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Francia. La lotta di Gaël Quirante non si ferma

 


Dopo quasi tre anni, continua la persecuzione politica e sindacale del compagno Gaël Quirante, militante del NPA in Francia e segretario dipartimentale del sindacato SUD Poste 92 (sindacato dei lavoratori postali).

14 Gennaio 2021

VINCERE LA CAUSA DI GAEL! È POSSIBILE!

Appello alla mobilitazione per giovedì 14 gennaio, alle 9 Gaël sarà in tribunale per ottenere il suo reinserimento.

La manifestazione partirà dalla stazione di Cergy, poi davanti alla Prefettura per recarsi in tribunale. Più saremo e più saremo in grado di manifestare il nostro appoggio al compagno Gael nella causa per il reinserimento!

Una sentenza favorevole sarebbe una vittoria per tutti i lavoratori delle poste, e una pesante sconfitta per la direzione che oggi cerca di accelerare i licenziamenti in tutto il Paese.

Più in generale, il reinserimento di Gaël rappresenterebbe un incoraggiamento per le lotte sociali che si estendono anche oltre le rivendicazioni dei postini.

Dobbiamo essere numerosi a sostenere Gaël dinnanzi al tribunale per ottenere il suo reinserimento.

INIZIAMO IL 2021 CON UNA VITTORIA per iniziare una stagione di lotta!

Sudposte Hauts de Seine

Per informazioni sulla vicenda di Gaël:

https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=6199

https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=5858

Traduzione del

Partito Comunista dei Lavoratori

Francia. Terminato con successo lo sciopero dei postini del 92° dipartimento

Dopo quindici mesi di sciopero permanente, la dura lotta dei postini del 92° dipartimento francese (periferia nord-ovest di Parigi, con capoluogo Nanterre) si è chiuso con successo. Il nostro sito ha riportato regolarmente le informazioni su questa battaglia di classe diretta, tramite il sindacato SUD, dai nostri compagni della tendenza Anticapitalisme et Revolution del Nuovo Partito Anticapitalista (NPA), che nei limiti delle nostre forze abbiamo sostenuto concretamente.
Riproduciamo qui di seguito il comunicato sulla conclusione della lotta emanato dal sindacato SUD-Poste del 92° dipartimento, di cui è segretario il nostro compagno Gaël Quirante.


Comunicato del 2 luglio

La firma di un protocollo di accordo segna la fine di una lotta esemplare di 15 mesi delle postali e i postali del 92° dipartimento.
Ieri, lunedì 1 luglio, dopo 463 giorni di sciopero, la direzione delle Poste e la nostra organizzazione sindacale hanno firmato un protocollo di fine conflitto. I 150 lavoratori in sciopero (20% degli effettivi delle postine e dei postini del dipartimento) ricominceranno a lavorare giovedì 4 luglio 2019.
Usciamo più forti da questo storico conflitto, nel quale non ci siamo mai arresi.

Lo sciopero svela un furto di tempo di lavoro su larga scala

La nostra mobilitazione è infatti riuscita ad evidenziare a livello nazionale la sottrazione del tempo di lavoro portata avanti dalle Poste: come è stato indicato dall’inchiesta di Libération del 25 giugno 2019, gli algoritmi utilizzati per calcolare il carico di lavoro dei 70.000 postali del paese sono completamente sfasati rispetto alla realtà dei luoghi di lavoro. Le postine e i postini francesi e i loro solidali hanno ora la possibilità di servirsi di questo come punto di appoggio per rimettere in discussione i piani di tagli di posti di lavoro, di settori e della qualità del servizio messi in atto dalle Poste. Ne discuteremo ampiamente con la nostra federazione e con tutti i collettivi militanti che hanno a cuore la difesa dei postini e del servizio pubblico.

