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La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

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Per un fronte unico di classe contro gli sgomberi e la repressione

L'avversario di classe colpisce unito, mentre chi subisce la repressione affronta i colpi in ordine sparso. Continueremo a batterci in tutte le sedi possibili per un fronte unico delle organizzazioni della sinistra contro la repressione e la negazione dell'agibilità politica e sociale

 Gli sgomberi di due centri sociali in pieno agosto, preceduti dallo sgombero di un centinaio di famiglie dai palazzi di via Gandusio di proprietà ACER in luglio, dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che magistratura, Prefettura, Questura e giunta Merola marciano di comune accordo per il "rispetto della legalità", la "loro" legalità, quella chiesta da padroni, palazzinari e speculatori vari, che preferiscono lasciare andare in malora il patrimonio edilizio sfitto piuttosto che utilizzarlo per fini sociali.

Gli sgomberi di famiglie occupanti, infatti, quali che siano le ragioni accampate dal sindaco, non sfociano poi in ristrutturazioni di edifici da adibire ad alloggi a canone convenzionato: quasi tutti gli sgomberi ordinati dalla magistratura ed effettuate con la consueta solerzia dagli apparati repressivi dello Stato rimangono a marcire per anni, prima che qualcuno ricordi che esistano. Migliaia sono le famiglie senza un tetto dignitoso e migliaia sono gli alloggi sfitti, a partire da quelli di proprietà ACER, continuando con quelli delle banche e delle società immobiliari, per finire con quelli della curia, che, nonostante oggi cerchi di rifarsi una verginità, in un passato non lontano ha richiesto lo sgombero di famiglie occupanti dagli appartamenti di sua proprietà.

Esistono inoltre aree dismesse dal demanio militare o ex fabbriche che potrebbero essere riconvertite ad uso pubblico dal sindaco, se non fosse, come gli altri che l'hanno preceduto, prono agli interessi dei costruttori, compresi quelli aderenti alla Lega delle Cooperative. Merola si è interessato più che altro a regalare a Farinetti, che ringrazia, ottantamila metri quadrati del Centro agroalimentare, che serviranno a F.I.Co.,la Disneyland del cibo, in cambio di 800 posti di lavoro sottopagati.

In questo contesto si inseriscono gli sgomberi di Làbas e Crash, nonostante i media preferiscano passare sotto silenzio che i centri sociali colpiti siano stati due, non uno soltanto, cercando di isolare i "cattivi" (con i quali non c'è alcuna possibilità di dialogo) dai "buoni", che godono di appoggi politici anche in consiglio comunale.

La risposta avrebbe potuto e dovuto essere unitaria, se si fosse cercato di costruire un fronte più largo possibile di forze politiche e sindacali facenti comunque riferimento al movimento operaio, che ponesse sul piatto la contestazione di una politica sull'uso letteralmente scandaloso del patrimonio edilizio. Invece si è preferito da parte di Làbas andare ad una trattativa con il sindaco sul luogo alternativo e sui tempi di ristrutturazione della ex Staveco, facendo leva sul valore sociale e sulle attività di animazione e culturali che si svolgevano nel centro sociale, perdendo così ancora una volta l'occasione per allargare il discorso sulle politiche antipopolari del PD e del governo, di cui la giunta Merola è sostenitrice. Addirittura Làbas e Crash non hanno neanche concordato una risposta comune contro gli sgomberi!

Il Partito Comunista dei Lavoratori è un piccolo partito che non si rassegna a constatare che l'avversario di classe colpisce unito, mentre chi subisce la repressione affronta i colpi in ordine sparso.
Contribuiremo a batterci in tutte le sedi possibili per un fronte unico delle organizzazioni della sinistra contro la repressione e la negazione dell'agibilità politica e sociale.

Partito Comunista dei Lavoratori - sezione di Bologna

L'ordine poliziesco regna a Bologna!

La celere di Bologna sgombera Laboratorio Crash e Làbas

Laboratorio Crash e Làbas sgomberati in un solo colpo da centinaia di celerini, mentre Merola, il mandante, è in ferie e Minniti, il "puparo", pensa ad impedire a chi fugge da guerre e miseria di sbarcare sulle coste italiane. In una parola: il governo del Pd, locale e nazionale. A Bologna si coniuga con il sostegno alla lobby della speculazione edilizia, preferibilmente targata LegaCoop. Del resto, come potrebbe essere eletto un sindaco a Bologna, se non godesse dell'appoggio del mondo delle cooperative?
È ancora recente lo sgombero degli abitanti di via Gandusio dalle case ACER, alcune decine persino con contratti regolari, senza neanche permettere loro di portar via gli effetti personali.
Oggi tocca alle ultime due più rilevanti esperienze autogestite in città, tolte dalle mani della speculazione edilizia. In agosto, con la gente in ferie, stordita dalle operazioni anti-migranti, si dà il via agli sgomberi polizieschi in grande stile.

