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La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

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LA GIUNTA OPPORTUNISTA ED IL TRAM FILOSIONISTA


 

Con l'arrivo del tanto atteso tram a Bologna, al netto di tutto ciò che può essere detto sull'opera stessa, un dettaglio salta all'occhio, e cioè chi ha prodotto il tanto agognato mezzo.


Trattasi di CAF, impresa basca impegnata a collaborare con lo stato sionista e genocidiario israeliano; un'azienda che si sta occupando del progetto della Jerusalem Light Rail, infrastruttura che connetterà Gerusalemme stessa con gli avamposti dei coloni israeliani, avamposti costruiti strappando terre ai palestinesi che le vivono grazie alla collaborazione fra le formazioni paramilitari dei coloni stessi  e le forze militari e di polizia israeliane.


È un progetto (come sottolinea BDS) dipendente dall'espropriazione dei palestinesi e che rafforza il network degli avamposti coloniali israeliani; un progetto che implicitamente sostiene la politica coloniale e genocidiaria sionista, nella quale quindi CAF è coinvolta


Ci teniamo a ricordare che la giunta che ha commissionato questo mezzo da questa specifica azienda ha voluto a più riprese pubblicizzare il proprio sostegno alla causa palestinese; per l'ennesima volta, tuttavia, si rende evidente che si tratta di un posizionamento puramente propagantistico e di facciata.

Alle forze del campolargo (in città e nazionalmente) ha fatto comodo cavalcare l'onda del supporto per la causa palestinese, in quella che si è dimostrata un'operazione pubblicitaria a basso costo - ma hanno dimostrato ad ogni occasione la natura puramente cosmetica di questo posizionamento, che sia nazionalmente o localmente, con operazioni filosioniste (si pensi al ddl Delrio) o col continuare gli affari con chi facilita il rafforzamento delle politiche genocidiarie.


Come Partito Comunista dei Lavoratori, la nostra posizione è netta: non diamo solo un generico supporto alla causa palestinese, ma denunciamo attivamente la natura coloniale ed imperialista di Israele e riteniamo che solo la sua distruzione rivoluzionaria e la costruzione di un unico stato palestinese inserito in una federazione socialista possa essere la soluzione ultima ai problemi della regione. Alla luce di questa linea, questa e mille altre collaborazioni con chi fa affari con i responsabili di un genocidio devono cessare immediatamente, come pure deve essere denunciata l'ipocrisia di chi cerca consensi facili, speculando politicamente sulla distruzione di un popolo, ma al momento del dunque rivela la propria vera appartenenza.

Il disegno di legge sull’antisemitismo: un pezzo della costruzione autoritaria del regime italiano

 


Il 4 marzo il Senato ha approvato il disegno di legge contro l’antisemitismo. Ora si attende ola passaggio alla Camera. Ha avuto un consenso trasversale, infatti è stato votato dalla destra di governo e da parte del centrosinistra, con il voto favorevole di alcuni senatori e l’astensione della maggioranza dei senatori del PD

AVS e M5S hanno votato contro. Questo ddl vuole consolidare a livello giuridico la repressione del grande movimento per la libertà della Palestina che ha attraversato il nostro Paese nei mesi scorsi. Insieme al decreto sicurezza, che colpisce il diritto a manifestare e aumenta i poteri di polizia, esso costituisce un dispositivo articolato inteso a colpire i movimenti sociali, a cominciare dalle lotte dei lavoratori, i movimenti per i diritti civili e per la salvaguardia dell’ambiente, e i movimenti di solidarietà internazionale come quello per la libertà della Palestina.

Questo articolato complesso giuridico segna un salto di qualità nel carattere autoritario del regime italiano, funzionale agli interessi dell’imperialismo italiano, sia sul piano interno, prevenendo mobilitazioni di massa destabilizzanti, sia sul piano internazionale, tutelando le sue relazioni speciali, economiche e militari con lo Stato sionista ed in generale in tutto il Medio Oriente.

Lo scopo reale del ddl antisemitismo, che ufficialmente è quello di combattere la recrudescenza di questa forma di razzismo, in realtà è quella di equiparare antisemitismo e antisionismo e di perseguitare ogni critica ed ogni opposizione al governo e allo Stato di Israele.