Dei piani di soppressione di posti di lavoro respinti

I piani di soppressione di posti di lavoro previsti per gli uffici postali in sciopero sono stati rimandati fino a gennaio 2021. Così, inoltre, degli uffici come quelli di Asnières o di Levallois continueranno a non subire tagli dei turni, che non si verificano dal 2010; allo stesso modo quelli di Clichy o di Gennevilliers, che non ne hanno dal 2011... Più di dieci anni senza riorganizzazioni quando il tempo che intercorre fra due progetti di riorganizzazione altrove in Francia è di due anni.
Le Poste ammettono così che non potranno dare seguito a riorganizzazioni, come minimo, per un periodo che, in funzione degli uffici, può estendersi fino al 2021. Al termine di questo periodo, la disputa circa la fondatezza di queste ristrutturazioni aziendali resta, e per la nostra organizzazione sindacale è inconcepibile approvare questi progetti e il metodo usato per porli in essere.

Niente interruzione meridiana

Per la maggior parte degli uffici in questione, a partire da adesso abbiamo già ottenuto che l’interruzione meridiana, i turni di distribuzione ulteriori e gli altri dispositivi che implicano lo smantellamento del mestiere di postino resteranno nel dimenticatoio per anni. Il nostro movimento ha così provato che era possibile tenere testa ai maggiori datori di lavoro del paese dopo lo Stato. L’ufficio di Boulogne, la cui riorganizzazione è rinviata come minimo a maggio 2020, non sarà investito né dell’interruzione meridiana né dalla messa in atto dei turni di distribuzione ulteriori, proprio come l’ufficio di Levallois- Perret (nessuna riorganizzazione prima di marzo 2020) e di Asnières (nessuna riorganizzazione prima di gennaio 2021).

142 assunzioni a tempo interminato

A seguito dello sciopero si sono inoltre ottenuto 142 assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori interinali, di cui 70 nel 2019: assunzioni in quantità, e una riduzione della precarietà. Si tratta di un avanzamento duplice da mettere sul conto dello sciopero. All’inizio queste risorse sono state assunte per provare a controbilanciare gli effetti dello sciopero… che però ha finito per ottenere la conservazione di questi posti di lavoro!

Una svolta in materia di diritto sindacale

Lo sciopero ha ugualmente strappato un avanzamento che costituirà un precedente giurisprudenziale in ambito di diritto sindacale: la possibilità per un rappresentante sindacale (qui il nostro segretario Gaël Quirante) di continuare ad intervenire nell’azienda dalla quale è stato licenziato evidenzia una svolta che non chiede che di essere ripresa in altri settori del mondo del lavoro. Se un esempio di tale portata si sistematizzasse, i padroni rifletterebbero due volte prima di licenziare un rappresentante sindacale.

Cassa di resistenza e sostegno esterno sono stati decisivi

I lavoratori in sciopero hanno inoltre ottenuto delle condizioni di ripresa del lavoro che garantiscono loro il versamento di una somma pari a 4000 euro netti dalla fine di luglio per quelle e quelli che hanno scioperato tutti i giorni della mobilitazione.
La cassa di resistenza delle postine e dei postini del 92° dipartimento è la più importante che sia stata mai realizzata nel paese. Ritorneremo più in dettaglio su questo, che è stato cruciale per portare avanti il braccio di ferro con la direzione del Gruppo La Poste.
Ringraziamo calorosamente l’insieme delle organizzazioni sindacali, politiche e associative che ci hanno sostenuto. Senza questo supporto, non saremmo stati in grado di resistere. In particolare il comitato di solidarietà allo sciopero ha giocato un ruolo decisivo nell’ottenimento di tutto ciò.

Di fronte allo sciopero, le Poste hanno dovuto indietreggiare

All’inizio del conflitto, l’obiettivo delle Poste era di spezzare le reni al nostro sindacato e di porre un freno alla combattività che esso incarnava a livello delle postine e dei postini del 92°. Ha subito una sconfitta: la nostra organizzazione sindacale, gli scioperanti e la strategia di raggruppamento degli uffici, dei settori e dei fronti di lotta che ha portato avanti escono da questo conflitto storico rafforzati.
Che la nostra determinazione dia forza ad altri! Perché di fronte alla barbarie di questo mondo, è ora di riunire tutte le mobilitazioni.
Che siano i nostri compagni di Geodis Genneviliers alle prese con la repressione, i medici del pronto soccorso che si battono per la salute di tutte e tutti, il personale del mondo dell’istruzione in sciopero dell’esame di Stato, i gilets gialli la cui determinazione è contagiosa, i/le militanti dei quartieri popolari che non si rassegnano di fronte alle violenze della polizia, o le capitane che hanno soccorso dei migranti rischiando la loro libertà personale: uniamo le nostre resistenze, colpiamo insieme in vista di una controffensiva globale del mondo del lavoro e dei giovani!




