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Bolivia. Abbasso il patto con Paz! Riorganizzare la lotta con l’obiettivo di conquistare il potere! Abbasso lo stato di eccezione!

 


MST Bolivia

Mario Argollo e i dirigenti del “doppio potere” della COB salvano il governo dal crollo, firmano un accordo con Paz e concedendogli un termine di 90 giorni per soddisfare le richieste.

La dirigenza della COB ha ceduto il comando del potere, che era praticamente nelle sue mani, al debole governo di Rodrigo Paz. Argollo si è rifiutato di percorrere fino in fondo la strada definitiva della presa del potere, dopo cinquanta giorni di lotta ha deciso di fare un patto e ha ordinato di revocare i blocchi, compromettendo l’alleanza con i contadini e le organizzazioni di quartiere di El Alto.

L’accordo impone al governo di non privatizzare le imprese pubbliche né cedere le risorse naturali a interessi privati nazionali o internazionali; di garantire la non ingerenza straniera nel rispetto della sovranità nazionale, e il rifiuto di impegni con organismi finanziari internazionali come il FMI; di garantire l’approvvigionamento di carburante a prezzi stabili; di risarcire i danni subiti dai trasportatori a causa della benzina scadente. Riguarda inoltre la protezione del paniere familiare, del potere d’acquisto salariale e della stabilità lavorativa, la revisione della legge 065 sulle pensioni per rispondere alla richiesta della COB di una pensione pari al 100% dello stipendio, nonché la costituzione di tavoli di lavoro per affrontare la piattaforma rivendicativa della COB e la non violazione delle aree protette a tutela dell’ambiente, tra le altre richieste.

L’accordo ha inoltre istituito una commissione legale composta da rappresentanti del governo e della COB per gestire il rilascio delle persone arrestate durante i cinquanta giorni di proteste sociali.

L’appello alla smobilitazione si inserisce in un contesto di negoziazione tra due poteri: il potere dei dirigenti della classe operaia guidata dalla COB e il potere borghese oligarchico guidato da Paz, in uno scontro in cui il peso dei lavoratori aveva chiaramente la meglio. Ora è la dirigenza della COB a sostenere Paz, non l’oligarchia né l’imperialismo, poiché il potere borghese è stato sconfitto insieme alle sue bande fasciste da una potente lotta nelle strade. Paz rimane in piedi per volontà delle dirigenze di un organismo antagonista di classe, la COB.

Sulla base di questo accordo, si lascia che Paz governi nel tentativo di disarticolare dall’interno il doppio potere venutosi a creare. I blocchi stradali risultano indeboliti. Di questa situazione ha approfittato Paz, che ha decretato lo stato di eccezione nelle prime ore del 20 giugno. Paz, tuttavia, non dispone ancora della forza necessaria per un processo controrivoluzionario in grado di schiacciare le masse, essendo invece vincolato dall’accordo con la COB. Per questo la sua offensiva non può imporre coprifuoco, dovendo invece ricorrere all’uso di agenti chimici di dispersione.

Questa offensiva viene concessa a un governo allo sbando e sull’orlo del baratro. Si tratta di un enorme tradimento, che concede al governo il tempo di riprendersi per tentare di sconfiggere il movimento operaio, contadino e popolare.

Abbasso il patto con il governo!
Riorganizzare la lotta con l’obiettivo del potere!
Abbasso lo stato di eccezione!

La Paz, 20 giugno 2026

Global Sumud Flotilla 2026: è iniziata la navigazione

 Domenica 12 aprile le delegazioni internazionali della Global Sumud Flotilla 2026 hanno dato il via alla loro traversata, avente obiettivi umanitari e politici, in un contesto caratterizzato da cambiamenti rispetto all’anno precedente e da una crescente escalation dei conflitti in Medio Oriente. La Lega Internazionale Socialista (LIS) partecipa nuovamente in modo attivo alla missione verso Gaza

È COMINCIATA LA NAVIGAZIONE, CON UNA PARTENZA EMOZIONANTE

Le imbarcazioni con le delegazioni di 52 paesi, ormeggiate al Moll de la Fusta, hanno lasciato Barcellona senza aver ancora raggiunto le acque internazionali. I partecipanti hanno annunciato: «…dovremo aspettare che passi la tempesta proveniente da Minorca; tutte le nostre imbarcazioni sono pronte a proseguire verso l’Italia… dove altre imbarcazioni si uniranno alla flotta».

La manifestazione conclusiva ha sintetizzato lo spirito di solidarietà verso la causa palestinese, con due giorni di laboratori, musica e arte. Le attività hanno fatto da cornice alla presentazione dei partecipanti provenienti da diversi paesi, che nei giorni precedenti si erano preparati e allenati con grande impegno in vista della partenza. Il messaggio di partenza è stato molto chiaro, sottolineando gli obiettivi umanitari, a favore della causa palestinese e con un appello affinché la mobilitazione sul territorio torni ad esprimersi nuovamente con forza, sia per la Palestina che a sostegno della Global Sumud Flotilla (GSF).

UNA SITUAZIONE DIVERSA

Come già avvenuto durante la Flotilla dello scorso anno, gli equipaggi dovranno adeguare il ritmo della navigazione alle condizioni meteorologiche e marine, nonché alle condizioni delle piccole imbarcazioni su cui salgono. Altrettanto determinanti sono i cambiamenti nella situazione politica.

