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Difesa legittima

Contro la "legittima" difesa (dei padroni) di Salvini, rivendichiamo la legittima difesa dei lavoratori contro governo e padroni

Il Ministro degli interni celebra la nuova legge sulla legittima difesa. Peggio dell'art.52 del codice penale Rocco-Mussolini del 1930. Quello riconosceva formalmente il principio della proporzionalità tra offesa e difesa, la nuova legge invece la abroga: la difesa è sempre legittima. Non è passata la proposta leghista di evitare persino l'indagine del magistrato. Ma il “sempre” serve a promettere l'assoluzione di chi spara e eventualmente uccide.
Colpisce lo scarto tra realtà ed effetto propagandistico della legge. Nella realtà, i casi di legittima difesa sono pochissimi. Appena 2 nel 2016. Normalmente i relativi processi si chiudono con l'archiviazione del magistrato. Dov'è dunque la strombazzata emergenza delle persecuzioni giudiziarie contro “i cittadini che si difendono”? Il vero effetto annuncio della legge è un altro: da un lato assicurare a Salvini un tornaconto elettorale, che è la sua vera preoccupazione, dall'altro legittimare preventivamente chi uccide a tutela della proprietà, anche chi uccide per vendetta.

Un'esagerazione polemica? No, ed è Salvini che lo conferma. Il Ministro degli interni, con telecamera al seguito, ha abbracciato un certo Angelo Peveri, vittima di un furto di gasolio, che ha sparato a freddo al ladro rumeno dopo averlo pestato e fatto inginocchiare. Neppure i suoi difensori avevano invocato la legittima difesa, è Salvini che l'ha rivendicata. Il messaggio è inequivocabile. La giustizia privata, l'esecuzione sul posto, sono benedetti dal ministero degli interni, contro ogni principio elementare di civiltà giuridica.

La proprietà è più importante della vita: questo è il sottotesto della nuova legge. Il decreto sicurezza ha trasformato il blocco stradale e il blocco delle merci in reato penale, contro i diritti di lotta dei lavoratori e a tutela dei proprietari. Sempre a tutela dei proprietari si muove la nuova legge. Se lavoratori in lotta irrompono negli uffici aziendali della proprietà, o occupano gli stabilimenti, i padroni e le loro guardie private si sentiranno legittimati a far fuoco, magari a causa del “grave turbamento”?
Di certo la nuova legge, e soprattutto il nuovo Ministro degli interni, possono coprire e incoraggiare le pratiche più reazionarie, anche al di là dei termini formali del dispositivo approvato.
L'aggressione compiuta ieri contro i facchini in sciopero dell'azienda Zara a Roma da parte di quindici vigilantes armati di pistole elettriche e tubi di ferro, prova che non si tratta di fantascienza. I lavoratori occupavano il magazzino per chiedere stipendi arretrati e applicazione del contratto. I vigilantes sono intervenuti a tutela della proprietà, e su suo mandato. La nuova legge sarà usata e abusata proprio a difesa di questi metodi.

Lo Stato borghese che sgombera con le ruspe gli accampamenti di cartone dei migranti di San Ferdinando gettandoli su una strada è lo stesso che tutela i proprietari che li sfruttano per 12 ore a 2 euro all'ora. È lo stesso Stato che tutela degrado ed emarginazione delle periferie metropolitane, brodo di coltura di criminalità e delinquenza.
Strizzare l'occhio al fai da te della giustizia privata è solo l'altra faccia dell'ingiustizia pubblica. L'ingiustizia di una società basata sullo sfruttamento, che sacrifica tutto alla legge del profitto. L'ordine pubblico che lo Stato difende è solo l'ordine di questa legge. Contro questa legge, contro questo ordine, rivendichiamo la difesa legittima di tutti i lavoratori e lavoratrici, nelle loro lotte di resistenza, nel loro diritto alla rivoluzione.

Partito Comunista dei Lavoratori

Ordine e sicurezza. Di chi?

Il decreto sicurezza è un'arma rivolta non solamente contro i migranti, ma anche contro i lavoratori in lotta

26 febbraio 2019

Tutti associano il decreto sicurezza del governo SalviMaio alla campagna contro gli immigrati. E certamente i migranti sono il primo bersaglio del decreto, con tutti i suoi tratti inumani. Ma non sono il solo.

Lo dimostra la lotta degli operai della Frama Action di Modena contro la chiusura della propria azienda. Quando la proprietà austriaca ha annunciato la serrata per trasferire la produzione in Germania, gli operai hanno picchettato la fabbrica impedendo l'uscita dei tir. Nove di loro, le avanguardie di lotta, sono stati denunciati per blocco stradale. Un'azione prima sanzionata come illecito amministrativo, ora invece viene colpita come reato secondo quanto prevede il nuovo decreto sicurezza. Questo episodio la dice lunga sulla natura del decreto. Sotto la confezione della demagogia reazionaria contro i migranti si nasconde il pugno di ferro contro gli operai. Lo stesso ministro Di Maio che sbandiera le (finte) misure contro le delocalizzazioni per prendere i voti dei lavoratori, colpisce i lavoratori che lottano contro le delocalizzazioni portandoli in tribunale!

Intanto si annuncia una legge sulla cosiddetta legittima difesa che pone il diritto di proprietà sopra al diritto alla vita, al punto che il ministro degli Interni plaude commosso alle gesta dell'autore di un tentato omicidio che, a giorni di distanza da un furto di gasolio subito, ha sparato a freddo contro un rumeno dopo averlo fatto inginocchiare ai propri piedi. Anche qui non si tratta di atteggiamenti magari discutibili ma socialmente neutri. No, si tratta anche qui di un tema di classe. Se ogni offesa alla proprietà giustifica il diritto incondizionato a sparare del “legittimo” proprietario, cosa potrebbe accadere agli operai che decideranno di occupare gli stabilimenti a difesa del proprio diritto al lavoro? Qualsiasi guardia di vigilanza aziendale sarà autorizzata a far fuoco a tutela dei confini sacri della proprietà?

La retorica dell'ordine pubblico nasconde l'attacco al diritto di lotta degli sfruttati. L'unico ordine che si vuole difendere è quello dominato dai padroni. Solo rovesciando quest'ordine di società si potranno difendere diritti e umanità.
Partito Comunista dei Lavoratori