Articolo di Libération


Video
Partito Comunista dei Lavoratori - Commissione internazionale

Gaël libero

La lotta dei postini francesi non arretra e non si ferma -  Gaël Quirante è uscito dal commissariato alle 13:45 di lunedì 17, libero, dopo un fermo prolungato di oltre 24 ore legato all'accusa di aver danneggiato dei beni di proprietà delle Poste. Durante la notte di venerdì 15 giugno, i postini in sciopero, il comitato che li sostiene e alcuni giornalisti si erano recati nei locali della sede nazionale delle Poste per reclamare l'apertura delle trattative e la discussione di un protocollo di fine conflitto, cosa che le Poste stanno da sempre rifiutando. È stato quindi dimostrato che il complesso dei danni segnalati si era verificato proprio ad opera delle stesse forze dell'ordine, che si erano recate sul posto per cacciare i lavoratori e i solidali. 
Gaël è quindi libero e senza accuse a carico.
I tentativi intimidatori e repressivi di fermare uno sciopero che dura da quasi 15 mesi, contro le riorganizzazioni, l'aumento dei carichi di lavoro, contro le privatizzazioni e le esternalizzazioni, per la stabilizzazione dei precari e per un servizio postale pubblico e umano, non funzionano.
Le Poste francesi devono rispondere alla richiesta di trattative da parte dei postini e delle postine di SUD-PTT 92!
Partito Comunista dei Lavoratori

No alla repressione del governo Macron!

Libertà immediata per Gaël Quirante! -16 Giugno 2019

I compagni e le compagne che seguono regolarmente il nostro sito conoscono il nome e il ruolo del nostro compagno francese Gaël Quirante. Membro del Comitato Esecutivo del Nouveau Parti Anticapitaliste (Nuovo Partito Anticapitalista, NPA), principale esponente della sua corrente di sinistra (Anticapitalisme & Révolution) e della tendenza internazionale di opposizione della Quarta Internazionale (ex Segretariato Unificato), Gaël è il segretario del sindacato postini del Dipartimento 92 (zona di Nanterre, periferia occidentale di Parigi), appartenente all'importante sindacato generale di base SUD. Licenziato alcuni anni fa per rappresaglia delle importanti e radicali lotta da lui dirette, Gaël ha vinto il ricorso legale contro il licenziamento nei tre livelli di giudizio della magistratura del lavoro. Poiché, però, l'ultima parola su questo terreno spetta, nella antidemocratica e repressiva legislazione francese, al ministro del lavoro, essa, in contrasto con la stessa commissione di inchiesta del proprio ministero, ha confermato il licenziamento. Da quel momento, cioè dal 26 marzo del 2018, i circa 150 postini del settore di Gaël sono entrati in sciopero permanente a tempo indeterminato È quindi più di un anno che questi lavoratori e lavoratrici sono in lotta a costo di grandi sacrifici sostenuti con l'ausilio di una cassa di resistenza, che ha visto svilupparsi il sostegno dell'avanguardia di classe e che ha permesso di garantire un modesto "reddito di sciopero" uguale per tutti.
Oggi, dopo più di un anno di eroica lotta e proprio quando sembravano aprirsi le possibilità che le Poste nazionali e il governo cedessero, la polizia ha proceduto al fermo di Gaël Quirante, non si sa bene in base a quali accuse precise, ma per il suo ruolo nello sciopero e nelle manifestazioni che lo hanno accompagnato.
In Francia la mobilitazione per la liberazione di Gaël è gia iniziata. Teniamoci pronti a dare tutto il nostro possibile sostegno.



