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Dichiarazione della Lega internazionale Socialista (LIS) sulla Giornata della Terra Palestinese

 


29 Marzo 2025

Mentre la macchina bellica sionista continua a bombardare Gaza nella Giornata della Terra Palestinese, affermiamo che non sostenere la resistenza palestinese in ogni sua forma (politica, umanitaria, diplomatica e militare) porterà anche al nostro annientamento.

Il 49° anniversario della commemorazione della Giornata della Terra Palestinese si svolge nel teatro dei più odiosi atti di genocidio contro il nostro popolo palestinese nella Gaza assediata e della continua occupazione attraverso la pratica della pulizia etnica in Cisgiordania.

Il Libano meridionale non è altro che un'estensione della Palestina e della sua causa, poiché le nostre città sono ancora sotto occupazione e la regione porta avanti una resistenza contro la macchina il sionismo sostenuto dagli USA e dai suoi alleati.

La Giornata della Terra Palestinese coincide anche con la situazione nelle alture del Golan siriano occupate, che in questa delicata fase sta subendo un'incursione del nemico sionista.

La fermezza dei nostri popoli, nonostante il sangue e il sacrificio, offre al mondo un esempio di dignità e volontà di lottare contro le politiche imperialiste che cercano di espropriarci della nostra terra e di soffocare qualsiasi prospettiva di liberazione che porti all'emancipazione del nostro popolo da ogni sottomissione, superando anche i conflitti etnici o settari che servono agli occupanti coloniali.

Il 30 marzo, in occasione della Giornata della Terra, assistiamo con orgoglio alla resistenza di intere regioni della Siria, come Daraa, contro l'incursione dei veicoli corazzati sionisti, affrontandoli con armi precarie e combattimenti corpo a corpo.

Siamo testimoni con orgoglio della forza d'animo del nostro popolo nel libano meridionale, che difende la sua terra con le unghie e con i denti contro le false promesse di pace e normalizzazione volte ad ingannarlo.

Tutti questi esempi sono la prova che la resistenza, nella coscienza di massa e nella realtà concreta, è la forza motrice che ci guida finché c'è occupazione, con la Palestina come bussola.

Lottiamo instancabilmente contro tutte le forme di dipendenza e colonialismo. La storia non lascia spazio a compromessi o indifferenza di fronte al genocidio a Gaza o all'occupazione sionista in Siria e Libano.

Pertanto, quest'anno commemoriamo la Giornata della Terra con una resistenza popolare, con i lavoratori e gli agricoltori del sud del Libano, con i nostri giovani impegnati in tutte le forme di resistenza nel nostro paese e in esilio.

Gloria ai nostri martiri, libertà ai nostri prigionieri e guarigione ai nostri feriti.

Beirut, 25 marzo 2025

Lega Internazionale Socialista
Free Palestine Front
General Union of Student (Libano)

Barbarie sionista, complicità americana

 


Il patto fra Trump e Netanyahu rilancia il massacro di Gaza

La tregua è finita. Lo stato sionista ha rilanciato la propria guerra sterminatrice contro il popolo di Gaza.
L'attacco notturno a sorpresa ha fatto strage di centinaia di palestinesi, uomini, donne, bambini. Un nuovo grande lago di sangue in un paese già martoriato e distrutto. Donald Trump, preventivamente informato dell'attacco, ha dato la piena copertura e sostegno: i bombardamenti americani contro gli houthi erano in preparazione dei bombardamenti israeliani sulla Striscia.

Netanyahu ha attribuito ad Hamas la responsabilità della ripresa della guerra. Ma è, come sempre, una spudorata menzogna. La verità è che il governo israeliano si regge sullo stato di guerra e sulla complicità americana. Il piano di deportazione di due milioni di palestinesi di Gaza, annunciato da Trump a fine febbraio, ha fornito a Netanyahu l'ennesima riprova dell'affidabilità USA. Il famigerato video (fake) del brindisi fra Trump e Netanyahu a bordo piscina, sulle rovine di Gaza, non è stato solamente coreografia d'immagine rivoltante, ma anche la registrazione fedele della loro cinica intesa. Un'intesa che va al di là del Medio Oriente. Il voto congiunto all'ONU tra USA e Israele contro la denuncia dell'invasione russa in Ucraina (e contro la richiesta del ritiro delle truppe russe di occupazione) misura il patto di ferro tra il governo sionista e il nuovo corso dell'amministrazione americana sul terreno della politica mondiale. La vendetta repressiva di Trump nelle università USA contro gli attivisti pro Palestina è anche un riflesso di questo patto.

Netanyahu fa leva sull'appoggio di Trump per perseguire il disegno della “grande Israele”. La guerra genocida a Gaza, la colonizzazione sionista della Cisgiordania (sempre più estesa e violenta), l'espansione israeliana in Siria a partire dalla alture del Golan, sono tasselli di questo disegno. L'obiettivo è una nuova espulsione dei palestinesi dalla loro terra, una seconda Nakba.
Trump vorrebbe nuovi Accordi di Abramo, estesi all'Arabia Saudita, a garanzia dello stato sionista. Ma la paura di una ribellione di massa, nel nome della Palestina, frena sinora i governi arabi, e intralcia i piani dell'imperialismo. Di certo lo spettro della rivoluzione araba resta un fattore di primo piano dello scenario mediorientale.

I fatti si incaricano di dimostrare una volta di più che non può esservi pace tra colonizzati e colonizzatori, tra il popolo palestinese e lo stato d'Israele. Persino le tregue, inevitabilmente, si rivelano di cartapesta.
Solo l'incontro fra l'eroica resistenza palestinese e una grande rivoluzione araba potrà liberare la Palestina dall'oppressione congiunta del sionismo e dell'imperialismo, e consentire la piena autodeterminazione del popolo palestinese.

Partito Comunista dei Lavoratori