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  Cosa è avvenuto ieri non è un fatto di ordine pubblico; non si può prendere gli scontri, estrapolarli dal contesto in cui sono nati e lame...

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Appello. No alla deportazione del popolo palestinese! No al genocidio!


 NO ALLA DEPORTAZIONE DEL POPOLO! PALESTINESE

NO AL GENOCIDIO!
PER UN CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E DURATURO!
PER LA RICOSTRUZIONE DI GAZA E L’INVIO DI AIUTI UMANITARI!
CONTRO IL GOVERNO ITALIANO E LE SUE POLITICHE DI SOSTEGNO A ISRAELE
FERMIAMO LA CORSA AL RIARMO E ALLE POLITICHE SICURITARIE!
A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA RESISTENZA



Il genocidio del popolo Palestinese e l’attacco ai diritti dei lavoratori in Italia sono due facce della stessa medaglia: un sistema economico che affama i popoli e saccheggia il pianeta per finanziare guerre e armamenti. Mentre il governo italiano taglia salari, sanità e istruzione, investe invece miliardi nell’industria bellica, e alimenta il genocidio in Palestina. La lotta del popolo Palestinese è la lotta di tutte e tutti noi contro lo sfruttamento, contro la guerra, per un mondo di giustizia e libertà.
Le associazioni palestinesi, le realtà sindacali di base, i centri sociali, le realtà dell’associazionismo, movimenti, i partiti e le migliaia di donne, uomini, ragazze e ragazzi solidali che hanno attraversato le strade di Milano per oltre 70 sabati consecutivi senza mai fermarsi, lanciano un appello per una grande mobilitazione nazionale. Invitiamo lavoratrici e lavoratori, precarie e precari, migranti, studentesse e studenti e tutte le persone solidali a partecipare numerose. La partecipazione di tutte e tutti è essenziale per dimostrare la più ampia solidarietà al popolo palestinese e opporci alle politiche di guerra e oppressione.

CORTEO NAZIONALE A MILANO 12 aprile 2025 – Piazza Duca D’Aosta ore 14:30

PERCHÉ SCENDIAMO IN PIAZZA

• NO ALLA DEPORTAZIONE E AL GENOCIDIO: Esprimiamo la nostra ferma opposizione alle politiche che minacciano l’esistenza e la sicurezza del popolo palestinese.

• CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E DURATURO: Chiediamo la fine immediata delle ostilità e la protezione dei civili.

• AIUTI UMANITARI E RICOSTRUZIONE DI GAZA: Sosteniamo l’accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari e la ricostruzione delle infrastrutture distrutte.

• DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI: Ribadiamo il diritto inalienabile dei profughi palestinesi a tornare alle loro terre d’origine.

• CONTRO IL SOSTEGNO DEL GOVERNO ITALIANO A ISRAELE E ALLE POLITICHE BELLICISTE: Ci opponiamo alle scelte del governo italiano che supportano attivamente le azioni militari israeliane e alimentano la militarizzazione.

• FERMIAMO LA CORSA AL RIARMO: Mentre l’Europa si prepara, con il piano “Rearm Europe”, a investire miliardi nell’industria bellica, il governo italiano taglia fondi alla sanità, alla scuola e al welfare, riducendo il potere d’acquisto dei salari. Rifiutiamo questa logica di guerra che ci impoverisce per arricchire le industrie delle armi e alimentare conflitti globali.

• CONTRO LA REPRESSIONE E IL DDL “SICUREZZA”: Denunciamo il clima repressivo che vuole criminalizzare il dissenso e colpire chi lotta per la giustizia e la libertà. L’ex DDL 1660 è un attacco diretto alle mobilitazioni sociali, ai movimenti sindacali e alle manifestazioni di solidarietà con la Palestina e rappresenta un ulteriore segnale di involuzione in senso autoritario della società. Difendiamo il diritto a protestare e a esprimere la nostra opposizione alle politiche di guerra e sfruttamento.

• LIBERTÀ PER ANAN, ALI E MANSOUR: Chiediamo l’immediata liberazione di Anan, Ali e Mansour, così come di tutti i prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri sioniste e in Europa. L’Italia non solo finanzia il genocidio in Palestina, ma perseguita anche i palestinesi sul proprio territorio, criminalizzandoli per la loro resistenza all’occupazione coloniale.

• Pretendiamo la fine della repressione e della criminalizzazione nei confronti dei palestinesi e delle organizzazioni umanitarie che operano in Italia per sostenere il popolo palestinese. La libertà di espressione, di movimento e di solidarietà sono diritti fondamentali che devono essere garantiti a tutti.

• È urgente che l’Italia, così come la comunità internazionale, smetta di sostenere l’occupazione israeliana e inizi a promuovere una politica di pace, giustizia e diritti umani per il popolo palestinese.


Dettagli logistici.

