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Syriza e Die Linke al fianco dello Stato sionista

 


Cosa ne pensa la sinistra “radicale” italiana?

17 Ottobre 2023

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L'isteria dei circoli dominanti europei a favore di Israele ha aperto una breccia inquietante nel Partito della Sinistra Europea (cui aderisce il PRC italiano).


Syriza, appena scalata da un uomo d'affari, «condanna senza equivoci l'attacco perpetrato da Hamas contro Israele» ed esprime solidarietà al popolo israeliano. Una posizione talmente sbilanciata a favore dello Stato sionista da provocare la protesta di un settore giovanile del partito («Non è possibile assimilare le responsabilità degli oppressori a quello delle vittime... condannare l'attacco di Hamas e tacere sullo Stato d'Israele e la sua politica»).

In Germania Die Linke fa di peggio: «Condanniamo con la più grande fermezza i terribili attacchi terroristi di Hamas contro Israele (...) L'obiettivo di Hamas è la distruzione d'Israele (...) In ragione della storia della Shoah e dell'antisemitismo, lo Stato d'Israele è una necessità storica che non deve mai essere messa in discussione». Una dichiarazione che addirittura fa propria l'assimilazione di antisionismo e antisemitismo, fiore all'occhiello di tutta la propaganda reazionaria, legittimando i settantacinque anni di oppressione sui palestinesi.

Domanda: Rifondazione ha qualcosa da dire sui suoi alleati in Europa?

Partito Comunista dei Lavoratori

Tra divieto di sciopero e cestinamento della bandiera rossa: PaP tra Tsipras e Mélenchon

 I riferimenti internazionali di una formazione politica sono parte della sua identità. Nel caso di Potere al Popolo il bando di oscillazione dei suoi compositi riferimenti europei misura la natura riformista di un intero programma.

Il primo riferimento di PaP è stato Tsipras. Oggi è un riferimento velato dall'imbarazzo, ma niente affatto cancellato. Anzi. Nonostante tre anni di lacrime e sangue al servizio della Troika contro i lavoratori greci, Tsipras continua a presiedere il Partito della Sinistra Europea, cioè il partito di Rifondazione Comunista, colonna di PaP. Neppure le misure di Tsipras contro il diritto di sciopero, neppure gli scioperi dei lavoratori greci contro il governo greco a tutela dei propri diritti democratici e sindacali sono bastati a Rifondazione e PaP per rompere con Tsipras e a denunciare pubblicamente il governo Syriza-Anel.

Si obietterà che oggi PaP assume come proprio riferimento pubblico Mélenchon, che a sua volta si è distanziato da Tsipras. Ma disgraziatamente proprio la sommatoria di Mélenchon e Tsipras complica la situazione di PaP. Melenchon proibisce la presenza della bandiera rossa in ogni suo meeting rimpiazzandola con la bandiera tricolore francese. Respinge la “vecchia contrapposizione tra sinistra e destra” nel nome della nuova contrapposizione “tra oligarchia e popolo”. Rivendica testualmente «la potenza della Francia come seconda potenza marittima» e il proprio attaccamento alla patria. Respinge l'indipendenza delle colonie francesi dalla madrepatria («La Guyane è la Francia», ha dichiarato il 25 marzo 2017). Rivendica il rimpatrio degli immigrati senza contratto di lavoro («non abbiamo la possibilità di occupare tutto il mondo... del resto è la legge e io non so che farci», ha detto a France5 l'11 marzo; «i lavoratori distaccati portano via il pane ai lavoratori francesi che si trovano sul posto», ha affermato il 5 luglio 2016, e sono solo due esempi della retorica populista nazionalista del nostro).
Del resto Mélenchon fu ministro del governo Jospin che bombardò Belgrado.

Ora la domanda è: sarebbe questo il nuovo riferimento internazionale degli interessi degli sfruttati che Potere al Popolo sbandiera?
Le ragioni “per una sinistra rivoluzionaria” escono più che mai confermate dai fatti.

Partito Comunista dei Lavoratori

Tsipras colpisce il diritto di sciopero

  
Il governo Syriza-Anel ha varato pochi giorni fa due misure esemplari: da un lato la messa all'asta delle case sequestrate per debiti verso le banche; dall'altro una legge antisciopero che dichiara illegali gli scioperi promossi da assemblee dei lavoratori cui non partecipino la maggioranza degli iscritti ai sindacati. Uno scandalo. Hanno qualcosa da dire al riguardo Liberi e Uguali e Potere al Popolo?

Potere al Popolo ha presentato due giorni or sono la propria lista al Parlamento europeo, ospitato dal gruppo del GUE/Sinistra Europea, capeggiata da Tsipras. Ha sentito il dovere di solidarizzare pubblicamente con gli scioperi in corso in tutta la Grecia contro le misure del governo Tsipras, oppure ha onorato col proprio silenzio il padrone di casa contro i lavoratori greci? Naturalmente la seconda cosa.

La verità è che il diavolo fa la pentola ma non i coperchi. Tanta retorica sulle lotte, sui movimenti, sul “fare e non dire”, per continuare a coprire il governo Tsipras!
Solo la lista “Per una sinistra rivoluzionaria” dirà la verità su quanto sta avvenendo in Grecia. Perché la verità è rivoluzionaria.
Partito Comunista dei Lavoratori