Post in evidenza

La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

Cerca nel blog per parole chiave

Visualizzazione post con etichetta Valditara. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valditara. Mostra tutti i post

Prove pratiche di DDL 1660. Solidarietà a Christian Raimo

 


Nelle ultime settimane, che hanno visto un crescendo della stretta intorno alle più basilari libertà, come quella di manifestare, che ha visto il suo culmine nel divieto alla manifestazione del 5 ottobre a Roma in solidarietà con la Palestina, il collega Christian Raimo, da anni attivo nel mondo della scuola e della pedagogia, si è ritrovato sotto accusa e con il rischio di licenziamento per aver criticato pubblicamente l'operato e le idee del Ministro Valditara.

Dinnanzi ad una simile postura del governo, è mai come ora fondamentale l'unità di tutte le forze del movimento operaio e della sinistra di classe, in difesa delle libertà sindacali e politiche che il DDL 1660, che nei fatti introduce il reato d'opinione, va a colpire. La rete Liberi di lottare può e deve essere un inizio, nella prospettiva di un suo progressivo e costante allargamento.

Lavoratrici e lavoratori della scuola del Partito Comunista dei Lavoratori

La disciplina alla scuola di Valditara

 


Dopo le manganellate di Pisa, Firenze, Roma, contro gli studenti pro Palestina, il governo procede a disciplinare la scuola.


Solo se il voto di comportamento assegnato sarà pari o superiore a nove decimi sarà possibile assegnare il punteggio più alto nell'ambito della fascia di attribuzioni del credito”: si tratta del primo articolo del provvedimento varato dal Senato su proposta del ministro dell'Istruzione Valditara. In parole meno tortuose significa che solo se il tuo “comportamento” di studente sarà valutato col nove o col dieci potrai ottenere il massimo dei voti.

Notevole. I cultori ideologici del merito ti dicono che puoi eccellere in tutte le materie ma il merito non conta: tutto dipende dal tuo “comportamento”. Se partecipi all'occupazione o autogestione della tua scuola, se contesti il/la tuo/a preside o le decisioni del tuo consiglio di istituto, puoi essere punito con la cancellazione dei tuoi risultati scolastici.

Non solo. L'articolo tre del provvedimento a “tutela dell'autorevolezza e del decoro delle istituzioni” sancisce che in caso di “reati commessi in danno del personale della scuola” (non meglio precisati) non dovrai semplicemente risarcire il danno, ma anche pagare una multa da 500 a 10000 euro come “riparazione all'istituzione”. Una sorta di tributo aggiuntivo allo Stato, quale incarnazione dell'Autorità.

Queste misure reazionarie non hanno solo una valenza ideologica. Hanno una funzione deterrente. Hanno lo scopo di intimidire preventivamente ogni possibile ribellione degli studenti. La disciplina a scuola di Valditara vuol essere una scuola di disciplina: la disciplina dell'obbedienza e del silenzio. Si usa la leva della paura per completare quella del manganello.

Ma la leva della paura è solo il riflesso capovolto della paura del potere. La paura di perdere il controllo disciplinare della giovane generazione. Le proteste studentesche pro Palestina hanno in Italia ancora una portata molto ridotta rispetto alla massa degli studenti. Ma sono la spia di un malessere più ampio. In ogni caso un campanello d'allarme per il governo Meloni.

Allargare la mobilitazione è allora necessario non solo per le ragioni della Palestina, ma anche per rispondere alla stretta repressiva di un governo a guida postfascista. Più che mai ribellarsi è giusto.

Partito Comunista dei Lavoratori

'Incolpazione' collettiva

 

L'enormità della repressione al liceo Virgilio di Roma

28 Gennaio 2024


Atto d'incolpazione d'addebito disciplinare”: questo il reato di cui dovranno rispondere 548 studenti del liceo Virgilio di Roma per l'occupazione della propria scuola. Il tribunale sarà il Consiglio d'Istituto. Rischiano dai 5 ai 15 giorni di sospensione, quindi la bocciatura. L'iniziativa disciplinare è stata intrapresa dalla preside, ma con le spalle coperte dal ministero leghista dell'Istruzione. Lo stesso ministro che in questi giorni ha ispirato in alcune regioni (Lazio) precise circolari rivolte agli insegnanti perché impedissero nel Giorno della Memoria iniziative pro Palestina.