Ritrovo: 12 aprile 2025, ore 14:30, Piazza Duca D’Aosta (Stazione Centrale) Milano.
Trasporti: Per chi arriva da fuori Milano, sono previsti pullman organizzati.
Contattateci per prenotare il vostro posto.
Materiale informativo: Presso il nostro stand in Piazza Duca D’Aosta (dalle 13:30)
saranno disponibili volantini e bandiere palestinesi.

UNISCITI A NOI!
Questa è una lotta per la giustizia, la pace e i diritti umani. Una partecipazione di massa è fondamentale per amplificare il nostro messaggio e contribuire a un cambiamento reale.
Il 29 marzo è prevista un’assemblea a Milano a partire dalle 10 fino alle 15. Luogo da definire.

Contatti per informazioni: manifestazionepalestina@gmail.com


PRIME ADESIONI:

Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
Associazione Donne Palestinesi in Italia
Comunità Palestinesi d’Italia
Giovani Palestinesi d’Italia (GPI)
Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP)
ADL Cobas
CUB
Confederazione Cobas Lombardia
SGB
SIAL Cobas
SI Cobas
ADL Varese
Usi Cit Milano
CSOA Vittoria
Spazio Micene
San Siro Città Pubblica
No ddl Milano liberi/e di lottare
Partito Comunista dei Lavoratori
Opposizione classista della minoranza CGIL

La polizia di Berlino attacca la manifestazione in memoria di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht


 Pubblichiamo questo resoconto della tradizionale manifestazione annuale di commemorazione di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht a Berlino, scritto dai compagni di ArbeiterInnenmacht. Il governo e le autorità tedesche non si sono lasciati sfuggire neanche questa occasione per portare avanti la loro isterica campagna filosionista.



Il 14 gennaio almeno sedici persone sono state ricoverate in ospedale con ossa rotte e altre ferite a seguito di attacchi brutali da parte della polizia con manganelli e spray al peperoncino, secondo quanto riportato dalle squadre di soccorso medico presenti alla manifestazione. Un uomo di 65 anni è stato colpito in modo particolarmente duro, ed è stato lasciato a terra privo di sensi, sanguinante dalla bocca e dal naso.

Il motivo – o più precisamente il pretesto – per il dispiegamento di diverse centinaia di agenti di polizia è stato la solidarietà con la Palestina espressa della manifestazione. Secondo i rapporti della polizia, un oratore e un partecipante avrebbero gridato lo slogan vietato "Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera". Di conseguenza, diverse persone sono state arrestate.

Nel momento in cui i manifestanti in testa nel corteo e interi isolati sono tornati indietro per mostrare solidarietà, la polizia si è davvero scatenata. Sicuramente i vertici della polizia, le cui forze non sono nuovo a questo genere di attacchi provocatori, si giustificheranno dicendo che anche in questo caso il loro operato è stata "proporzionato" e che i poliziotti sono in realtà le vittime e non gli autori della violenza.

Naturalmente, il Parlamento sarà anche disposto a discutere della provocazione, dell'attacco al diritto di manifestare, ma con un esito prevedibile: la colpa è dei manifestanti. In fondo, la solidarietà con la Palestina, sempre attaccata pubblicamente, è stata criminalizzata da governi e amministratori per mesi. Anche per la "società civile", cioè per l'opinione pubblica borghese, ce n'è abbastanza. Così la polizia sta facendo rispettare l'ordine di marcia, e ovviamente non solo nella manifestazione del 14 gennaio.

Mentre la solidarietà antimperialista viene criminalizzata e colpita, decine di migliaia di persone sono preoccupate per lo stato della democrazia tedesca dopo le ultime rivelazioni sui piani di deportazione razzista dei rappresentanti dell'AfD, del Movimento Identitario e della WerteUnion in una riunione "privata" a Potsdam. Non c'è dubbio che la preoccupazione e la paura per l'istituzione di un regime di deportazione ed espulsione razzista di massa siano giustificate. L'AfD e vari gruppi fascisti costituiscono la punta di diamante di una politica che incoraggia le continue richieste di politiche migratorie e dei rifugiati sempre più rigide e la prevista abolizione de facto del diritto di asilo da parte dell'UE. Lo spostamento a destra è alimentato anche dalla denigrazione della solidarietà palestinese, dei palestinesi, degli arabi e dei musulmani, definiti antidemocratici e antisemiti, nonché dal parallelismo tra antisemitismo e antirazzismo. Chi non combatte il razzismo antimusulmano in costante aumento e la criminalizzazione e diffamazione della solidarietà palestinese, alla fine non sarà in grado di fermare lo spostamento a destra.

La manifestazione in ricordo di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht è stata assolutamente pacifica. Non si è lasciata intimidire, ma i suoi partecipanti si sono opposti alla violenza della polizia.

Martin Suchanek