e in Iran, la repressione migratoria — con retate, deportazioni e violenze da parte della polizia — e una politica economica che aggrava la crisi del costo della vita. Trump è un mostro che va sconfitto!

E nel Regno Unito, che non fa parte dell’Unione Europea, mezzo milione di persone è sceso in piazza a Londra per protestare contro l’avanzata dell’estrema destra e le guerre in Iran e a Gaza. Gli slogan principali univano il rifiuto del razzismo e dell’islamofobia, la difesa dei rifugiati e una forte denuncia contro figure dell’estrema destra come Nigel Farage (Reform UK), insieme a critiche agli agitatori reazionari e al ruolo delle potenze occidentali nei conflitti internazionali.

La mobilitazione ha anche messo in discussione il governo del Partito Laburista guidato da Keir Starmer, accusandolo di aver abbandonato i propri principi storici e di mostrare complicità o passività di fronte alle offensive di Stati Uniti e Israele in Medio Oriente. In questo contesto, la protesta ha espresso non solo un rifiuto dell’estrema destra ma anche una crescente rottura con il Labour, che settori della sinistra ritengono responsabile di non offrire una reale alternativa all’avanzata reazionaria.

UNITÀ NELLA MOBILITAZIONE PER I DIRITTI UMANI E DEMOCRATICI

La svolta reazionaria nell’UE e in altri governi europei riprende il programma e le misure dell’estrema destra. Per questo respingiamo il Regolamento sul rimpatrio, il Patto sull’asilo e la migrazione e ogni politica di esternalizzazione delle frontiere, di detenzione e di espulsione dei migranti. Nessuna persona è illegale!

Difendiamo l’apertura delle frontiere, il pieno diritto a emigrare, all’asilo, la chiusura dei centri di detenzione e la fine immediata dei respingimenti. Lottiamo per la cancellazione delle leggi reazionarie e per il riconoscimento di tutti i diritti politici, sociali e lavorativi per i migranti, a parità di condizioni con la classe lavoratrice autoctona. Documenti per tutti, subito!

Lottiamo per la più ampia unità d’azione per affrontare queste politiche nelle strade, promuovendo l’organizzazione indipendente dei lavoratori, dei migranti e dei rifugiati. Solo attraverso una mobilitazione di massa e prolungata sarà possibile sconfiggere questa offensiva reazionaria. C’è bisogno di un movimento intercontinentale in difesa dei diritti dei migranti!

SOCIALISMO O BARBARIE. PER UN MONDO SENZA FRONTIERE

La radice di queste politiche è in un sistema capitalista in crisi che ha la necessità di dividere la classe lavoratrice per mantenere i propri profitti. Per questo motivo la lotta contro il razzismo, le espulsioni e la “fortezza Europa” è indissolubilmente legata alla lotta per una soluzione socialista, basata sulla solidarietà internazionale e sul governo dei lavoratori. Socialismo o barbarie è un’alternativa sempre più attuale, e che richiede di lottare per un mondo senza frontiere.

Florencia Salgueiro

Blocco navale e memoria nazionale

 


La gara tra Salvini e Meloni contro i migranti. Le responsabilità del centrosinistra

18 Settembre 2023

Torna l'evocazione del blocco navale per fermare le partenze dei migranti dalla Tunisia. Prima sulla bocca di Salvini, poi di Meloni. È il vecchio cavallo di battaglia elettorale della destra, alla fine rispolverata come “misura risolutiva”, in un gioco di scavalcamenti interni alla maggioranza di governo.
A prescindere da ogni altra considerazione, si potrebbe facilmente obiettare che non esiste flotta navale che possa sorvegliare l'intera costa nord-africana. Che se mai esistesse, sarebbe un atto di guerra contro i paesi coinvolti. Che l'atto di guerra sarebbe tanto più paradossale nei confronti di un governo tunisino col quale Meloni aveva concordato in cambio di soldi proprio il blocco delle partenze. Quello stesso governo Saied, dispotico e torturatore, della cui “democrazia” il governo italiano si è fatto garante. Sono le obiezioni scontate e ricorrenti dal versante democratico o liberale.