La GSF 2025 si è svolta nel quadro di un massiccio e diffuso processo di mobilitazione a sostegno del popolo palestinese, in particolare di Gaza. Mentre si intensificavano il genocidio e la pulizia etnica perpetrati dallo Stato di Israele, milioni di persone, soprattutto giovani, studenti e donne, hanno occupato le università, boicottato gli interessi sionisti e si sono mobilitate. Settori della classe lavoratrice, con i portuali in prima linea, hanno organizzato importanti scioperi, in grado di segnare una strada che ha preoccupato molto il potere.

Questa realtà ha sfidato i governi ed è stata fondamentale per fermare i bombardamenti, ma non ha affatto risolto i problemi storici e attuali della colonizzazione sionista, e ha causato perplessità sulla necessità di continuare e approfondire le azioni in corso.

SMARRIMENTI DA SUPERARE

La solidarietà con la Palestina non è scomparsa, e sicuramente tornerà a manifestarsi con forza, come è sempre avvenuto nel corso della storia. Tuttavia, l’ingannevole accordo tra Israele, gli Stati Uniti e Hamas ha legalizzato il genocidio, la pulizia etnica e l’occupazione territoriale, fornendo loro una base per procedere con l’annessione della Cisgiordania, l’invasione del Libano meridionale e gli attacchi contro l’Iran. Di conseguenza, le azioni attuali non hanno la stessa portata di quelle che fecero da sfondo alla prima GSF.

LA GUERRA, UN FATTORE DETERMINANTE

Un altro elemento fondamentale è l’escalation bellica che coinvolge direttamente l’imperialismo statunitense e il suo gendarme, lo Stato di Israele, che aggrediscono l’Iran, il Libano, la Palestina, lo Yemen e altri paesi. Si tratta di fatti che non erano presenti durante la precedente Flotilla, e che impongono che ogni scalo sia accompagnato da valutazioni precise, consultazioni democratiche e decisioni consapevoli sulla sicurezza della missione, sia in relazione alle sue destinazioni intermedie che a quella finale.

MOBITARCI PER LA PALESTINA, PER I PAESI AGGREDITI E PER LA FLOTILLA

Questi fatti ci impongono di rispondere con determinazione all’appello della GSF a promuovere mobilitazioni e azioni, sia per proteggerla sia per esigere che i governi si schierino a suo favore. Il processo dello scorso anno ha dato vita a un circolo virtuoso: la GSF è nata dalle mobilitazioni che, al contempo, essa ha alimentato, in una simbiosi politica di grande impatto mondiale che è necessario ricreare.

Solidarietà per l’Ucraina e la Palestina in occasione della partenza

LA LIS TORNA A PARTECIPARE ATTIVAMENTE

La LIS farà nuovamente parte della Flotilla, questa volta con la compagna deputata Cele Fierro e il compagno medico Raúl Laguna, entrambi del MST (Argentina). Avrà il sostegno a terra di Socialismo y Libertad (SOL, Spagna), ArbeiterInnenmacht (Germania) e Alejandro Bodart, coordinatore della LIS, alla partenza da Barcellona, insieme al Partito Comunista dei Lavoratori (Italia) e a tutte le organizzazioni che compongono la LIS nei cinque continenti.

Il MST e la LIS mobilitati in Argentina

Navighiamo per portare speranza a terra e organizzare solidarietà nella vita quotidiana. Come comunisti all’interno della Flotilla, invitiamo a promuovere mobilitazioni, blocchi e scioperi: solo così potremo proteggere le navi ed esercitare pressione sui governi. Come per la precedente Flotilla, riferiremo su tutti gli avvenimenti fino alla fine della missione.

PALESTINA E MEDIO ORIENTE LIBERI

Con grande determinazione, i partecipanti alla Flotilla si impegnano in prima persona nella missione senza perdere di vista ciò che accade a Gaza e in Medio Oriente. In tal senso, non ci sarà miglio marino durante il quale Cele e Raúl smetteranno di denunciare l’imperialismo e il sionismo per le loro atrocità a Gaza, in Cisgiordania e in tutta la Palestina, tornando a ripetere “via Israele dal Libano” e ad affermare che la sconfitta del sionismo è una causa dell’umanità che richiede solidarietà attiva e unità d’azione, esigendo dai governi che rompano le relazioni con lo Stato di Israele. Nella prospettiva di una soluzione di fondo che passa attraverso la rivoluzione socialista in Medio Oriente, affinché governino i lavoratori e si apra la strada verso una Palestina unica, laica, democratica, non razzista e socialista.

Rubén Tzanoff

Un’altra sconfitta del sionismo. I giudici confermano l’assoluzione di Alejandro Bodart


 La magistratura di Buenos Aires ha dichiarato «inammissibili» i ricorsi presentati dalla DAIA (Delegazione delle Associazioni Israeliane in Argentina) e dalla Procura. Questa nuova sentenza è la quarta a favore del nostro compagno Alejandro Bodart. Respinge l’ultimo ricorso, conferma la sua assoluzione e infligge una nuova sconfitta ai tentativi del sionismo di criminalizzare la difesa del popolo palestinese e la denuncia del genocidio

Una nuova e schiacciante sentenza giudiziaria ha appena inflitto una dura sconfitta al sionismo e ai suoi tentativi di censura. Lo scorso 27 marzo 2026 la Prima Sezione della Corte di Cassazione e d’Appello in materia penale della Città Autonoma di Buenos Aires ha deciso di dichiarare totalmente inammissibili i ricorsi di incostituzionalità presentati dalla Procura e dalla parte civile della DAIA. Entrambe le parti cercavano di portare il caso davanti al Truibunale Superiore di Giustizia locale per ribaltare l’assoluzione del nostro compagno Alejandro Bodart.