La repressione al Virgilio non è un fatto isolato, segue misure analoghe assunte contro l'occupazione del liceo Tasso, in questo caso comminate dai consigli di classe. Ma certo al Virgilio l'iniziativa ha assunto contorni abnormi. Gli studenti compaiono con nome e cognome nella lista degli accusati; si distinguono due elenchi, quello degli occupanti “recidivi” (che cioè occuparono già l'anno scorso) e quello degli occupanti neofiti; si raccoglie l'elenco separato degli organizzatori e dei portavoce dell'occupazione (per lo più rappresentanti degli studenti nel consiglio di istituto) che «non solo hanno partecipato a tale occupazione ma ne hanno rivendicato le istanze in rappresentanza della totalità degli occupanti»; si dispongono misure e pene differenziate (disciplinari ed economiche) in base alla gerarchia delle responsabilità. Gli occupanti avrebbero violato «il patto educativo di corresponsabilità» approvato nel 2023, non avrebbero mantenuto «un comportamento corretto nell'agire e nel parlare». In altri termini, si sono immischiati in questioni politiche che non li riguardano, per esempio occupandosi di Palestina.

La linea disciplinare del ministro leghista sta facendo scuola. Letteralmente. Incoraggia ovunque la parte più reazionaria dei dirigenti scolastici nel promuovere la politica “legge e ordine” nelle scuole. Non senza la pressione, come nel caso di Roma, degli ambienti sionisti del territorio.
Sono cose che accadevano in Italia nel 1967 e 1968 contro le prime iniziative della contestazione studentesca. Non hanno portato fortuna alla reazione.

Agli studenti del Virgilio come del Tasso va la piena e incondizionata solidarietà del Partito Comunista dei Lavoratori.

Partito Comunista dei Lavoratori

Le menzogne di Valditara a difesa del capitalismo

 


La confusione tra comunismo e stalinismo è un servizio all'ordine esistente

Testo di un volantino del PCL in distribuzione nelle scuole.


Il nuovo ministro dell'istruzione, Giuseppe Valditara, ha sentito il bisogno di stabilire ex cathedra la verità della storia, presentando il 9 novembre 1989 – il giorno della caduta del Muro di Berlino – come il giorno della morte del comunismo e del «fallimento definitivo dell'utopia rivoluzionaria». Non solo. Il ministro ha esaltato l'attuale ordine politico e sociale come «l’unico ordine politico e sociale che possa dare ragionevoli garanzie che umanità, giustizia, libertà, verità non siano mai subordinate ad alcun altro scopo». Clap, clap, clap.

Un concentrato di menzogne. La caduta del Muro di Berlino segnò il crollo non del comunismo ma dello stalinismo. Di un regime burocratico che pur appoggiandosi sull'economia pianificata nata dalla rivoluzione, coi suoi innegabili vantaggi sociali, privò la classe lavoratrice di ogni potere e di ogni democrazia, perseguitando i comunisti coi metodi del terrore, sino ad assassinare tutti i dirigenti della Rivoluzione d'ottobre.

Presentare come “comunisti” regimi che hanno sterminato i comunisti è una volgare falsificazione della storia. Tanto più inaccettabile di fronte alla lotta eroica di Leone Trotsky e dell'Opposizione di sinistra contro lo stalinismo, nel segno della fedeltà al programma originario della rivoluzione. Di più. Trotsky aveva previsto già nel 1936 che se la burocrazia staliniana non fosse stata rovesciata da una nuova rivoluzione, si sarebbe trasformata in una nuova borghesia proprietaria restaurando il capitalismo. Esattamente quanto è avvenuto dopo il 1989 in Russia, nell'Est Europa, e poi in Cina. Il fallimento dello stalinismo non poteva essere più completo. La previsione di Trotsky non poteva conoscere conferma più clamorosa.

Quanto all'attuale ordine politico e sociale, nato dalla globalizzazione capitalista post-'89, è l'esatto opposto dell'umanità, della giustizia, della libertà, come vorrebbe Valditara. Il capitalismo non ha nulla da offrire alle giovani generazioni. Corsa agli armamenti e guerre imperialiste; saccheggio della natura e catastrofe cilmatica; precarizzazione del lavoro; sfruttamento del lavoro gratuito dei giovani; oppressione patriarcale delle donne e delle persone LGBT; smantellamento della sanità pubblica per ingrassare la sanità privata e pagare il debito alle banche; disuguaglianze sociali sempre più ampie in ogni paese e su scala mondiale... Ovunque domina la dittatura del profitto, contro ogni principio di umanità.

Non è possibile alcuna riforma dell'ordine capitalista. È necessario lottare per rovesciarlo, recuperando e attualizzando proprio quel programma della Rivoluzione d'ottobre che lo stalinismo tradì. La rivoluzione comunista è l'unica alternativa reale al capitalismo, l'unica che possa porre le leve fondamentali dell'economia e della società sotto il controllo della maggioranza, riorganizzando su basi nuove l'intero ordine sociale, cancellando lo sfruttamento, salvando la natura, ponendo fine alle guerre.

Se la giovane generazione riacquista coscienza politica, tutto diventa possibile. Anche una rivoluzione. Valditara vuole nascondere agli studenti questa verità. Il Partito Comunista dei Lavoratori la riafferma con forza, controcorrente.

Partito Comunista dei Lavoratori