Ma noi vogliamo ricordare un episodio rimosso dalla memoria nazionale liberaldemocratica, e purtroppo anche da quella della sinistra. Un blocco navale anti-immigrati ci fu, da parte italiana. Fu sperimentato nel 1997. Il bersaglio dell'epoca era l'”invasione degli albanesi”. Una nave militare italiana, la corvetta Sibilla, speronò per l'occasione un barcone carico di migranti, affondandolo. I morti furono più di cento. Molti di loro giacciono ancora in fondo al mare del Canale d'Otranto. Le disposizioni del blocco non erano venute da un governo di destra, ma dal governo di centrosinistra di Romano Prodi, allora sostenuto da Rifondazione Comunista. Lo stesso governo che varò i campi di detenzione per i migranti, la Legge Turco-Napolitano. Come si vede, non è necessario essere di destra per fare politiche reazionarie in fatto di immigrazione. Il centrosinistra ha concimato il terreno, la destra peggiore ha raccolto.

Certo, l'attuale governo Meloni rilancia il peggio delle posture reazionarie contro i migranti. Dal suo insediamento ha fatto di tutto: ha colpito i poteri di intervento delle ONG costringendole a un solo salvataggio e a porti lontani; ha esteso i rimpatri ai territori di transito, e non solo ai paesi di provenienza; ha progettato la moltiplicazione dei centri di detenzione amministrativa (i famigerati CPR), estendendo ora la durata della detenzione a 18 mesi; ha ridotto le spese di sostentamento per i minori non accompagnati; ha ridotto l'assistenza legale per i richiedenti asilo... E infine, come abbiamo ricordato, ha replicato col dittatore Saied il memorandum d'intesa già stipulato da Minniti coi tagliagola libici: soldi e patrocinio politico presso il Fondo Monetario Internazionale in cambio della segregazione o espulsione dei migranti che intendessero prendere il mare. Magari respingendoli nel deserto, come tante volte è già avvenuto.

L'obiettivo propagandato è sempre lo stesso: il blocco delle partenze. L'unico vero terreno d'intesa a livello europeo tra i governi capitalisti di ogni colore.
Ma l'esperienza dimostra che le peggiori misure o minacce non possono bloccare la fuga dalla fame, dalle torture, dalla privazione di libertà, dai disastri climatici, dalle guerre, tutti doni del capitalismo in Africa e Medio Oriente. Possono solo moltiplicare i crimini contro i migranti e le loro sofferenze, in cambio di voti.
Solo una soluzione anticapitalista internazionale può liberare l'umanità dall'orrore. Il resto è già stato sperimentato, sotto ogni bandiera

Partito Comunista dei Lavoratori

Un gattopardo per decreto

 


Il salvinismo senza Salvini

È un po' la solita solfa gattopardesca: il nuovo decreto sicurezza varato in questi giorni dal governo vorrebbe apparentemente avere grande impatto progressista, giustificando la discontinuità da Salvini, ma così non è. Vediamo.

Una questione su tutte riguarda le navi delle ONG. Non ci saranno le grandi multe ideate da Salvini per le navi che violino il divieto di ingresso imposto dall’ex ministro nelle acque territoriali italiane (la questione verrà rimandata in ultima istanza al ministero) e le sanzioni torneranno quelle ante Salvini del codice della navigazione (tra 10 mila e 50 mila euro), ma potranno essere decise, grazie alla trasformazione del reato da amministrativo a penale, solo da un giudice a fine processo.

Altro aspetto negativo è la modifica all’articolo 2 del decreto («Disposizioni in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale») che prevede per questa riforma un ulteriore appesantimento al diritto di asilo, ovvero avranno la possibilità di chiedere il diritto di asilo solo i migranti presenti nei “centri d’accoglienza”, invece per i migranti soccorsi in mare la richiesta è nei fatti respinta.