Questa decisione conferma ancora una volta un principio fondamentale per la nostra attività politica e per i diritti umani, stabilendo che denunciare il genocidio perpetrato dallo Stato di Israele contro il popolo palestinese non costituisce alcun reato.

Per comprendere la portata di questa vittoria è necessario ripercorrere il modo in cui il sionismo ha cercato di criminalizzare la libertà di espressione nel corso di tutti questi anni. Tutto è iniziato con alcuni semplici messaggi sui social network in cui Bodart metteva in discussione le azioni criminali dello Stato di Israele. In un primo momento, il giudice incaricato del caso ha respinto l’accusa, ma l’insistenza della parte civile è riuscita a imporre l’avvio di un processo orale. Durante quel processo sono stati chiamati a testimoniare esperti qualificati, e la forza delle prove ha portato a una prima e indiscutibile assoluzione. Non volendo accettare la realtà, la lobby sionista ha presentato ricorso in appello e ha ottenuto una condanna provvisoria. Quell’enorme ingiustizia è stata rapidamente ribaltata nel settembre 2025, quando la Corte di Cassazione ha annullato la pena e ha nuovamente assolto il nostro compagno. Ora, di fronte al disperato tentativo della DAIA e della Procura di continuare a inasprire il conflitto giudiziario, i giudici chiudono nuovamente loro la porta in faccia respingendo il loro ricorso.

In questa ultima istanza i querelanti hanno cercato di sostenere che la precedente sentenza di assoluzione fosse priva di logica e risultasse arbitraria. Hanno preteso che venisse applicata esclusivamente la definizione di antisemitismo elaborata dall’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto (IRHA) e hanno affermato che i messaggi di Bodart rappresentassero un discorso di odio secondo le linee guida del Piano d’Azione di Rabat (sulle modalità di valutazione dei discorsi d’incitamento all’odio, approvato dall’ONU nel 2012, ndt).

Il tribunale ha smontato completamente queste rozze manovre, spiegando che la denuncia non è riuscita a dimostrare l’esistenza di un vero e proprio caso costituzionale. In definitiva, la risposta della Giustizia ha smascherato l’inganno della DAIA e della Procura. I denuncianti non avevano alcun argomento costituzionale concreto da presentare, e la loro unica rimostranza era che i giudici precedenti avessero interpretato le pubblicazioni a favore del nostro collega Bodart, riconoscendogli il diritto di esprimere la propria opinione.

Attraverso questo ricorso in appello, i querelanti intendevano utilizzare la massima autorità giudiziaria della città come una sorta di ripescaggio per forzare una condanna per puro capriccio ideologico, che avrebbe costituito anche un tentativo di punire chiunque tenti di difendere la causa palestinese. Il loro è stato un tentativo disperato, che i magistrati hanno bloccato, chiarendo la non disponibilità delle alte sfere giudiziarie ad assecondare i capricci politici frutto della frustrazione sionista. Inoltre, i giudici hanno respinto la questione di gravità istituzionale sollevata dall’accusa, ritenendo che le sue affermazioni fossero generiche e prive di fondamento per giustificare l’intervento della massima autorità giudiziaria locale. Ciò significa che la querela ha cercato di inventarsi che le dichiarazioni del nostro compagno mettessero a rischio l’intera società e minacciassero la convivenza pacifica. Hanno cercato di ingigantire il caso in modo del tutto artificiale per generare allarme e costringere il Tribunale Superiore a occuparsi del caso.

Tutte queste sentenze giungono esattamente alla stessa conclusione. È stato pienamente dimostrato che non vi è stata alcuna azione discriminatoria. L’intero procedimento persecutorio orchestrato dalla DAIA è stato un chiaro intento di criminalizzare un’espressione politica di condanna del genocidio e di difesa del popolo palestinese.

L’enorme lavoro degli avvocati difensori María del Carmen Verdú e Ismael Jalil è stato fondamentale per smontare ogni singola menzogna presentata dal pubblico ministero e dai querelanti. Questo grande trionfo appartiene a loro, al nostro compagno Bodart, ai militanti del MST e della LIS e all’immensa campagna di solidarietà nazionale e internazionale che si è mobilitata per fermare questo abuso istituzionale.

Speriamo che i difensori del genocidio smettano di insistere con i loro ricorsi assurdi e riconoscano una volta per tutte questa assoluzione definitiva. Conoscendo la natura di questi personaggi, e sfruttando la forza che ci dà questa lotta, ci prepariamo a qualsiasi tentativo di continuare la persecuzione. Perché è emerso chiaramente che si è trattato della fabbricazione di un caso esemplare al fine di limitare la libertà di opinione e ogni critica al genocidio, e che ciò è fallito. Indubbiamente tanto accanimento è dovuto al fatto che la realtà del genocidio sta venendo alla luce e che denunciarlo non è un reato.

Oggi il mondo intero si mobilita per condannare il massacro in Medio Oriente. Questa sentenza rappresenta uno scudo indispensabile per proteggere altri attivisti perseguitati dal sionismo a livello mondiale. La forza di questa vittoria legale ci dà molta più forza per esigere l’immediata archiviazione di procedimenti persecutori simili, come quello che sta affrontando attualmente la compagna Vanina Biasi.