Il testo aderisce completamente alla definizione di antisemitismo coniata all’organizzazione sionista dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Questa definizione, pur concedendo che si possano fare critiche “generiche” al governo di turno dello stato sionista, tende invece a stigmatizzare come antisemite la denuncia delle politiche dello Stato di Israele, e non solo di un suo congiunturale governo.

Cosi avviene che forme di boicottaggio economico dello stato di Israele, come quelle del movimento internazionale Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS), che si prefiggono di colpire Israele in quanto tale, vengano definite come azioni antisemite. La stessa sorte può perfino toccare al rapporto di Amnesty International. La stessa denuncia dell’apartheid di cui sono vittime i palestinesi e del genocidio di Gaza divengono espressioni antisemite.

Ora, se le definizioni dell’IHRA diventano legge, per cui esse debbano costituire la base della formazione al contrasto dell’antisemitismo di polizia, forze armate e magistratura, il punto di riferimento per il contrasto dell’antisemitismo sul web, nondimeno costituiscono la base giuridica per la repressione delle espressioni di denuncia della politica dello Stato sionista, e ancor più nella messa in discussione della sua stessa esistenza.

Bisogna sgombrare il campo dai dubbi. È certo che non verrà mai accusata di antisemitismo la teoria dei due stati per due popoli, ossia il diritto per i palestinesi ad avere uno staterello angusto e senza poteri, più simile ad un bantustan che ad uno Stato, e la cui esistenza peraltro non sarà mai consentita dallo Stato di Israele.

Questa è solo una scappatoia ipocrita per quelle forze politiche ed intellettuali che in realtà negano o addirittura si oppongono ad ogni sostegno serio della causa palestinese. Non è una possibile soluzione diplomatica ma una vera e propria parola d’ordine reazionaria.

La rivendicazione della liberazione della Palestina “dal fiume al mare” e del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese diventa ipso facto una espressione di antisemitismo che deve essere repressa dalle forze dell’ordine a termini di legge.

La libertà del popolo palestinese “dal fiume al mare” è stata la rivendicazione gridata nelle piazze piene di centinaia di migliaia di manifestanti tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Un movimento di solidarietà con la Palestina ed il popolo palestinese così imponente da scardinare le misure di polizia contenute nel decreto sicurezza. Ma soprattutto un movimento popolare, di studenti e lavoratori finalmente chiamati alla mobilitazione unitaria dalle proprie organizzazioni sindacali, così vasto da far tremare il governo italiano e mettere in seria discussione la sua complicità con i crimini dello Stato sionista.

La stessa possibilità futura di una nuova mobilitazione esplosiva deve essere preventivamente scongiurata, cominciando da subito a perseguitarne le possibili avanguardie, accusate di antisemitismo e per questo accusate di costituire una minaccia alla sicurezza nazionale, alla stregua delle organizzazioni terroristiche.

Di fatto, la sacrosanta lotta senza quartiere contro un’ideologia politica colonialista e razzista come quella sionista viene equiparata all’antisemitismo, e per questo repressa dall’apparato giudiziario e di polizia dello Stato italiano.

Quale che sia l’esito parlamentare del ddl antisemitismo, il Partito Comunista dei Lavoratori, che si riallaccia alle posizioni della Quarta Internazionale del 1948 (che, unica organizzazione politica, si oppose alla creazione di uno stato sionista e si pronunciò invece per l’unificazione della Palestina e di tutto il Medio Oriente), non si farà intimidire e continuerà a sostenere la necessità della distruzione rivoluzionaria dello stato sionista, l’eroica resistenza del popolo palestinese e di tutti i popoli attaccati dal sionismo, la liberazione della Palestina, per una Palestina libera democratica e socialista nell’ambito della federazione socialista di tutto il Medio oriente.

È ciò che i marxisti rivoluzionari devono sostenere se vogliono essere coerenti con le ragioni dei popoli oppressi e del proletariato internazionale.

Federico Bacchiocchi

Dagli accampamenti per la Palestina alle flotille. Il coraggio è contagioso

 


1 Settembre 2025

In tutto il mondo sono in corso nuove proteste, sempre più massicce e frequenti, per porre fine al genocidio in Palestina. Le mobilitazioni di massa, gli accampamenti universitari e le flottiglie cercano di rompere l'assedio, dando forma a un movimento globale sempre più radicalizzato. Ripercorriamo gli antecedenti di queste iniziative navali, che nell'ultima flotilla annovera tra i suoi membri Celeste Fierro del MST-FIT (Argentina)

Nonostante la campagna dell'estrema destra per instaurare un senso comune a favore di Israele, in tutto il mondo continuano incessanti i movimenti in difesa del popolo palestinese. Il potere economico e politico a livello mondiale è complice del genocidio in corso, ma i palestinesi di tutto il pianeta hanno trovato uno spazio per far sentire la loro voce insieme ad altri gruppi organizzati, dimostrando che la solidarietà popolare è la loro arma più potente per la resistenza.