La politica di questo governo è sempre la medesima di tutti i governi sia di centrodestra che di centrosinistra; la musica è sempre la stessa, lo stesso è lo spartito di Minniti e Salvini, ovvero la criminalizzazione del soccorso in mare.

Migranti che fuggono da situazioni di guerra, migranti che fuggono dall'ipersfruttamento del capitalismo italiano, tedesco, cinese ecc. trovano qui invece che una dovuta accoglienza umana, un vero e proprio muro fatto di assenza di empatia. Insomma, si cambia tutto per non cambiare nulla.

Partito Comunista dei Lavoratori

Il governo giallo-verde dichiara guerra ai migranti

Costruiamo il fronte unico di classe e di massa contro il razzismo e lo sfruttamento

La vicenda della nave Aquarius segna un balzo in avanti delle politiche di aggressione ai diritti di rifugiati e migranti poveri dei governi italiani. Le vite di esseri umani senza alcuna speranza, oltre a quella di fuggire da condizioni di miseria, povertà e guerra, sono trasformate in merce per barattare consenso elettorale – in campagne elettorali senza fine – e rapporti di forza tra governi e borghesie in Europa.

Dopo le politiche concentrazionarie e razziste di Minniti e Orlando e del governo PD, ora arriva l'operazione a guida Salvini (Lega)-Toninelli (M5S): chiudere i porti italiani alle ONG condannando a morte centinaia di persone per fame, sete e assenza di cure mediche.

La prima vicenda si sta già consumando in queste ore, con la chiusura dei porti italiani per la nave Aquarius con 629 persone a bordo – di cui 88 donne e 7 incinte, 11 bambini piccoli e 123 minori non accompagnati. Quella nave ha una capacità di trasporto di 550 persone, alla faccia delle vergognose affermazioni di disprezzo delle condizioni umane del ministro delle Infrastrutture Toninelli, secondo cui "su quella nave si sta bene". Si sta talmente bene che mancano le possibilità di medicare e curare persone che hanno subito torture nelle traversate e che sono ustionate da mix di cherosene e acqua di mare. I viveri cominciano a scarseggiare, non sono arrivati rifornimenti e aiuti, e le scorte non basterebbero a raggiungere il porto di Valencia, considerato che il nuovo governo spagnolo di Sanchez ha dato la propria disponibilità ad accogliere i profughi in mare.

Nel frattempo altri migranti sono stati salvati in queste ore da navi militari e pescherecci, al largo della Libia, per un totale di oltre 900 persone, e Salvini ha già annunciato la stessa linea "dura", sulla pelle di questi disperati, per rafforzare la propria posizione politica nel governo italiano e in Europa. Giochi di potere macchiati di sangue e di incitamento al razzismo e alla violenza della guerra tra poveri.

Era prevedibile, infatti, che il governo giallo-verde, in evidente difficoltà per non poter mantenere le sue promesse su misure economiche populistiche - già ampiamente ritrattate rispetto ai proclami iniziali - deviasse tutta l'attenzione sulla guerra ai migranti per mostrarsi forte, compatto e capace di agire sul piano internazionale.
Ieri è toccato al sindacalista dell'USB Sacko – che ha aperto una finestra sulla "pacchia" che sono costretti a subire gli immigrati col lavoro nero, il caporalato, le nuove forme di schiavismo, oggi tocca ai migranti e ai rifugiati su quelle navi, domani toccherà alle enormi masse di proletari e sottoproletari di ogni nazionalità e provenienza, autoctoni o meno.