In questa pagina è possibile partecipare alla cassa di resistenza

Alleghiamo qui sotto i comunicati del sindacato SUD-PTT e del NPA


Comunicato del NPA

Il nostro compagno Gaël Quirante arrestato questa mattina. Esigiamo la sua liberazione immediata

Oggi, all'alba, il nostro compagno Gaël Quirante, membro del comitato esecutivo dell'NPA, è stato arrestato e posto in stato di fermo. Dalle informazioni che abbiamo, questo arresto sarebbe legato alle «sue attività» di animatore di uno sciopero che dura da più di 14 mesi alle poste del dipartimento di Hauts-de- Seine. Ancora una volta, la polizia per conto delle Poste reprime i lavoratori in sciopero. Ancora una volta, la polizia mostra il suo vero volto: quello di braccio armato al servizio del capitale.

L'NPA esige la liberazione immediata del nostro compagno. Se la direzione delle Poste crede di poter evitare le trattative e di piegare gli scioperanti e i loro sostenitori, ricorrendo alla più brutale repressione, sbaglia completamente.

Un presidio di solidarietà è previsto questa domenica alle 12 davanti alla Sureté territoriale, 3-5 rue Riquet, Paris 19 (metro Riquet).

Montreuil, domenica 16 giugno 2019




Comunicato di SUD-PTT

Abbiamo appena saputo che il nostro compagno Gaël Quirante è in stato di fermo, al commissariato del 19e arrondissement di Parigi. Stando alle informazioni che siamo riusciti a raccogliere, il suo arresto sarebbe legato alle sue "attività". Nel linguaggio della polizia, questo significa che Gaël è stato fermato a causa del suo impegno militante. Questo arresto si verifica in un contesto in cui le Poste si rifiutano di impegnarsi ad evitare procedure disciplinari contro i lavoratori in sciopero del 92esimo dipartimento. Un rifiuto ancora più incomprensibile dato che manca poco per arrivare alla firma di protocollo di conclusione dello stato di agitazione.
La sola soluzione per uscire dal conflitto passa per un cambiamento di atteggiamento da parte della direzione delle Poste, che deve riaprire le trattative.

Noi chiediamo la liberazione immediata di Gaël e la cessazione di tutti i procedimenti giudiziari contro i militanti di Sud Poste 92.

SUD-PTT invita al presidio a partire dalle 12 al 3-5 di rue Riquet (Paris 19e metro Riquet).

Parigi, 16 giugno 2019
Partito Comunista dei Lavoratori

Liberazione immediata di Gaël Quirante!

La repressione di Macron si abbatte di nuovo sui lavoratori in lotta

Il governo Macron continua ad aggravare la sua azione repressiva. Questa volta direttamente contro il movimento operaio. I famigerati CRS (quelli che nel '68 venivano indicati con lo slogan CRS = SS) hanno aggredito un picchetto di lavoratori proprio mentre si stava sciogliendo e si sono avventati, con scelta chiaramente preordinata, contro il compagno Gaël Quirante.
Gaël è un dirigente trotskista, leader di Anticapitalisme & Revolution, corrente di sinistra del Nouveau Parti Anticapitaliste; è inoltre dirigente del sindacato dei postini dell'importantante sindacato di base SUD-Solidaires. Proprio per questo suo ruolo e per la radicalità delle lotte sviluppate e dirette, Gaël è stato licenziato dalla Direzione nazionale delle poste; riammesso al posto di lavoro in base a tre sentenze della magistratura, è stato definitivamente licenziato l'aprile scorso dalla ministra della funzione pubblica, che per la antidemocratica legge francese ha l'ultima parola.
Dal momento del suo licenziamento, tutti i 150 lavoratori del suo centro postale di Nanterre, nella periferia di Parigi, sono entrati in sciopero totale a tempo indeterminato per la sua reintegrazione. Dieci mesi di sciopero continuato, reso possibile da una campagna nazionale e internazionale che ha permesso di costituire una cassa di resistenza che garantisce a tutte e tutti gli/le scioperanti la somma modesta ma significativa di mille euro al mese per sopravvivere e continuare a lottare. Una lotta eccezionale, dunque, con un impianto generale che i compagni postini di SUD e di A&R hanno cercato di indicare come la via da seguire per sviluppare la battaglia sociale e politica del movimento operaio e permettere che esso si presenti come direzione sociale, alternativa alla borghesia e al governo Macron, anche rispetto al confuso e contraddittorio movimento dei gilet gialli.
È necessario respingere la provocazione contro Gaël.
In Francia la mobilitazione parte oggi stesso.
Chiediamo a tutte le organizzazioni sindacali del movimento operaio e a tutte le organizzazioni di sinistra di partecipare insieme con noi alla battaglia per la liberazione immediata di Gaël Quirante.
20 febbraio 2019
Partito Comunista dei Lavoratori
P.s.: le parole del compagno Gael all'uscita del commissariato:

La Francia di Macron come l'Italia sulla limitazione della libertà sindacale

Da Radio Città Fujiko

29 Settembre 2018
La mobilitazione contro la limitazione della libertà sindacale
di Alessandro Canella
venerdì 28 settembre 2018


I licenziamenti di delegati sindacali come strumento ritorsivo delle aziende non si moltiplicano solo in Italia. Anche la Francia di Emmanuel Macron reprime i lavoratori che fanno attività sindacale, come nel caso del responsabile del sindacato dei postini francesi, Gaël Quirante. Ma da marzo i suoi colleghi portano avanti uno sciopero ad oltranza. Oggi l'assemblea SGB verso lo sciopero del 26 ottobre.

Questo pomeriggio alle 17.30 il Sindacato Generale di Base (SGB) di Bologna organizza un'assemblea pubblica in Via dello Scalo 21 per iniziare a preparare lo sciopero generale del prossimo 26 ottobre indetto dal sindacalismo di base.
Uno dei temi portanti delle rivendicazioni che hanno portato all'indizione dello sciopero è quello della libertà sindacale, messa sempre più in discussione nel nostro Paese.
Da un lato l'inasprimento della lotta in settori dove lo sfruttamento si fa più sentire, come la logistica, dall'altro una sorta di libertà di licenziamento introdotta dal Jobs Act e l'esclusione dei sindacati non firmatari di accordi con la parte padronale, stanno portando ad un aumento di licenziamenti per motivi politici.

Ne sa qualcosa Elmahi Ayachi, delegato aziendale SGB SDA/Poste Italiane a Sala Bolognese, lasciato a casa per ragioni politiche. Per il sindacato il licenziamento ha lo scopo di lasciare le mani libere all'azienda per una ristrutturazione che porterà alla chiusura del magazzino.
Ma anche se non ci sono licenziamenti, i sindacati di base vengono esclusi. Come succede all'FLMU/CUB, l'unico sindacato a non aver firmato l'accordo dell'Ilva di Taranto, ed ora escluso dalle trattative. A rappresentarlo all'assemblea di oggi pomeriggio ci sarà Antonio Ferrari.

Quando si tratta di reprimere i lavoratori o limitare la libertà sindacale, però, tutto il mondo è Paese. Per questo, all'incontro di oggi parteciperà anche Gaël Quirante, segretario del sindacato Sud Ptt Solidares delle Poste Francesi, licenziato per impedire la sua attività sindacale.
Il suo licenziamento, però, ha scatenato la solidarietà dei colleghi, che dal marzo scorso (da più di 187 giorni) stanno dando vita ad uno sciopero ad oltranza.


QUI LE INTERVISTE A ROSELLA CHIRIZZI DI SGB E DI GAEL QUIRANTE
Partito Comunista dei Lavoratori

Non ci tireremo indietro! Sostieni lo sciopero dei lavoratori delle poste

Francia. Continua la lotta contro il licenziamento di Gaël Quirante

21 Giugno 2018
Siamo nel 92° dipartimento, a Parigi, in Francia, area periferica dove le sedi delle grandi multinazionali della Défense e i ricchi centri finanziari oscurano i progetti e la città dei ceti poveri e della classe operaia. Qui 150 lavoratori delle poste sono in sciopero dal 26 marzo. Lo sciopero iniziò contro il licenziamento discriminatorio del delegato sindacale Gaël Quirante, e crebbe con rivendicazioni contro la distruzione del lavoro, la precarizzazione, il peggioramento delle condizioni e dei carichi di lavoro.