Va sottolineato che l'appello a un cessate il fuoco continua a guadagnare terreno, a quasi due anni dall'intensificarsi del massacro perpetrato dallo Stato di Israele. La resistenza di bambini, adulti e anziani nella Striscia di Gaza ispira azioni, proteste e discorsi di artisti e personalità dei media. La campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) rafforza le azioni che mirano a indebolire il potere militare e il sostentamento economico di Israele, che dipende dalle risorse di multinazionali come Starbucks, McDonald's, Unilever, tra le altre.

In questo momento, mentre il genocidio avanza verso la “soluzione finale” accumulando crimini di guerra confessati dagli stessi vertici militari, assistiamo a una crudeltà esponenziale. Il blocco imposto al rifornimento di acqua, cibo e attrezzature mediche, la distruzione di ospedali, campi profughi e chiese, l'uccisione di bambini, donne e anziani in fila per ricevere aiuti umanitari e lo sfollamento di massa di un'intera popolazione sotto la minaccia di uno sterminio totale sono alcune delle principali violazioni dei diritti umani che si stanno commettendo nella regione e che, fin dalla Seconda Guerra Mondiale, non si pensava potessero ripetersi. È urgente raddoppiare gli sforzi per fermare la macchina di sterminio in atto.


AZIONI COLLETTIVE PER GAZA IN TUTTO IL MONDO

Le proteste in corso, iniziate in alcune città fin dal 2023, si sono presto diffuse in tutto il mondo. La solidarietà ha mobilitato i lavoratori, che hanno fatto pressione sulle aziende affinché disinvestissero in Israele. La mobilitazione ha coinvolto studenti di tutto il mondo, che hanno organizzato accampamenti per chiedere alle università di prendere posizione, soprattutto negli Stati Uniti, dove esistono legami diretti tra importanti università e Israele. Recentemente è stata riattivata la strategia dell'invio di flottiglie per rompere l'isolamento imposto alla Palestina.

Il tentativo di raggiungere Gaza con aiuti umanitari via mare non è nuovo. Il rigido controllo terrestre e aereo esercitato da Israele, che comprende il controllo e il blocco degli alimenti, rende la rotta marittima l'unica possibilità reale per far arrivare gli aiuti nel territorio palestinese.

1. Nel 2010, la Freedom Flotilla è stata brutalmente attaccata da Israele in acque internazionali, causando otto morti e decine di feriti.

2. Nel 2015 e nel 2018 altre iniziative non sono riuscite ad arrivare in Palestina, venendo intercettate. Nel 2025 ci sono già stati due tentativi: nel primo, a maggio, la nave è stata attaccata con dei droni. L'equipaggio, che includeva personaggi noti come Greta Thunberg, è stato sequestrato e arrestato dalle forze israeliane.

3. Successivamente, anche la nuova flotilla, guidata dalla nave Madleen, è stata intercettata.


LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

Ora è in corso un nuovo tentativo di rompere l'assedio. In questo momento, migliaia di attivisti da tutto il mondo si stanno dirigendo verso Gaza per la più grande azione di protesta che ci sia mai stata contro l'assedio e la crisi umanitaria. Per aumentare la visibilità dell'azione, attivisti, influencer e militanti di diverse lotte si stanno unendo alle flotte per portare aiuti al popolo palestinese.

Dall'Argentina, siamo orgogliosi di essere rappresentati dalla compagna Cele Fierro, militante del Movimiento Socialista de los Trabajadores (MST) e deputata della città di Buenos Aires per il Frente de Izquierda - Unidad, parte della delegazione che cerca di aprire, finalmente, un canale umanitario permanente e fermare il genocidio. Questo è un grande passo avanti per costruire una risposta internazionale forte e attiva in difesa di una Palestina libera, democratica, laica e socialista, come rivendicato dalla Lega Internazionale Socialista.

Da tutti i fiumi a tutti i mari, la Palestina vincerà!

Lucas Finger