Se i lavoratori e le lavoratrici non comprendono il legame che unisce le condizioni dei migranti e quelle degli sfruttati e degli oppressi italiani, presto diventeremo tutti carne da macello per i banchetti di padroni, banchieri, sfruttatori e organizzazioni mafiose.
Clandestini, immigrati e italiani sono vittime di una concorrenza al ribasso e di una guerra tra poveri che non fa che indebolirli di fronte alle aggressioni e ai peggioramenti delle condizioni generali, portate avanti da tutti i governi che si sono susseguiti fino ad oggi al potere.
L'unica salvezza è l'unità di tutti i lavoratori e le lavoratrici, di tutti i disoccupati e le disoccupate, di tutte le identità e nazionalità oppresse, contro un sistema che non fa che mietere vittime tra chi è sfruttato, mettendo uno contro l'altro ultimi e penultimi per facilitarsi il lavoro.

Ci appelliamo, quindi, a tutte le forze sindacali, della sinistra e di movimento, che si schierano coerentemente a difesa delle classi sfruttate e oppresse, a lanciare momenti di protesta unitari e plurali con cui condannare le politiche migratorie di questo nuovo governo, a pretendere la riapertura dei porti per il salvataggio dei migranti, per contrastare l'ondata di razzismo alimentata dalle attuali forze politiche al potere, in continuità con quelle precedenti.

Costruiamo il fronte unico di massa e di classe subito!

In queste mobilitazioni è importante la discesa in campo di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, a partire dai portuali e dai marittimi, e da tutti i settori in cui alta è la presenza di lavoratori di origine straniera, nella prospettiva di uno sciopero generale contro il razzismo e le leggi discriminatorie – dalla Bossi-Fini ai decreti Minniti-Orlando, contro le nuove organizzazioni fasciste e contro il nuovo governo giallo-verde, che ha già cominciato a macchiarsi del sangue dei lavoratori e dei migranti. Una mobilitazione generale che rivendichi un salario minimo intercategoriale a 1500 euro e la ripartizione del lavoro esistente – per lavorare meno e lavorare tutti; la battaglia al precariato con l'abolizione di tutte le leggi dal pacchetto Treu al Jobs Act e la guerra a tutte le forme di lavoro nero e di caporalato; la garanzia di servizi pubblici, gratuiti, universali e di qualità dalla sanità al trasporto, dalla casa all'istruzione.
Partito Comunista dei Lavoratori

Rastrellamenti cittadini e razzismo istituzionale

Quando la caccia all'emarginato e all'immigrato divengono il leitmotiv trasversale

Dalla Lega Nord al Movimento 5 Stelle, dal PD a NCD, tutte le forze politiche intervengono e vogliono apporre al proprio petto istituzionale le medaglie della nuova gloriosa guerra al migrante, al clandestino, all'irregolare, al povero, al senzatetto.
Decoro, pulizia, ordine, legalità. Parole d'ordine sulla bocca di tutti. Parole d'ordine perfette per scatenare la guerra tra poveri, scatenando gli sfruttati italiani e comunitari contro i diseredati extracomunitari, clandestini e con loro tutti i senzatetto, barboni, clochard.

È così che il governo PD vara il decreto Minniti-Orlando, che va a rafforzare un regime separato per tutti i migranti, permettendo l'accesso al "gratta e perdi" dell'accoglienza solo a pochissimi fortunati; per gli altri esistono i "moderni" campi di concentramento ed espulsione, lo status di sgradito e non riconosciuto "clandestino", il limbo esistenziale dell'irregolare senza diritti. Tutti costretti ad un regime di sorveglianza totale, costante e capillare; a quotidiani trattamenti da criminale nelle strade, con reparti di squadroni della morte di polizia e carabinieri a caccia della minima occasione per appioppare una bella denuncia, un provvedimento di espulsione accompagnato da qualche scarica di botte; un biglietto di sola andata per un CIE, o un CPR; disprezzo e odio di massa in quanto capro espiatorio di ogni problema sociale.

Così, in questo clima da stato d'emergenza, in cui il migrante è il terrorista, il pericolo per la nostra società e il nostro benessere, la causa della nostra disgrazia economica e politica, tutto è consentito.
Nei quartieri popolari, nelle stazioni e nelle piazze vengono messe in moto pattuglie di forze dell'ordine in tenuta da controguerriglia urbana, pronti a frugare nelle tasche, e non solo, di qualsiasi migrante. L'obiettivo è riempire elenchi di destinati ai campi di internamento, comunque li si voglia chiamare.