Forti di questo importantissimo trionfo, manteniamo alta la guardia e portiamo avanti la campagna e le azioni in difesa di Bodart. Non permetteremo mai che le nostre voci vengano messe a tacere e continueremo a denunciare il genocidio perpetrato da Israele fino alla conquista di una Palestina veramente libera dal fiume al mare.

Gonzalo Zuttión

Global Sumud Flotilla, la seconda missione è in marcia

 


La seconda Global Sumud Flotilla (GSF) salperà alla volta della Palestina, riaffermando il suo impegno con la causa palestinese. La Lega Internazionale Socialista (LIS) parteciperà attivamente all’evento di solidarietà internazionale

NUOVA E PIÙ GRANDE IMPRESA

Giovedì 5 febbraio il Comitato Direttivo della Global Sumud Flotilla ha tenuto una conferenza stampa presso la fondazione Nelson Mandela, a Johannesburg, in Sud Africa. I rappresentanti dell’Africa, dell’Europa, dell’America Latina, dell’Asia e dell’Alleanza di Solidarietà Palestinese annunciano la realizzazione di una nuova impresa verso la Palestina. In questa occasione sarà contemporaneamente marittima e terrestre, partendo il 29 marzo da Barcellona, dall’Italia, dalla Tunisia e da altri punti del Mediterraneo.

Gli organizzatori progettano di contare su più di 3.000 partecipanti da oltre di 100 paesi, viaggiando su più di 100 imbarcazioni e veicoli. Questo sarà possibile grazie allo sforzo collettivo di attivisti, personale medici, ingegneri, giornalisti e rappresentanti di organizzazioni civili; tanto in mare come via terra.

MAGGIORE ESPERIENZA E OBIETTIVI PIÙ AMPI

La nuova flotilla partirà con un bagaglio di esperienza accumulata di grande valore umano e organizzativo. La prima missione non ha potuto prendere terra a Gaza a causa del blocco, ma ha avuto comunque successo perché incarnava uno sforzo collettivo, affrontava le difficoltà a testa alta senza perdere di vista la denuncia del genocidio e della fame, sfidava la complicità e/o l’inazione dei governi, resisteva a campagne diffamatorie e forniva uno spazio per l’internazionalismo organizzato.

A differenza della precedente flottiglia, gli obiettivi della nuova non saranno esclusivamente umanitari. Rifiuterà la normalizzazione delle enormi sofferenze dei civili e risponderà direttamente alle proposte di “ricostruire Gaza” senza sovranità o partecipazione palestinese, compresi i piani che consoliderebbero il controllo esterno negando ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione.

RIMANE LA NECESSITÀ DI MOBILITAZIONI E AZIONI CONCRETE

Il 10 ottobre 2025, mentre gli ultimi attivisti rilasciati dalle prigioni israeliane stavano ancora tornando a casa, è stato firmato l'”Accordo Trump-Israele”. Da allora, l’esercito sionista rimane a Gaza, uccidendo, occupando territori e godendo dell’impunità per il genocidio compiuto. I palestinesi intanto muoiono di fame, sono senza assistenza e confinati in piccole aree isolate, tuttora sotto la minaccia sionista e l’intervento imperialista. Non esiste una pace giusta, ma solo l’imposizione del dominio. Di conseguenza, rimane la necessità di riprendere le mobilitazioni e le azioni di massa a sostegno della Palestina e del suo popolo sofferente.

LA LIS PARTECIPERÀ DI NUOVO

La nostra organizzazione internazionale parteciperà ancora una volta alla Global Sumud Flotilla. La nostra compagna Celeste Fierro (MST, Argentina) si è unita alla prima Flotilla a bordo della goletta “Adara”, portando con sé la bandiera della Lega Internazionale Socialista (LIS), che sarà nuovamente rappresentata da due compagni, che sosterranno attivamente e riferiranno sui progressi della seconda missione, già in corso.

Rimaniamo incondizionatamente al fianco del popolo oppresso, promuovendo la lotta per i suoi bisogni urgenti, infinitamente aggravati dalla crudeltà del genocidio, della pulizia etnica e dell’occupazione territoriale. Siamo convinti che la soluzione fondamentale risieda nella sconfitta dello Stato di Israele attraverso una rivoluzione socialista in Medio Oriente e la creazione di una Palestina unita, laica, non razzista, democratica e socialista, dal fiume al mare.

Rubén Tzanoff

Dagli accampamenti per la Palestina alle flotille. Il coraggio è contagioso

 


1 Settembre 2025

In tutto il mondo sono in corso nuove proteste, sempre più massicce e frequenti, per porre fine al genocidio in Palestina. Le mobilitazioni di massa, gli accampamenti universitari e le flottiglie cercano di rompere l'assedio, dando forma a un movimento globale sempre più radicalizzato. Ripercorriamo gli antecedenti di queste iniziative navali, che nell'ultima flotilla annovera tra i suoi membri Celeste Fierro del MST-FIT (Argentina)

Nonostante la campagna dell'estrema destra per instaurare un senso comune a favore di Israele, in tutto il mondo continuano incessanti i movimenti in difesa del popolo palestinese. Il potere economico e politico a livello mondiale è complice del genocidio in corso, ma i palestinesi di tutto il pianeta hanno trovato uno spazio per far sentire la loro voce insieme ad altri gruppi organizzati, dimostrando che la solidarietà popolare è la loro arma più potente per la resistenza.

