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La polizia assassina e la risposta di Bologna all’esecuzione di Fakir

  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

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Al fianco di Mimmo Lucano


 In una società a misura d'uomo i diritti umani non possono subire limitazioni in base alla nazionalità e ai confini. Ogni individuo in quanto tale dovrebbe godere degli stessi diritti.


Poco meno di un mese fa in Svizzera, nella città di Berna, è stato consegnato a Domenico Lucano “il 26esimo premio libertà", perché nei rapporti con i profughi del Mediterraneo, sbarcati sulle spiagge, osa percorrere delle strade completamente nuove.

Egli considera queste persone come una chance, le integra in modo costruttivo nel suo Comune, affrontando in questo modo la decennale emigrazione della popolazione calabrese. «Mimmo Riace» è un pioniere per l’atteggiamento umano dell’Europa nei confronti dei profughi provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente”!

Viceversa in Italia il becero sciovinismo troglodita, trasforma Mimmo Lucano da “pioniere dell’integrazione” a uomo dedito all’associazione a delinquere, responsabile di crimini come: abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, insomma da filantropo a delinquente. Questo emerge dalla motivazioni depositate dal Tribunale di Locri.

Risulta chiaro che l’accusa a Mimmo Lucano è un’accusa politica. Solo uomini congelati dal giustizialismo borghese, capaci solo di “eseguire gli ordini” possono apprezzare tali accuse. La vicenda Lucano non è una vicenda che lucra il modello normo-costituito borghese, molto più semplicemente lo mette in discussione e per questo viene punito.

In tutta questa vicenda surreale Mimmo Lucano viene dipinto come un uomo prono alla criminalità. Certo, se fosse stato furbo, senza principi e avesse voluto arricchirsi con la politica, avrebbe dovuto scegliere un’altra organizzazione politica, un altro partito come ad esempio Fratelli d’Italia. Non a caso, è proprio la destra reazionaria di Fratelli d’Italia in combutta con la Lega, a far leva sulla sentenza del tribunale di Locri per difendere e rilanciare le proprie politiche criminali contro i migranti nel nome del ”prima gli italiani”. Magari per coprire i propri italianissimi esponenti coinvolti, quelli sì, negli affari della criminalità organizzata. Personaggi come Rosso, Pittelli esponenti di Fratelli d’Italia sono finiti al centro di indagini riguardanti la criminalità organizzata (‘Ndrangheta), oppure Enzo Misiano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Ferno (Varese), dove la magistratura è piombata su di lui con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso inserita nell’ambito dell’inchiesta Krimisa sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Lombardia, ecc.

Colpisce, ma non più di tanto, che alla campagna reazionaria di criminalizzazione di Lucano si sia accodato Marco Travaglio e il suo circo editoriale nel nome della sacralità della magistratura e delle sue sentenze. A riprova che “la difesa della legalità” borghese non ha di per sé alcuna valenza democratica e progressiva, e che l’avallo fornito alla cultura "manettara" dei Di Pietro e degli Ingroia da parte della sinistra riformista in anni recenti ha solo innaffiato il giardino del populismo reazionario di marca “giustizialista” che nel giro di pochi anni ha visto calare la scure della magistratura, in modo massiccio, sui suoi propri rappresentanti.

Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime la massima solidarietà a Mimmo Lucano, ricordando le sue stesse parole«è stato il modello della libertà e del rispetto dei diritti umani e non è stato qualcosa di scritto che abbiamo sperimentato dopo uno sbarco. C’è stata molta spontaneità in un luogo limite dove ci sono tantissime problematiche sociali e il messaggio che è venuto fuori è che è possibile, nonostante le difficoltà del territorio».

Non c’è soluzione della questione immigrazione all’interno della società capitalista. Ma da rivoluzionari difendiamo e difenderemo sempre chi contrasta le politiche reazionarie contro i migranti esponendosi per questo alle vendette della magistratura e dello Stato borghese. Per questo diciamo: “Giù le mani da Mimmo Lucano!”.

Partito Comunista dei Lavoratori

10 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Sabato, 10 Novembre 2018 alle ore 14.00 - Piazza della Repubblica ROMA

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti. 
– Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon. 
– Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte. 
– Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG. 
– Contro l’esclusione sociale. 
– No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi. 
– Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione. 


Il Partito Comunista dei Lavoratori parteciperà alla manifestazione.

