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La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

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Aggressione infame di una squadraccia armata

 


Solidarietà ai lavoratori colpiti e al Si Cobas. Tutti a Roma il 19 giugno!

L’aggressione di questa notte al picchetto dei lavoratori di FedEx – Zampieri di Tavazzano (Lodi), da parte di una squadraccia di picchiatori al soldo dell’azienda, è un atto infame.

Al lavoratore gravemente ferito, a tutti i lavoratori coinvolti e al Si Cobas va la nostra piena solidarietà.

Attorno alla lotta esemplare dei lavoratori della FedEx e agli scioperi di solidarietà con questa lotta, il padronato del settore sta rispondendo con la militarizzazione dello scontro. La logistica sta diventando un Far West da primo ‘900 americano, con i padroni che, non contenti dei servizi offerti dalla repressione dello Stato, finanziano direttamente propri corpi militari irregolari per spezzare i picchetti e riportare l’ordine. Mentre la polizia lascia fare, salvo criminalizzare i lavoratori che si difendono. L’obiettivo è piegare la resistenza operaia e buttar fuori dalla logistica il Si Cobas, colpevole di organizzare quella resistenza.

Se passa questa pratica militare nella logistica rischia di estendersi in altri settori. Magari in occasione dello sblocco dei licenziamenti nella grande industria e nell’edilizia. È necessario allora che attorno alla lotta di FedEx e della logistica si sviluppi una attiva campagna di solidarietà militante di tutte le organizzazioni del sindacalismo di classe, al di là di ogni divisione.

Ma è anche necessario mettere a tema la necessità dell’autodifesa organizzata dei lavoratori stessi della logistica. Se i padroni del settore ricorrono a propri mazzieri per attaccare i picchetti, i picchetti hanno diritto di difendersi con gli stessi mezzi, colpo su colpo, come nelle migliori tradizioni del movimento operaio. Non dovrà più accadere che gli sgherri del padrone, armati di spranghe e catene, possano colpire impunemente lavoratori inermi. Dovranno trovare ovunque pane per i loro denti.

Lo sciopero generale della logistica del 18 giugno e la manifestazione nazionale del 19 giugno a Roma sono e saranno una prima risposta e una occasione di denuncia pubblica di ciò che accade. Nella prospettiva dello sciopero generale dei lavoratori e delle lavoratrici, e di tutte le loro organizzazioni.

Partito Comunista dei Lavoratori
I video che mostrano gla squadraccia di mazzieri pagati dai padroni  e la polizia (al servizio dei padroni) che resta a guardare.
Ricordiamocene!

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/11/tnt-fedex-notte-di-tensione-a-lodi-si-cobas-lavoratori-del-presidio-picchiati-con-bastoni-e-sassi-e-la-polizia-non-ha-mosso-un-dito-video/6226867/?pl_id=11&pl_type=category




Piena solidarietà agli operai e alle operaie della FedEx-TNT

 


Ancora una volta la polizia dello Stato borghese risponde al richiamo del padrone. Ma gli operai non si sono lasciati intimorire

Le compagne e i compagni del Partito Comunista dei Lavoratori esprimono la massima solidarietà alle operaie e agli operai in lotta contro i licenziamenti annunciati da parte della FedEx-TNT di Piacenza.

La multinazionale americana ha annunciato migliaia di licenziamenti in tutta Europa, di cui centinaia in Italia. Lo stabilimento di Piacenza è particolarmente colpito ed è qui che si è mostrata la forza della resistenza operaia. Le lavoratrici e i lavoratori in sciopero, con il loro picchetto per molte ore hanno impedito l'uscita dei camion della FedEx-TNT.

A questo punto i padroni hanno chiamato la polizia e la polizia è accorsa a difendere il loro sacro diritto di sfruttare e di licenziare, nonostante la pandemia.

Quelle stesse autorità dello Stato, a partire dal governo, che hanno dimostrato una criminale incapacità nel gestire l'emergenza sanitaria e ora sono in ginocchio davanti alle multinazionali dell'industria farmaceutica che centellina le forniture di vaccini per speculare il più possibile e trarne il massimo profitto, non esitano a picchiare e gasare lavoratrici e lavoratori. Quegli stessi lavoratori e lavoratrici che prima sono stati costretti a lavorare a rischio di contrarre il contagio da Covid in nome della continuità dei profitti, ora vengono scaricati e sono costretti a lottare per non perdere il posto di lavoro.

Questi operai nella notte scorsa hanno dato un grande esempio di determinazione e forza, resistendo alla violenza poliziesca e riuscendo a continuare il presidio.

Il PCL non può che associarsi alla loro lotta prendendola ad esempio ed esprime tutto il suo sostegno alla vertenza portata avanti dal SI Cobas, con cui per altro è impegnato da mesi nel percorso unitario tracciato dall’"Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi" che venerdì 29 gennaio ha promosso lo sciopero generale.

La giornata del 29 è stata una tappa di una mobilitazione che continua e dovrà necessariamente allargarsi coinvolgendo possibilmente i milioni di salariati che a causa della crisi sanitaria ed economica sono gettati sul lastrico e rischiano il licenziamento di massa dopo il termine del blocco dei licenziamenti del prossimo mese di marzo.

Partito Comunista dei Lavoratori

Assassinio di classe

15 Settembre 2016
L'omicidio questa notte di un lavoratore egiziano iscritto all'USB davanti ai cancelli della Seam, ditta d'appalto della GLS a Piacenza, è un brutale assassinio di classe. 
Il picchetto dei lavoratori in lotta rivendicava il rispetto degli accordi sindacali in ordine all'assunzione di precari a tempo determinato. Il camion del crumiro che ha sfondato il picchetto è stato spinto all'azione omicida dal personale di guardia dell'azienda sotto gli occhi di una polizia “distratta”. È la misura di come il padronato sia disposto a ogni mezzo per piegare la lotta operaia, con la complicità dello Stato. 

Il PCL si stringe attorno alla famiglia del lavoratore ucciso, ai suoi compagni di lotta, al suo sindacato. Denuncia il crimine padronale. Rivendica una immediata mobilitazione unitaria per imporre la punizione dei responsabili. 

La logistica ha registrato in questi anni una crescita imponente della combattività dei lavoratori, col ricorso a lotte radicali e prolungate che hanno strappato diritti e concessioni. In particolare i lavoratori immigrati sono stati gli splendidi protagonisti di questo ciclo di lotte, ribellandosi alle vessazioni padronali spesso avallate dalla burocrazia sindacale. L'omicidio di questa notte a Piacenza segnala la volontà dei padroni di recuperare il terreno perduto riaffermando il potere assoluto sulle condizioni del lavoro, anche col ricorso a mezzi criminali. 

Ma l'assassinio compiuto non fermerà la lotta dei lavoratori, né alla GLS né altrove. 
Generalizzare la lotta dei lavoratori, estendere l'esempio della sua indicazione radicale, è il modo migliore di rispondere alla arroganza criminale del padronato: alla forza dei padroni va contrapposta la forza di classe degli sfruttati. L'unico strumento che i padroni temono. 

Il capitalismo è sfruttamento e crimine. Solo un governo dei lavoratori che spazzi via la dittatura del capitale potrà fare giustizia vera: nessun crimine verrà dimenticato, nessun crimine resterà impunito.
Partito Comunista dei Lavoratori
Oggi, giovedì 15 settembre, ore 17 presidio davanti alla Prefettura di Bologna indetto da USB