Lo sciopero è stato indetto ad oltranza, e le implacabili direzioni dell'azienda hanno iniziato a non pagare gli stipendi. Gli scioperanti spiegano perché hanno bisogno del vostro sostegno.

Il video è stato girato il 30 maggio, il 13 giugno lo sciopero non era ancora terminato.


AIUTIAMOLI A VINCERE! DONATE AL FONDO PER LO SCIOPERO: https:/www.lepotcommun.fr/pot/kgmfkl66.

Gli assegni (indicando sul retro la causale "solitarietà con gli scioperanti") vanno inviati a: SUD POSTE 92 - 5, Rue Jean Bonal - 92220 LA GARENNE - COLOMBES - FRANCE

«Non ci tireremo indietro! Sostieni lo sciopero dei lavoratori delle poste»


Francia: no al licenziamento di Gaël!


Il nostro compagno Gaël Quirante è vittima di rappresaglia. Noi stiamo con lui contro la violenza padronale!

13 Marzo 2018
Uno dei dirigenti di Anticapitalisme & Révolution - corrente di sinistra dell'NPA - e membro dell’opposizione di sinistra all'interno della Quarta Internazionale (ex Segretariato Unificato) nonché attivista del Front Social, il compagno Gaël Quirante, è da anni al centro di un abuso disciplinare e penale sul posto di lavoro da parte delle Poste, a causa della sua attività sindacale combattiva come funzionario del sindacato Solidaires-SUD Poste 92.
Dal 2010 le Poste tentano di licenziarlo e, altrettante volte, tali procedure sono state giuridicamente respinte. Oggi, grazie ad un ricorso amministrativo, la procedura si riapre e l’ultima parola a breve spetterà all’attuale ministro del Lavoro del governo Macron, Muriel Penicaud.
Giuridicamente la sua situazione non lascia dubbi: Gaël non può essere licenziato. Si tratta perciò di una decisione politica.
Di conseguenza il nostro compagno continuerà ad intervenire sul luogo di lavoro forte della legittimità sindacale e della legittimità politica che lo contraddistinguono, per anni di presenza e promozione in vertenze combattive accanto ai suoi colleghi e alle sue colleghe, per il ruolo di iniziativa che lui e i compagni di Anticapitalisme & Révolution portano avanti nelle mobilitazioni che hanno attraversato il paese e che attualmente proseguono contro un governo che continua il progetto, iniziato con la Loi Travail, di offensiva e distruzione dei diritti sociali e delle conquiste della classe operaia.
Per queste ragioni, per il percorso politico che condividiamo, per la lotta che mettiamo in campo quotidianamente anche in Italia contro il clima di repressione violenta dei movimenti, del mondo del sindacalismo combattivo che non vuole piegare la testa davanti alle politiche padronali qui come in Francia e dappertutto, con forza partecipiamo alla campagna di mobilitazione e sostegno internazionale al nostro compagno Gaël.

Contro la violenza padronale verso le compagne e i compagni che lottano, per un fronte unico contro la repressione, il Partito Comunista dei Lavoratori sta con Gaël!


Invitiamo le compagne e i compagni ad attivarsi nei modi seguenti per essere partecipi della solidarietà e della mobilitazione per Gaël:
- Visitare, condividere la pagina fb per gli aggiornamenti (https://www.facebook.com/nonaulicenciementdegaelquirante/)
- Firmare e condividere la petizione (https://www.change.org/p/non-au-licenciement-de-ga%C3%ABl-regroupons-nous-contre-lanrepressiona-la-poste-et-ailleurs)
- Inviare alla pagina fb di cui sopra il massimo di foto/video, singolarmente o meglio in gruppo, con cartello "Non au licenciement de Gaël’’
- Condividere i testi della mozione di sostegno e della petizione, di seguito riportati nelle versioni in italiano