Così il 2 maggio a Milano, contro questo nemico interno minaccioso e mendicante, alla stazione centrale centinaia di poderosi poliziotti e carabinieri, con tanto di elicotteri e cavalleria, hanno fatto una bella "pulizia" sociale ed etnica della zona, per difendere il diritto dei turisti a non vedere l'esistenza di povertà, miseria e abbandono nella città della moda. Non per nulla, eliminata la "spazzatura" umana, colpevole di essere vittima della disumanità di questo sistema, può passare l'AMSA, per eliminare i giacigli e tutti i pochi averi di chi è stato rastrellato.

Così il 3 maggio, i Vigili urbani della Roma targata Movimento 5 Stelle, in perfetto ossequio ai nuovi poteri affidati dall'assist del PD col Decreto Orlando sulla sicurezza urbana, danno vita ad un'essenziale e strategica retata contro i pericolosissimi ed indecorosi ambulanti (da cui poi, magari, comprano roba a buon prezzo quando non la "requisiscono") provocando la morte di un cinquantatreenne senegalese, Nian Mougette, colpevole di cercare di sopravvivere vendendo qualche cianfrusaglia o qualche vestito contraffatto a turisti e romani. Per lui la morte in una fuga dai manganelli, dall'internamento, dall'espulsione. Per i manager che fanno fallire aziende e organizzano bancarotte, che licenziano migliaia di lavoratori, che fanno morire in incidenti mortali i dipendenti per risparmiare sui costi, che vivono sulla guerra e sulla distruzione di intere società, ci sono premi milionari, benefit stellari accompagnati da onore e gloria.

Così, il presidente della Commissione Ambientale del Comune di Roma, il pentastellato Diaco, di fronte all'inaccettabile immagine dei senzatetto che recuperano un pasto dalla Caritas presso il parco di Colle Oppio, sente un fremito securitario e in difesa del decoro. Come si può accettare che ci siano dei poveri senzatetto e che per di più si presentino in un luogo turistico a prendere quelle poche briciole che la gerarchia ecclesiastica concede per darsi una maschera umana? Questo problema deve essere risolto, e per combattere l'indecenza della povertà non ha trovato miglior soluzione di vietare i pasti serali della Caritas. Se non mangiano se ne vanno, o al massimo muoiono di fame, ma almeno non sporcano e non disturbano i selfie dei turisti.

Non è un caso che il farneticatore Salvini si sia con più forza lanciato ad inneggiare a ruspe, pulizie etniche, rastrellamenti, espulsioni, muri, olio di ricino.
Non è un caso che i Cinque Stelle cavalchino la vergognosa strumentalizzazione del procuratore Carmelo Zuccaro sulle ONG, con cui un pezzo di magistratura cerca di utilizzare i tribunali per far passare il paradigma politico dell'invasione e dell'errore di tentare di salvare le persone buttate in mare dagli scafisti e dai trafficanti, paventando collusioni tra ONG e scafisti (in alcuni casi sicuramente possibili), quando son gli stessi accordi governativi e istituzionali con i vari governi criminali locali che garantiscono a trafficanti, istituzioni, forze militari e di polizia locali enormi flussi di denaro per poter giocare con la vita di masse di disperati.

Solo una mobilitazione generale del mondo del lavoro contro banchieri, padroni, industriali, speculatori e guardie armate di questi poteri potrà mettere in campo una forza uguale e contraria a quella con cui i potenti e loro governi opprimono e reprimono gli sfruttati e gli emarginati. Una vertenza generale che unisca intorno a sé le ragioni di tutti gli sfruttati e di tutti gli emarginati, e che possa aprire la strada alla prospettiva fondamentale di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, l'unico governo che può farla finita finalmente con le leggi liberticide, col razzismo di Stato, con la xenofobia istituzionale.


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI