♠ in affitti,blocco degli sfratti,case sfitte,diritto alla casa,edilizia popolare,esproprio,giornata nazionale,licenziamenti,presidio,sfratti,Unione Inquilini
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Il piano sgomberi di Salvini e Di Maio
♠ in armi,Chiesa,diritto alla casa,esprorprio,governo dei lavoratori,Minniti,Piano sgomberi,proprietà immobiliari,proprietà sacra,Salvini,sicurezza,taser
«La proprietà è sacra», ha esclamato compunto ad uso telecamere il ministro degli Interni.
È questa la bandiera del nuovo piano nazionale di sgomberi di case ed edifici occupati sull'intero territorio nazionale. Minniti si era coperto dietro la foglia di fico di una raccomandazione alle prefetture perché cercassero “abitazioni alternative”: era l'ipocrita ricerca di un ammortizzatore sociale capace di reggere il piano di sgomberi. Salvini fa a meno di ogni finzione: dirama l'ordine di sgombero come atto prioritario e incondizionato. È l'ordine di gettare in mezzo a una strada decine di migliaia di famiglie povere, italiane e immigrate. Persone magari in attesa (vana) di una casa popolare da molti anni, o sfrattate per morosità incolpevole, o impedite ad accendere un mutuo o a pagare un affitto dalla propria condizione precaria o perché licenziate, o lavoratori immigrati costretti alla “clandestinità” da leggi infami nonostante sgobbino spesso per 12 ore al giorno in cambio di un salario da fame. Per tutti costoro la proprietà non è sacra, ma proibita, al pari del diritto di disporre di un tetto. La proprietà sacra è solo quella delle grandi società immobiliari, interessate a mantenere appartamenti sfitti da far lievitare sul mercato, o di banche e assicurazioni detentrici di un patrimonio immobiliare enorme e passivo come pura voce di bilancio, o anche dello Stato e di enti pubblici che hanno abbandonato al degrado centinaia di strutture perché impegnati a tagliare servizi e spesa sociale. Per non parlare delle immense proprietà immobiliari di Chiesa e Vaticano. Questa è oggi la proprietà interessata a gettare in mezzo a una strada quella stessa popolazione povera cui ha negato il diritto alla casa.
Questa campagna di sgomberi, già operativa, non riguarda la sola questione abitativa. È parte di una campagna "legge e ordine" che il governo delle nuove destre vuole imporre nelle relazioni pubbliche, nelle politiche migratorie, nell'ordinamento giudiziario, nel rapporto di forza con ogni soggetto perturbatore dell'ordine costituito. È la stessa campagna che minaccia i centri sociali, arma di nuove pistole elettriche le forze di polizia, liberalizza la facoltà di sparare a chiunque violi la “sacra” proprietà. È una campagna che cerca il consenso tra le sue stesse vittime dirottando le frustrazioni sociali contro un nemico invisibile, ogni volta diverso e ogni volta uguale: il nemico della “sicurezza”. Ma l'unica sicurezza che in realtà si protegge è quella di chi ha tutto contro chi non ha nulla: è la sicurezza dello sfruttamento, della speculazione, dell'abuso. L'insicurezza del lavoro e della casa per ampie masse è il prezzo della sicurezza per speculatori e parassiti.
Contro questa campagna poliziesca di sgomberi è necessario costruire una resistenza diffusa, capace di coinvolgere nel più ampio fronte unitario tutte le organizzazioni impegnate sul fronte della lotta per la casa, ma anche le forze del movimento operaio e sindacale. Il diritto alla casa è un diritto universale come il diritto al lavoro. Gli sgomberi della forza pubblica devono trovare ovunque una resistenza organizzata e di massa.
In Italia vi sono milioni di persone senza casa, e milioni di case vuote, per un'unica e sola ragione, la ragione del profitto. La rivendicazione dell'esproprio delle grandi proprietà immobiliari e la loro destinazione a fini abitativi deve divenire ovunque una parola d'ordine unificante. Risolvere la questione della casa è possibile. Ma per dare sicurezza sociale a chi non ha casa e lavoro occorre violare la sicurezza del capitale. Solo un governo dei lavoratori, rompendo con la società capitalista, può dare la casa a chi non l'ha.
È questa la bandiera del nuovo piano nazionale di sgomberi di case ed edifici occupati sull'intero territorio nazionale. Minniti si era coperto dietro la foglia di fico di una raccomandazione alle prefetture perché cercassero “abitazioni alternative”: era l'ipocrita ricerca di un ammortizzatore sociale capace di reggere il piano di sgomberi. Salvini fa a meno di ogni finzione: dirama l'ordine di sgombero come atto prioritario e incondizionato. È l'ordine di gettare in mezzo a una strada decine di migliaia di famiglie povere, italiane e immigrate. Persone magari in attesa (vana) di una casa popolare da molti anni, o sfrattate per morosità incolpevole, o impedite ad accendere un mutuo o a pagare un affitto dalla propria condizione precaria o perché licenziate, o lavoratori immigrati costretti alla “clandestinità” da leggi infami nonostante sgobbino spesso per 12 ore al giorno in cambio di un salario da fame. Per tutti costoro la proprietà non è sacra, ma proibita, al pari del diritto di disporre di un tetto. La proprietà sacra è solo quella delle grandi società immobiliari, interessate a mantenere appartamenti sfitti da far lievitare sul mercato, o di banche e assicurazioni detentrici di un patrimonio immobiliare enorme e passivo come pura voce di bilancio, o anche dello Stato e di enti pubblici che hanno abbandonato al degrado centinaia di strutture perché impegnati a tagliare servizi e spesa sociale. Per non parlare delle immense proprietà immobiliari di Chiesa e Vaticano. Questa è oggi la proprietà interessata a gettare in mezzo a una strada quella stessa popolazione povera cui ha negato il diritto alla casa.
Questa campagna di sgomberi, già operativa, non riguarda la sola questione abitativa. È parte di una campagna "legge e ordine" che il governo delle nuove destre vuole imporre nelle relazioni pubbliche, nelle politiche migratorie, nell'ordinamento giudiziario, nel rapporto di forza con ogni soggetto perturbatore dell'ordine costituito. È la stessa campagna che minaccia i centri sociali, arma di nuove pistole elettriche le forze di polizia, liberalizza la facoltà di sparare a chiunque violi la “sacra” proprietà. È una campagna che cerca il consenso tra le sue stesse vittime dirottando le frustrazioni sociali contro un nemico invisibile, ogni volta diverso e ogni volta uguale: il nemico della “sicurezza”. Ma l'unica sicurezza che in realtà si protegge è quella di chi ha tutto contro chi non ha nulla: è la sicurezza dello sfruttamento, della speculazione, dell'abuso. L'insicurezza del lavoro e della casa per ampie masse è il prezzo della sicurezza per speculatori e parassiti.
Contro questa campagna poliziesca di sgomberi è necessario costruire una resistenza diffusa, capace di coinvolgere nel più ampio fronte unitario tutte le organizzazioni impegnate sul fronte della lotta per la casa, ma anche le forze del movimento operaio e sindacale. Il diritto alla casa è un diritto universale come il diritto al lavoro. Gli sgomberi della forza pubblica devono trovare ovunque una resistenza organizzata e di massa.
In Italia vi sono milioni di persone senza casa, e milioni di case vuote, per un'unica e sola ragione, la ragione del profitto. La rivendicazione dell'esproprio delle grandi proprietà immobiliari e la loro destinazione a fini abitativi deve divenire ovunque una parola d'ordine unificante. Risolvere la questione della casa è possibile. Ma per dare sicurezza sociale a chi non ha casa e lavoro occorre violare la sicurezza del capitale. Solo un governo dei lavoratori, rompendo con la società capitalista, può dare la casa a chi non l'ha.
Partito Comunista dei Lavoratori
COMUNICATO STAMPA: Dopo lo sgombero di Via Gandusio. Una nuova fase della lotta per la casa.
♠ in ACER,Associazione Sindacale Pugno Chiuso,case occupate,diritto alla casa,Gandusio,Guernelli,Merola,PD,politiche abitative,sgombero
Ormai non sappiamo più che aggiungere,oltre a quello che abbiamo già detto e scritto,sulle politiche antipopolari(oseremmo dire liberticide)che contraddistinguono la giunta Merola 2.
La concezione di fondo è quella trita e ritrita del PD nazionale:se hai i soldi per permetterti servizi a pagamento "vai in carrozza",come si suol dire,altrimenti...sono fatti tuoi. Al peggioramento generale di tutto il welfare,c'è da aggiungere il NULLA ASSOLUTO dal punto di vista delle politiche sulla casa,anzi,se possibile,un PEGGIORAMENTO sensibile,se contiamo il fatto che Merola riesce a espellere dalle case popolari anche chi ha un contratto regolare.
L'ultima "prodezza" dell'ineffabile Sindaco,attraverso il cane da guardia ACER,è stata la sgombero delle palazzine di via Gandusio:certo,necessitano di lavori di ristrutturazione da decenni(come chiedono da tempo anche gli ex- inquilini),visto che cadono a pezzi,ma le soluzioni trovate per ricollocare le alcune decine di famiglie sbattute fuori di casa all'alba da centinaia di poliziotti,senza neanche il tempo di raccogliere i pochi beni affettivi rimasti negli alloggi,sono tutte di fortuna.
In questa occasione le cosiddette forze dell'ordine sono state protagoniste di un episodio gravissimo:la distruzione di tutte le porte dei locali del Circolo ARCI Guernelli(evidentemente considerato colpevole di aver ospitato le riun ioni dell'Associazione Sindacale Pugno Chiuso)e l'ammanco di alcune casse di bibite. Ciò è successo mentre gli stabili erano sotto il controllo della polizia,quindi stavolta non possono essere attribuite responsabilità ai "soliti autonomi" o "vandali" che dir si voglia.
Naturalmente,la "normalizzazione" di via Gandusio non significherà la fine della lotta per la casa,perchè quando un problema esiste oggettivamente,non scompare neanche se si attua una feroce repressione. Le case occupate(ex Telecom,Via De Maria,Via Stalingrado,Mura di Porta Galliera,Via Zanardi,Via Gandusio)sono state tutte disoccupate brutalmente,anche se per quanto riguarda via Gandusio il discorso è diverso,visto che trattasi di case popolari assegnate a coloro che oggi vengono sbattuti fuori. Il fatto è che se non si inquadra la lotta per ottenere alloggi a edilizia convenzionata per tutti i nuclei familiari che ne hanno bisogno con una più generale lotta nei luoghi di lavoro che veda protagonisti i lavoratori,se non si lega cioè la lotta per condizioni migliori di lavoro e salari più alti a quella per lo stato sociale(che è salario differito),difficilmente si riuscirà ad avere successo.
Con lo sgombero di Via Gandusio è terminata una fase della lotta per la casa,ora se ne può iniziare un'altra,con più maturità alle spalle!
IL PCL ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO LO SGOMBERO EX TELECOM
♠ in 24 ottobre,ACER,Bologna,comitati inquilini,diritto alla casa,ex Telecom,governo dei lavoratori,manifestazione,sfratti
I militanti del Partito Comunista dei Lavoratori parteciperanno alla manifestazione indetta per protestare contro lo sgombero violento dello stabile Ex-Telecom di via Fioravanti e per il diritto alla casa.
STOP AGLI SFRATTI E A NUOVE COSTRUZIONI E SPECULAZIONI, BASTA CASE VUOTE!
BASTA CONTRATTI PROVVISORI! AFFITTO E BOLLETTE A PREZZI PROLETARI!
I nostri bisogni, la lotta contro un’esistenza precaria, non possono essere soddisfatti da questo sistema capitalista! L’unica soluzione può arrivare solo da una ROTTURA RIVOLUZIONARIA, solo dall’organizzazione politica degli sfruttati contro i padroni e contro il loro governo Renzi.
Di seguito il testo del volantino che verrà distribuito:
VINCERE CON LA LOTTA!
La barbarie dello sgombero di via Fioravanti parla da sé: comune di Bologna, questura e governo nazionale sono di fatto uniti contro chi lotta per avere un tetto sopra la testa. Una questione che le classi dominanti non hanno interesse a risolvere. Moltissimi lavoratori, italiani e immigrati, non hanno un tetto sicuro sotto la testa e sono costretti a pagare affitti e bollette che non si possono permettere, mentre pochi gruppi immobiliari (per prima la chiesa cattolica, che possiede gran parte degli immobili in Italia e non paga l’IMU come tutti gli altri) possiedono gran parte degli edifici di Bologna e ne tengono molti vuoti per non far abbassare i loro prezzi. Anche l'ACER, l'azienda statale per la casa, non agisce a favore, ma contro chi perde il lavoro o non ha un reddito sufficiente per pagare gli aumenti delle bollette,
I grandi proprietari di case, privati o statali, non vogliono offrire soluzioni reali per i lavoratori e le loro famiglie, ma al contrario vogliono continuare a sfruttarli selvaggiamente.
Solo la lotta ai padroni e ai loro servi al governo paga!
Nessuna illusione di riforme di uno Stato che è capace solo di tagli per la “austerità” e di precarizzare sempre di più le condizioni dei lavoratori attraverso sfratti e licenziamenti!
Ai lavoratori servono misure che lo Stato degli industriali e dei banchieri non può adottare!
ESPROPRIARE GLI APPARTAMENTI SFITTI di proprietà dei gruppi immobiliari, banche, assicurazione e chiesa, sotto il controllo dei lavoratori e dei comitati degli inquilini!STOP AGLI SFRATTI E A NUOVE COSTRUZIONI E SPECULAZIONI, BASTA CASE VUOTE!
BASTA CONTRATTI PROVVISORI! AFFITTO E BOLLETTE A PREZZI PROLETARI!
I nostri bisogni, la lotta contro un’esistenza precaria, non possono essere soddisfatti da questo sistema capitalista! L’unica soluzione può arrivare solo da una ROTTURA RIVOLUZIONARIA, solo dall’organizzazione politica degli sfruttati contro i padroni e contro il loro governo Renzi.
ORGANIZZARE E COORDINARE COMITATI DI LOTTA DEGLI INQUILINI!
LOTTARE INSIEME: STUDENTI, OPERAI, DISOCCUPATI!
PER UN UNICO MOVIMENTO DI LOTTA CONTRO I PADRONI E CONTRO IL GOVERNO!
PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI!
SGOMBERO EX TELECOM: IL PCL ESPRIME PIENA SOLIDARIETA’ AGLI OCCUPANTI CHE RESISTONO
♠ in Bologna,Bonaparte,case occupate,diritto alla casa,ex Telecom,PD,polizia,Renzi,SEL,sfratti,sgombero
I compagni del PCL, attivi da mesi nella partecipazione a picchetti
antisfratto in vari punti della città esprimono tutta la propria
solidarietà agli occupanti dello stabile ex Telecom che stanno
resistendo allo sgombero.
Capita di vedere nell'anno 2° del regime renziano che da una parte si detassino le abitazioni di lusso possedute a migliaia da speculatori immobiliari dall’altra si sfrattino le famiglie proletarie e si caccino per la strada chi con un occupazione, abusiva solo per le leggi borghesi dello Stato, cerca di riaffermare il diritto umano alla casa.
È quello a cui stiamo assistendo in queste ore in via Fioravanti presso lo stabile ex Telecom occupato da mesi da centinaia di famiglie indigenti con i loro bambini.
La giunta bolognese non rappresenta altro che l’articolazione locale del forsennato attacco ai diritti della classe lavoratrice e alle condizioni di vita della masse popolari portato avanti dal governo Renzi che come un novello bonaparte cerca di restringere gli spazi di democrazia a tutto vantaggio della dittatura di imprese, padronato, banchieri, proprietari immobiliari, evasori fiscali, insomma della classe dominante.
Si dimostra ancora una volta che chi si allea al PD renziano, come SEL, è destinato ad essere subalterno alle sue politiche di attacco sociale e a subire una emorragia di amministratori, eletti nelle proprie file, attirati dalle generose sponde del partito di governo.
Torna in mente un vecchio slogan sempre attuale: a chi chiede diritti si risponde con decine di camionette della polizia.
È necessario reagire e dire basta!
È necessario e urgente il più vasto fronte di classe e di massa, contrapposto al fronte comune tra padroni e governo. È necessario e urgente opporre alla radicalità straordinaria di padroni e governo una radicalità straordinaria, uguale e contraria, dei lavoratori e delle lavoratrici e delle classi popolari loro naturali alleate.
Capita di vedere nell'anno 2° del regime renziano che da una parte si detassino le abitazioni di lusso possedute a migliaia da speculatori immobiliari dall’altra si sfrattino le famiglie proletarie e si caccino per la strada chi con un occupazione, abusiva solo per le leggi borghesi dello Stato, cerca di riaffermare il diritto umano alla casa.
È quello a cui stiamo assistendo in queste ore in via Fioravanti presso lo stabile ex Telecom occupato da mesi da centinaia di famiglie indigenti con i loro bambini.
La giunta bolognese non rappresenta altro che l’articolazione locale del forsennato attacco ai diritti della classe lavoratrice e alle condizioni di vita della masse popolari portato avanti dal governo Renzi che come un novello bonaparte cerca di restringere gli spazi di democrazia a tutto vantaggio della dittatura di imprese, padronato, banchieri, proprietari immobiliari, evasori fiscali, insomma della classe dominante.
Si dimostra ancora una volta che chi si allea al PD renziano, come SEL, è destinato ad essere subalterno alle sue politiche di attacco sociale e a subire una emorragia di amministratori, eletti nelle proprie file, attirati dalle generose sponde del partito di governo.
Torna in mente un vecchio slogan sempre attuale: a chi chiede diritti si risponde con decine di camionette della polizia.
È necessario reagire e dire basta!
È necessario e urgente il più vasto fronte di classe e di massa, contrapposto al fronte comune tra padroni e governo. È necessario e urgente opporre alla radicalità straordinaria di padroni e governo una radicalità straordinaria, uguale e contraria, dei lavoratori e delle lavoratrici e delle classi popolari loro naturali alleate.