Coloro che avevano votato Merola alle elezioni comunali dello scorso anno perché pensavano fosse meglio di una leghista ora sono serviti: il PD governa esattamente come la Lega, ormai senza più neanche la parvenza dell'offerta di servizi sociali, oggi quasi inesistenti.

Mentre esprimiamo la nostra solidarietà ai militanti di Làbas e Laboratorio Crash sgomberati, invitiamo tutte le forze di classe al fronte unico contro le politiche liberticide del Pd e dei poteri forti che vi stanno dietro.
Partito Comunista dei Lavoratori - Sezione Bologna

 

COMUNICATO STAMPA: Dopo lo sgombero di Via Gandusio. Una nuova fase della lotta per la casa.

Ormai non sappiamo più che aggiungere,oltre a quello che abbiamo già detto e scritto,sulle politiche antipopolari(oseremmo dire liberticide)che contraddistinguono la giunta Merola 2.
La concezione di fondo è quella trita e ritrita del PD nazionale:se hai i soldi per permetterti servizi a pagamento "vai in carrozza",come si suol dire,altrimenti...sono fatti tuoi. Al peggioramento generale di tutto il welfare,c'è da aggiungere il NULLA ASSOLUTO dal punto di vista delle politiche sulla casa,anzi,se possibile,un PEGGIORAMENTO sensibile,se contiamo il fatto che Merola riesce a espellere dalle case popolari anche chi ha un contratto regolare.

L'ultima "prodezza" dell'ineffabile Sindaco,attraverso il cane da guardia ACER,è stata la sgombero delle palazzine di via Gandusio:certo,necessitano di lavori di ristrutturazione da decenni(come chiedono da tempo anche gli ex- inquilini),visto che cadono a pezzi,ma le soluzioni trovate per ricollocare le alcune decine di famiglie sbattute fuori di casa all'alba da centinaia di poliziotti,senza neanche il tempo di raccogliere i pochi beni affettivi rimasti negli alloggi,sono tutte di fortuna.

In questa occasione le cosiddette forze dell'ordine sono state protagoniste di un episodio gravissimo:la distruzione di tutte le porte dei locali del Circolo ARCI Guernelli(evidentemente considerato colpevole di aver ospitato le riun ioni dell'Associazione Sindacale Pugno Chiuso)e l'ammanco di alcune casse di bibite. Ciò è successo mentre gli stabili erano sotto il controllo della polizia,quindi stavolta non possono essere attribuite responsabilità ai "soliti autonomi" o "vandali" che dir si voglia.

Naturalmente,la "normalizzazione" di via Gandusio non significherà la fine della lotta per la casa,perchè quando un problema esiste oggettivamente,non scompare neanche se si attua una feroce repressione. Le case occupate(ex Telecom,Via De Maria,Via Stalingrado,Mura di Porta Galliera,Via Zanardi,Via Gandusio)sono state tutte disoccupate brutalmente,anche se per quanto riguarda via Gandusio il discorso è diverso,visto che trattasi di case popolari assegnate a coloro che oggi vengono sbattuti fuori. Il fatto è che se non si inquadra la lotta per ottenere alloggi a edilizia convenzionata per tutti i nuclei familiari che ne hanno bisogno con una più generale lotta nei luoghi di lavoro che veda protagonisti i lavoratori,se non si lega cioè la lotta per condizioni migliori di lavoro e salari più alti a quella per lo stato sociale(che è salario differito),difficilmente si riuscirà ad avere successo.

Con lo sgombero di Via Gandusio è terminata una fase della lotta per la casa,ora se ne può iniziare un'altra,con più maturità alle spalle!

COMUNICATO STAMPA: DOPO MEROLA,IL MEROLA BIS: CAMBIANO I SENATORI-ASSESSORI, MA LA MUSICA E' SEMPRE QUELLA

L'ennesimo sgombero di famiglie senza tetto da uno stabile di Mura di Porta Galliera, con gran dispiegamento di camionette di "forze dell'ordine" ,dovrebbe far riflettere chi ancora non aveva capito che Merola non è certo l'uomo dei ceti più deboli. Da decenni i sindaci di Bologna godono dell'appoggio dei poteri forti della città:banchieri e cementieri.