Va sottolineato che l'appello a un cessate il fuoco continua a guadagnare terreno, a quasi due anni dall'intensificarsi del massacro perpetrato dallo Stato di Israele. La resistenza di bambini, adulti e anziani nella Striscia di Gaza ispira azioni, proteste e discorsi di artisti e personalità dei media. La campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) rafforza le azioni che mirano a indebolire il potere militare e il sostentamento economico di Israele, che dipende dalle risorse di multinazionali come Starbucks, McDonald's, Unilever, tra le altre.

In questo momento, mentre il genocidio avanza verso la “soluzione finale” accumulando crimini di guerra confessati dagli stessi vertici militari, assistiamo a una crudeltà esponenziale. Il blocco imposto al rifornimento di acqua, cibo e attrezzature mediche, la distruzione di ospedali, campi profughi e chiese, l'uccisione di bambini, donne e anziani in fila per ricevere aiuti umanitari e lo sfollamento di massa di un'intera popolazione sotto la minaccia di uno sterminio totale sono alcune delle principali violazioni dei diritti umani che si stanno commettendo nella regione e che, fin dalla Seconda Guerra Mondiale, non si pensava potessero ripetersi. È urgente raddoppiare gli sforzi per fermare la macchina di sterminio in atto.


AZIONI COLLETTIVE PER GAZA IN TUTTO IL MONDO

Le proteste in corso, iniziate in alcune città fin dal 2023, si sono presto diffuse in tutto il mondo. La solidarietà ha mobilitato i lavoratori, che hanno fatto pressione sulle aziende affinché disinvestissero in Israele. La mobilitazione ha coinvolto studenti di tutto il mondo, che hanno organizzato accampamenti per chiedere alle università di prendere posizione, soprattutto negli Stati Uniti, dove esistono legami diretti tra importanti università e Israele. Recentemente è stata riattivata la strategia dell'invio di flottiglie per rompere l'isolamento imposto alla Palestina.

Il tentativo di raggiungere Gaza con aiuti umanitari via mare non è nuovo. Il rigido controllo terrestre e aereo esercitato da Israele, che comprende il controllo e il blocco degli alimenti, rende la rotta marittima l'unica possibilità reale per far arrivare gli aiuti nel territorio palestinese.

1. Nel 2010, la Freedom Flotilla è stata brutalmente attaccata da Israele in acque internazionali, causando otto morti e decine di feriti.

2. Nel 2015 e nel 2018 altre iniziative non sono riuscite ad arrivare in Palestina, venendo intercettate. Nel 2025 ci sono già stati due tentativi: nel primo, a maggio, la nave è stata attaccata con dei droni. L'equipaggio, che includeva personaggi noti come Greta Thunberg, è stato sequestrato e arrestato dalle forze israeliane.

3. Successivamente, anche la nuova flotilla, guidata dalla nave Madleen, è stata intercettata.


LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

Ora è in corso un nuovo tentativo di rompere l'assedio. In questo momento, migliaia di attivisti da tutto il mondo si stanno dirigendo verso Gaza per la più grande azione di protesta che ci sia mai stata contro l'assedio e la crisi umanitaria. Per aumentare la visibilità dell'azione, attivisti, influencer e militanti di diverse lotte si stanno unendo alle flotte per portare aiuti al popolo palestinese.

Dall'Argentina, siamo orgogliosi di essere rappresentati dalla compagna Cele Fierro, militante del Movimiento Socialista de los Trabajadores (MST) e deputata della città di Buenos Aires per il Frente de Izquierda - Unidad, parte della delegazione che cerca di aprire, finalmente, un canale umanitario permanente e fermare il genocidio. Questo è un grande passo avanti per costruire una risposta internazionale forte e attiva in difesa di una Palestina libera, democratica, laica e socialista, come rivendicato dalla Lega Internazionale Socialista.

Da tutti i fiumi a tutti i mari, la Palestina vincerà!

Lucas Finger

La LIS parteciperà alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, a sostegno della Palestina

 


La Lega Internazionale Socialista (LIS) farà parte della flotta umanitaria che salperà il 31 agosto alla volta di Gaza. Più di 50 navi, in partenza da diversi punti d'Europa, tenteranno di rompere il blocco imposto dallo Stato di Israele e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.


Questa azione internazionalista mira a denunciare e contrastare l'embargo sanitario e alimentare al quale lo Stato di Israele sottopone milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, nel quadro del genocidio in corso. La flotilla si inserisce nella tradizione di lotta e solidarietà attiva che diverse organizzazioni in tutto il mondo promuovono per sostenere la resistenza palestinese contro l'occupazione e la barbarie sionista.

La deputata argentina del MST e del Frente de Izquierda, Celeste Fierro, farà parte di questa spedizione e rappresenterà la Lega Internazionale Socialista (LIS) in questa iniziativa internazionalista: «Riaffermiamo il nostro impegno per la causa palestinese e per la mobilitazione internazionale contro il massacro a Gaza. Rifiutiamo la complicità dei governi che danno sostegno politico e materiale allo Stato di Israele ed esigiamo la rottura delle relazioni con questo mostro genocida. Insieme ai milioni di persone che si mobilitano in tutto il mondo e mettono in atto ogni tipo di mobilitazione, non ci fermeremo finché l'occupante non sarà espulso e la Palestina sarà libera, dal fiume al mare», ha affermato.

La Global Sumud Flotilla fa parte di una campagna più ampia per rompere l'embargo, denunciare il genocidio e rafforzare l'organizzazione internazionalista a sostegno del popolo palestinese. Da parte della LIS invitiamo a moltiplicare la solidarietà attiva: la Palestina vincerà!

Lega Internazionale Socialista

Argentina. Udienza pubblica al Congresso Nazionale. Per l'assoluzione di Alejandro Bodart

 


In vista di una nuova seduta del tribunale per l'appello presentato contro la sentenza che intende condannare Alejandro Bodart per aver espresso solidarietà alla causa palestinese e denunciato il genocidio in corso perpetrato dallo Stato di Israele, lunedì 23 si è tenuta un'udienza pubblica presso il Congresso Nazionale. Tra gli altri, hanno partecipato gli avvocati difensori di Bodart, María del Carmen Verdú e Ismael Jalil, insieme a deputati nazionali, organizzazioni per i diritti umani, organizzazioni sociali, politiche, ambientali, rappresentanti della comunità araba ed ebraica.


Durante l'udienza Bodart ha dichiarato: «Tre anni fa ho pubblicato sulle mie pagine social una denuncia contro lo Stato di Israele, accusandolo di razzismo e genocidio, ed ho espresso la mia solidarietà al popolo palestinese. Denunciare la barbarie ha portato a una denuncia da parte della DAIA [Delegazione delle Associazioni Israeliane in Argentina], che mi ha assurdamente accusato di antisemitismo. Accusa dalla quale sono stato assolto in due gradi di giudizio, considerando che le mie espressioni erano tutelate dal diritto alla libertà di espressione. Tuttavia, la giustizia argentina ha dato un'ulteriore dimostrazione di servilismo nei confronti del potere in carica. I giudici Ignacio Mahiques e Jorge Atilio Franza hanno tentato nuovamente di condannarmi, e nell'udienza di giovedì abbiamo presentato ricorso contro questa decisione antidemocratica. Il Tribunale Internazionale dell'Aia, la Corte Penale Internazionale, la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, innumerevoli organizzazioni per i diritti umani, settori democratici, persino Papa Francesco, hanno condannato tali crimini di Israele contro l'umanità. Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra ricercato, ma loro vogliono mettere a tacere me per aver detto la verità in solidarietà con il popolo palestinese. Non ci riusciranno, perché siamo in tanti a non tacere di fronte a questa barbarie».

Bodart ha aggiunto: «Trovo assolutamente ingiusto che si cerchi di condannarmi, in quello che vedo come un chiaro tentativo di mettere a tacere chi denuncia il genocidio contro il popolo palestinese. Sono convinto che mettere in discussione le politiche di uno Stato non debba essere confuso con un atto di discriminazione nei confronti della sua popolazione. Non rinuncerò mai al mio impegno per la causa palestinese. Insieme ai miei avvocati, María del Carmen Verdú e Ismael Jalil, ricorreremo contro questa sentenza in tutte le istanze necessarie, chiedendo la mia assoluzione totale. La difesa dei diritti umani e della libertà di espressione non può essere criminalizzata. Questo processo non riguarda solo me, ma costituisce un pericoloso precedente per tutte le persone che lottano per la giustizia e la verità».



26 giugno. Mobilitazione al tribunale. Assoluzione per Alejandro Bodart.

Giovedì 26 giugno, a partire dalle ore 10:00, si terrà una manifestazione di solidarietà con Alejandro Bodart, leader politico e segretario generale del Movimiento Socialista de los Trabajadores (MST) nel FIT-U e coordinatore della Lega Internazionale Socialista, perseguitato per aver denunciato il genocidio perpetrato dallo Stato di Israele contro il popolo palestinese.

La mobilitazione partirà dall'incrocio tra Avenida Libertad e Avenida Marcelo Torcuato de Alvear a Buenos Aires, e arriverà fino alle porte della Sala III della Camera Penale, dove Bodart dovrà affrontare un nuovo processo. In vista di questo appuntamento giudiziario, lunedì si è tenuta un'importante udienza pubblica al Congresso, dove un ampio settore di organizzazioni e leader ha espresso il proprio sostegno ad Alejandro Bodart.

Questo caso rappresenta una grave violazione della libertà di espressione e un tentativo di mettere a tacere le voci che denunciano il massacro, l'infanticidio e l'apartheid che lo Stato sionista di Israele perpetra quotidianamente contro il popolo palestinese.

Bodart era già stato assolto, ma a seguito dell'appello della DAIA, una giustizia complice insiste nel mantenere aperto il processo giudiziario, e cerca di condannare Bodart. Questo giovedì le bandiere di sostegno al popolo palestinese torneranno a sventolare nuovamente, e grideremo a gran voce che denunciare un genocidio non è un reato, chiedendo l'assoluzione di Bodart.

Vi invitiamo a unirvi alla mobilitazione e ad affiancarvi a noi nella richiesta di assoluzione, per il diritto di parola ed espressione senza alcuna censura.

Periodismo de Izquierda - MST


La confluenza dell'Opposizione Trotskista Internazionale nella Lega Internazionale Socialista

 


Avanza l'unità dei marxisti rivoluzionari nel mondo

26 Maggio 2025

English version

Il congresso dell'Opposizione Trotskista Internazionale (OTI), tenutosi a Rimini il 23-24-25 maggio, ha deciso a larghissima maggioranza il proprio scioglimento in funzione della confluenza nella Lega Internazionale Socialista (LIS). È un passo avanti dell'unità dei trotskisti conseguenti nel mondo.

La scelta compiuta dall'OTI è coerente con la sua impostazione di fondo. L'OTI è stata una piccola organizzazione internazionale (presente in Italia, Stati Uniti, Danimarca, Gran Bretagna, Francia, Ungheria), di cui il PCL ha rappresentato la principale sezione, che si è sempre battuta per il raggruppamento rivoluzionario internazionale attorno a un quadro comune di programma generale e di principi fra tutte le organizzazioni e tendenze che condividono tale programma, indipendentemente dalla loro diversa provenienza, sulla base del centralismo democratico leninista. Una impostazione esattamente opposta alla logica assurda della frammentazione fra tante piccole internazionali-frazione autocentrate che purtroppo ha segnato tanta parte del movimento trotskista, anche nella sua area rivoluzionaria.

L'incontro con la LIS è maturato su questo terreno. La LIS è un'organizzazione internazionale marxista rivoluzionaria presente in quaranta paesi del mondo, in tutti i continenti. È nata nel 2019 dal raggruppamento internazionale, su una comune base programmatica, di organizzazioni di diversa storia e provenienza, a partire dal forte Movimiento Socialista de los Trabajadores (MST, Movimento Socialista dei Lavoratori) argentino, proveniente dalla tradizione morenista, e da The Struggle, consistente organizzazione pachistana proveniente dalla tradizione di Ted Grant. Il suo rapido sviluppo è passato anche per la conquista di organizzazioni che hanno rotto con lo stalinismo, come nel caso delle sezioni kenyota e libanese della LIS, entrambe nate da una scissione dei settori giovanili dei partiti comunisti dei rispettivi paesi.

Due anni di intenso confronto politico con la LIS ci hanno permesso di verificare non solo la comune base programmatica e metodo di costruzione, ma anche una comune analisi del mondo, in tutti i suoi aspetti decisivi: a partire dalla comprensione dello scontro fra vecchie e nuove potenze imperialiste, quale chiave di lettura dello scenario internazionale. Il pronunciamento comune sulla complessa crisi ucraina, contro l'invasione dell'imperialismo russo e contro la spartizione imperialista del paese; il pronunciamento comune sulla questione palestinese, per la distruzione rivoluzionaria dello stato sionista; il comune pronunciamento sulla guerra indo-pachistana, a favore di una impostazione disfattista bilaterale; la comune battaglia contro il riarmo imperialista ed ogni economia di guerra, hanno misurato non solo lo stesso posizionamento di fondo sui principali fatti mondiali, ma anche la capacità di applicare correttamente l'impostazione leninista in tutte le sue articolazioni. Contro ogni posizione campista o semicampista. Contro ogni subordinazione al pacifismo imperialista. Contro ogni negazione antileninista dei diritti nazionali dei popoli oppressi.

Lo stesso vale per la comune linea generale di intervento nella lotta di classe, nelle organizzazioni sindacali, nei movimenti femministi e trasfemministi, nel movimento ambientalista: per ricondurre le rivendicazioni immediate di ogni movimento di classe o progressivo alla prospettiva rivoluzionaria del governo dei lavoratori e delle lavoratrici, contro ogni subordinazione a impostazioni riformiste, piccolo-borghesi, aclassiste. Da qui la centralità delle rivendicazioni transitorie e del metodo transitorio. Non a caso il congresso dell'OTI ha registrato la totale convergenza con la LIS circa la linea di intervento sulla questione di genere, a partire dalla ricca discussione sull'importante documento elaborato dalle nostre compagne, approvato unitariamente dal congresso.

La confluenza dell'OTI nella LIS è tanto più importante perchè non si tratta di un fatto isolato. La Lega per la Quinta Internazionale, proveniente dalla tradizione del Socialist Workers Party britannico, e oggi presente in diversi paesi (Germania, Gran Bretagna, Svezia, Pachistan...) è stata anch'essa coinvolta nella prospettiva della propria confluenza nella LIS, condividendo con LIS e OTI i comuni pronunciamenti prima citati e il confronto politico che li ha accompagnati. Da qui la previsione ottimistica formulata dalla delegazione della Lega per la Quinta Internazionale presente al nostro congresso, circa la prospettiva del proprio ingresso a breve nella LIS.

Non solo. L'avvenuta confluenza dell'OTI nella LIS, e quella altamente probabile della Lega per la Quinta Internazionale, ponendosi finalmente in controtendenza rispetto alle dinamiche di frammentazione settaria, possono moltiplicare a loro volta la capacità attrattiva della LIS nei confronti di altre importanti organizzazioni rivoluzionarie di diversi paesi e continenti. Organizzazioni che in diversi casi hanno già hanno espresso la propria attenzione e giudizio positivo sul processo di raggruppamento in corso. Lo scopo della LIS infatti non è quello di preservare sé stessa ma di lavorare alla costruzione della nuova Internazionale rivoluzionaria, quale direzione alternativa dell'avanguardia di classe nel mondo. «Raccogliere il meglio delle diverse tradizioni del trotskismo per costruire insieme una nuova tradizione» è lo scopo dichiarato della LIS, e al tempo stesso un passo avanti necessario per la prospettiva della nuova Internazionale.

La confluenza dell'OTI nella LIS è infine un fatto di estrema importanza per il Partito Comunista dei Lavoratori. Di ulteriore motivazione della nostra organizzazione militante e di rilancio della sua capacità di aggregazione e di crescita. Per questo tanto più oggi rivolgiamo un appello a tutti/e i compagni e compagne che condividono il nostro progetto perchè rafforzino il PCL, quale nuova sezione italiana della Lega Internazionale Socialista. Il momento è ora. Invitiamo i nostri aderenti a passare a militanti, e dunque a partecipare a pieno titolo al congresso mondiale della LIS che si terrà alla fine del 2025. Invitiamo tanti nostri interlocutori e simpatizzanti a sciogliere ogni riserva e ad aderire al PCL nella forma che ognuno liberamente sceglierà.

La prospettiva della costruzione di una nuova Internazionale rivoluzionaria ha fatto un importante passo in avanti. Facciamo insieme il nuovo cammino.

Partito Comunista dei Lavoratori

Costruiamo l'Internazionale socialista rivoluzionaria

 


Contro l'ondata dell'ultradestra, contro i reazionari, contro l'imperialismo e il sionismo. Per una soluzione internazionalista e proletaria

18 Maggio 2025

Assemblea pubblica

Giovedì 22 maggio alle ore 20:30, al circolo Asyoli di Forlì, si terrà un’importante serata con ospiti internazionali. Parleremo di Palestina, sionismo, repressione e reazione con Alejandro Bodart (MST) dall’Argentina, Martin Suchanek (Lega per la 5a internazionale) dalla Germania e Franco Grisolia (PCL).

Le destre sono in avanzata in tutto il mondo, dal’AfD in Germania, all’Argentina di Milei, agli USA di Trump all’Italia di Meloni, con i conseguenti attacchi frontali ai diritti civili e sociali e alla classe lavoratrice.

Il compagno Bodart è recentemente finito nel mirino della giustizia borghese argentina per aver denunciato il genocidio perpetrato dal governo israeliano a Gaza, con la revoca della precedente assoluzione a causa della denuncia dell’organizzazione sionista DAIA (Delegazione delle Associazioni Israeliane in Argentina).

Siamo di fronte a una difficile battaglia politica, perché in molti paesi è in atto un processo di vera e propria colonizzazione del sistema politico e giudiziario da parte dell’apparato sionista per cercare di vittimizzarsi e mettere a tacere le critiche a Israele.

Davanti a una situazione di crescente offensiva reazionaria su scala globale, di instabilità politica e sociale, ma anche di polarizzazione e di possibili attivazioni e reazioni da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, è massimamente urgente il compito di costruzione su scala mondiale di un'organizzazione di avanguardia rivoluzionaria.

Questa organizzazione è per noi l'unico mezzo che possa indicare una soluzione alla barbarie capitalista, e costituire lo strumento di lotta che ci libererà da essa.

Costruiamo insieme l'Internazionale socialista rivoluzionaria, in Italia, in Europa, nel mondo!

In ricordo del compagno Pablo Vasco, dirigente del MST e della LIS

 


Abbiamo appreso con enorme costernazione e grande dolore l'improvvisa scomparsa del compagno Pablo “Vasco” Sartore.

Quei pochi di noi che lo avevano conosciuto lo scorso anno in Francia e in Argentina avevano potuto valutare la sua grande umanità e la sua grande preparazione politica, e anche la sua profonda capacità di scrittore nei suoi brillanti testi sulla questione di genere e sulle "dissidenze" sessuali LGBT+, alcune parti dei quali sono state molto utili anche per il nostro dibattito interno.
Non lo dimenticheremo lottando insieme per costruire quella internazionale marxista e rivoluzionaria per cui lui ha sempre combattuto, per creare un mondo finalmente privo di ogni sfruttamento e ogni oppressione.


Pablo ha avuto una lunga carriera nella sinistra rivoluzionaria. Ha militato ininterrottamente dal 1975 nel PST, nel vecchio MAS e poi nel MST, come membro della Direzione Nazionale. È stato impiegato di banca, metalmeccanico e studente universitario. È entrato a far parte della direzione del giornale, della commissione propaganda e responsabile del lavoro internazionale. Pablo ha dedicato uno sforzo particolare alla costruzione della Lega Socialista Internazionale. È stato uno dei pilastri nello sviluppo di questa corrente internazionale sotto vari aspetti, attivo in Francia e nei rapporti politici con diverse organizzazioni. Pablo ha proiettato il suo entusiasmo e le sue capacità in due ambiti in cui ha lasciato un indubbio segno. La lotta per i diritti di genere, dove ha espresso le sue elaborazioni che si sono riflesse in diverse pubblicazioni, ma soprattutto la sua militanza fin dagli anni '70 fino alla fondazione di Libre Diversidad e come leader della Federazione LGBT. E in secondo luogo, attraverso la CADHU (Commmissione Argentina per i Diritti Umani), ha abbracciato con forza la causa della lotta per i diritti umani, contro l'impunità di ieri e di oggi, diventando senza dubbio uno degli artefici dell'Incontro Memoria Verità e Giustizia, e lavorando fianco a fianco con i referenti e con tutte le organizzazioni, impegnandosi per sviluppare la lotta, per l’unità nella diversità, consapevole della necessità di portara avanti la mobilitazione soprattutto nei tempi che stiamo attraversando di repressione e negazionismo.

(dal sito del MST)

Partito Comunista dei Lavoratori