Mozione di sostegno

Gaël Quirante, segretario dipartimentale di SUD Activités Postales 92 (sindacato lavoratori postali) sta subendo un abuso disciplinare e penale totalmente ingiustificato.
Come altre/i militanti del movimento sociale, è colpito da una repressione che costituisce un attentato ai diritti democratici delle lavoratrici e dei lavoratori. 
Se rischia di essere licenziato, è in ragione della sua attività di rappresentante sindacale.
Come Partito comunista dei Lavoratori, noi chiediamo di rispettare la decisione dell’Ispettorato del Lavoro e quindi di non licenziare Gaël Quirante.


Petizione

No al licenziamento di Gaël: uniamoci contro la repressione alle Poste e altrove!
Gaël Quirante, segretario dipartimentale di SUD Activités Postales 92 (sindacato dei lavoratori delle Poste) e militante del Front social, è vittima di un'autentica vessazione disciplinare: dieci tentativi di licenziamento in quattordici anni, e una serie di sospensioni dal lavoro per un totale di quasi un anno.
Le Poste avevano infatti tentato di licenziarlo nel 2010 con l'accusa di sequestro per la partecipazione ad un'occupazione della direzione dipartimentale delle Poste: il suo licenziamento venne successivamente respinto dall'Ispettorato del Lavoro nel 2010, dal Ministero del Lavoro nel 2011, infine dal Tribunale Amministrativo nel 2014.
Ad aprile scorso la Corte d'Appello del Tribunale Amministrativo di Versailles ha annullato le tre precedenti decisioni, cosa che ha comportato la riapertura dell'intera procedura! L'Ispettorato del Lavoro ha nuovamente rigettato il suo licenziamento, ma ormai sarà la Sig.ra Penicaud, Ministro del Lavoro ed ex responsabile delle risorse umane di Danone, a decidere della vicenda di Gaël!
La nostra mobilitazione deve impedire il suo licenziamento!
Le Poste hanno deciso di colpire duramente le compagne e i compagni combattivei. Nel 2005 lo schieramento del GIPN (Gruppi di intervento della Polizia Nazionale) contro i lavoratori del centro di smistamento di Bègles-Bordeaux in sciopero ha rappresentato l'inizio di questa offensiva. In seguito, i procedimenti disciplinari e penali, i licenziamenti, le sanzioni disciplinari contro i sindacalisti e in maniera diffusa contro tutti coloro che rifiutano di abbassare la testa, si sono moltiplicati. Dal 2012 la somma delle sanzioni implicanti la sospensione dal lavoro ha raggiunto i dieci anni nei confronti dei militanti SUD e CGT (sindacati francesi) solo nell'Ile- de-France (area metropolitana di Parigi), e i quattordici anni dal 2010! Quattro militanti sindacali della regione dell'Haute-de-Seine furono messi in detenzione in pieno sciopero nel 2014. Solamente a Olivier Rosay é stata comminata la sospensione dalle funzioni per un totale di 69 mesi! Nella regione dell'Hauts-de-Seine, inoltre, il funzionario sindacale Yann Le Merrer è stato revocato, e poi messo in aspettativa dopo che il suo datore era stato obbligato a reintegrarlo.
Oggi questa logica repressiva colpisce l'insieme del mondo del lavoro: più di quattromila procedimenti disciplinari o penali intentati contro lavoratori in sciopero o manifestanti dal movimento del 2016 contro la Loi Travail.
Ma questa repressione viene combattuta, che riguardi le pene di reclusione per gli ex lavoratori Goodyear, le violenze della polizia nei quartieri popolari, gli accusati del processo del Quai de Valmy, la PSA Poissy o il caso di Loïc Canitrot della Compagnie Jolie Môme, per esempio. Se c'è un'ondata di repressione in atto, c'è anche un fronte di resistenza. Invitiamo all'unità di tutti i casi di repressione per essere in grado di mettere fine all'attuale offensiva. Se uniamo le forze, possiamo vincere!
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