Anche in questa occasione Merola non si è smentito. Da anni va dicendo che la "legalità" deve essere rispettata a tutti i costi, cosicché magistratura,prefetto e questore lo prendono in parola,mettendolo alla prova. E lui, per bocca della nuova assessora alle politiche abitative, rilancia:nessuna occupazione rimarrà impunita,tutte verranno sgomberate.

Aspettiamo impazienti il piano-casa che Merola promette da anni( della serie "chi l'ha visto?"). Intanto giace nel più completo sfacelo il patrimonio pubblico in disuso(le ex caserme,ad esempio), che aspetta soltanto di essere svenduto al miglior offerente. Non sia mai che al Sindaco venga in mente di ristrutturarlo e riadattarlo,per costruirci alloggi a canone concordato o che i palazzi dell'ACER,che cadono a pezzi,vengano messi in condizioni abitative decenti!

La politica di Merola ormai è diventata quella della "precarietà permanente" per tutti coloro che non hanno la fortuna di avere abbastanza soldi da potersi permettere di sborsare canoni esosi, mentre godono i cementieri, che spesso rispondono ai nomi di grosse cooperative aderenti a Legacoop e le grandi immobiliari che possono permettersi il lusso di tenere sfitte le case per non abbassare i prezzi degli affitti. Solo l'esproprio senza indennizzo di cementieri ed immobiliari può garantire una politica abitativa che tenga conto dei ceti più disagiati,che Merola sicuramente non rappresenta. 
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Sezione di Bologna

IL PCL ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO LO SGOMBERO EX TELECOM

I militanti del Partito Comunista dei Lavoratori parteciperanno alla manifestazione indetta per protestare contro lo sgombero violento dello stabile Ex-Telecom di via Fioravanti e per il diritto alla casa.
Di seguito il testo del volantino che verrà distribuito:

DIRITTO ALLA CASA:
VINCERE CON LA LOTTA!
La barbarie dello sgombero di via Fioravanti parla da sé: comune di Bologna, questura e governo nazionale sono di fatto uniti contro chi lotta per avere un tetto sopra la testa. Una questione che le classi dominanti non hanno interesse a risolvere. Moltissimi lavoratori, italiani e immigrati, non hanno un tetto sicuro sotto la testa e sono costretti a pagare affitti e bollette che non si possono permettere, mentre pochi gruppi immobiliari (per prima la chiesa cattolica, che possiede gran parte degli immobili in Italia e non paga l’IMU come tutti gli altri) possiedono gran parte degli edifici di Bologna e ne tengono molti vuoti per non far abbassare i loro prezzi. Anche l'ACER, l'azienda statale per la casa, non agisce a favore, ma contro chi perde il lavoro o non ha un reddito sufficiente per pagare gli aumenti delle bollette,
I grandi proprietari di case, privati o statali, non vogliono offrire soluzioni reali per i lavoratori e le loro famiglie, ma al contrario vogliono continuare a sfruttarli selvaggiamente.
Solo la lotta ai padroni e ai loro servi al governo paga!
Nessuna illusione di riforme di uno Stato che è capace solo di tagli per la “austerità” e di precarizzare sempre di più le condizioni dei lavoratori attraverso sfratti e licenziamenti!
Ai lavoratori servono misure che lo Stato degli industriali e dei banchieri non può adottare!
 ESPROPRIARE GLI APPARTAMENTI SFITTI di proprietà dei gruppi immobiliari, banche, assicurazione e chiesa, sotto il controllo dei lavoratori e dei comitati degli inquilini!
STOP AGLI SFRATTI E A NUOVE COSTRUZIONI E SPECULAZIONI, BASTA CASE VUOTE!
BASTA CONTRATTI PROVVISORI! AFFITTO E BOLLETTE A PREZZI PROLETARI!
 I nostri bisogni, la lotta contro un’esistenza precaria, non possono essere soddisfatti da questo sistema capitalista! L’unica soluzione può arrivare solo da una ROTTURA RIVOLUZIONARIA, solo dall’organizzazione politica degli sfruttati contro i padroni e contro il loro governo Renzi.

ORGANIZZARE E COORDINARE COMITATI DI LOTTA DEGLI INQUILINI!
LOTTARE INSIEME: STUDENTI, OPERAI, DISOCCUPATI!
PER UN UNICO MOVIMENTO DI LOTTA CONTRO I PADRONI E CONTRO IL GOVERNO!
PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI! 

Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) continuerà a stare al fianco dei lavoratori e degli oppressi per la costruzione di un movimento di massa della lotta di classe e per un partito rivoluzionario dei lavoratori!