PER I DIRITTI SOCIALI, CONTRO LA DERIVA REAZIONARIA

COMUNICATO STAMPA: IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SEZ. DI BOLOGNA ADERISCE AL PRESIDIO INDETTO DALL'UNIONE INQUILINI E DAGLI ATTIVISTI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE IL 10 OTTOBRE ANCHE PER ESPRIMERE PIENA SOLIDARIETÀ’ AL SINDACO DI RIACE MIMMO LUCANO IN ARRESTO

La “proprietà e sacra” esclama Salvini. Il diritto alla casa no: è un atto eversivo! La circolare del Ministro dell’Interno contro le occupazioni di case è un atto di guerra contro i lavoratori poveri, i disoccupati, i ceti popolari i migranti e tutti gli attivisti per il diritto all'abitare. Quello della casa è un problema sociale di enormi proporzioni in un paese come il nostro per altro soggetto ad un altrettanto enorme speculazione immobiliare con il risultato che In Italia vi sono milioni di persone senza casa, e milioni di case vuote in mano alle grandi proprietà immobiliari ( grandi imprese immobiliari, banche e assicurazioni, Stato e enti pubblici, Chiesa e vaticano). Il ministro Salvini del governo del “popolo” vuole risolverlo con le forze di polizia sgomberando proletari e le loro famiglie senza che gli venga neanche offerta una soluzione alternativa. La rivendicazione dell'esproprio delle grandi proprietà immobiliari e la loro destinazione a fini abitativi deve divenire ovunque una parola d'ordine unificante. Risolvere la questione della casa è possibile. Ma per dare sicurezza sociale a chi non ha casa e lavoro occorre violare la sicurezza del capitale. Solo un governo dei lavoratori, rompendo con la società capitalista, può dare la casa a chi non l'ha.
La guerra di Salvini alle occupazioni è’ un passo verso un  regime autoritario. Altrettanto lo è la guerra scatenata contro i migranti e i lavoratori immigrati con il DL sicurezza, appena firmato dal Presidente della Repubblica, che riduce le risorse per l'accoglienza, ostacola le richieste di permesso di soggiorno, limita drasticamente il diritto d’asilo, condanna all'espulsione senza un grado definitivo di giudizio e vorrebbe anche revocare la cittadinanza italiana in caso di gravi reati (un aspetto inaudito nei regimi moderni, una sorta di bando medievale).

Tutti i migranti sono criminali potenziali, chi li aiuta e da loro sostegno lo è sicuramente. Questo deve pensare Salvini e per questo plaude all'arresto di Mimmo Lucano sindaco di Riace, responsabile di aver cercato di caratterizzare la propria amministrazione per la sua accoglienza e integrazione dei cittadini migranti. Ma un Salvini, per quanto supportato da crescenti consensi, non basterebbe se non potesse affidarsi alle istituzioni dello stato borghese. Per questo abbiamo scritto; “Nello Stato borghese comandano i rapporti di forza. Oggi un ministro degli Interni che ha oltre il 30% dei consensi sulla politica di annullamento dei diritti dei migranti e dei respingimenti, tende a polarizzare attorno a sé l'orientamento dominante dei corpi dello Stato, magistratura inclusa. L'arresto di Riace è la misura di questa dinamica. Tanto più per questa ragione il PCL è partecipe della campagna di solidarietà contro questa misura inaccettabile, e contro la deriva reazionaria di cui è espressione”.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - SEZ. DI BOLOGNA

Solidarietà al sindaco di Riace

L'arresto del sindaco di Riace Mimmo Lucano per “favoreggiamento dell'immigrazione clandestina” non è un fatto ordinario; riflette la deriva reazionaria in atto sullo sfondo del governo giallo-verde e dell'attuale ministro dell'Interno.

Il reato che viene imputato al sindaco è di aver favorito le cooperative sociali affidate ai migranti e... un matrimonio di convenienza, a fronte del crollo di ogni altro capo d'accusa. A prescindere da ogni altra considerazione, la disposizione dell'arresto per questo presunto reato è un fatto abnorme. Evidentemente gli interessi territoriali offesi dalle cooperative sociali (gli appetiti di cooperative escluse, le pressioni speculative sulle case del borgo spopolate...) hanno trovato una voce nella magistratura. Ma soprattutto l'ha trovata il ministro dell'Interno Matteo Salvini, già sponsorizzato assieme a Di Maio dalla procura di Catania, e che ora sta facendo altri proseliti nell'ambiente giudiziario.

Il messaggio che il provvedimento trasmette è molto semplice: ogni politica di accoglienza dei migranti va sul banco degli imputati. Il motto salviniano “è finita la pacchia” ha trovato in questa misura un nuovo megafono. La Legge e Ordine del ministero degli Interni è ben riassunta dal cosiddetto Decreto sicurezza: bloccare di fatto il diritto d'asilo, ostacolare in ogni modo ogni possibile regolarizzazione. La misura disposta contro il sindaco di Riace è a tutela di questa politica. Ogni disobbedienza a questa Legge diventa reato passibile d'arresto.

Nello Stato borghese comandano i rapporti di forza. Oggi un ministro degli Interni che ha oltre il 30% dei consensi sulla politica di annullamento dei diritti dei migranti e dei respingimenti, tende a polarizzare attorno a sé l'orientamento dominante dei corpi dello Stato, magistratura inclusa. L'arresto di Riace è la misura di questa dinamica. Tanto più per questa ragione il PCL è partecipe della campagna di solidarietà contro questa misura inaccettabile, e contro la deriva reazionaria di cui è espressione.


Partito Comunista dei Lavoratori